(4/11) L'onore di un ragazzo

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L'onore di un ragazzo

Dall'Eroticos di Demostene ricaviamo molte informazioni sulle pressioni cui era sottoposto il giovane nei rapporti tra uomo e ragazzo. Il giovane amato, essendo tale per la propria nobile natura, non doveva mai e poi mai comportarsi in maniera tale da essere ricoperto d'infamia.

L'onorabilità andava preservata non tanto per salvaguardare la possibilità di sposarsi (come avveniva invece per le ragazze durante il medioevo) quanto perché, se essa non fosse stata mantenuta, il futuro status del ragazzo nella città poteva essere compromesso. Il giovane aveva pertanto l'obbligo di preservare la propria virtù e di impegnarsi a preservare quella dei giovani una volta divenuto adulto; l'adolescenza era quindi per lui una prova in cui veniva verificata la propria virtù. Una volta diciottenne, veniva sottoposto alla docimasia, esame con cui si veniva abilitati a ricoprire cariche pubbliche, e la sua condotta morale durante l'adolescenza era presa in esame.

Il giovane diveniva tanto più onorabile quanto più assumesse una buona postura, parlasse bene e frequentasse gente virtuosa, tutti punti saldi dell'educazione greca; ma, soprattutto, quanto più si comportasse bene in amore. L'autore reputa degno non tanto chi non si concede mai, ma chi lo fa nel giusto.

Se però il testo dà diverse indicazioni sui comportamenti da tenere nel rapporto, non ne dà alcuna al riguardo del rapporto fisico in sé, a parte ricordare che egli deve rifiutare favori sessuali che lo portino al disonore, ma senza dire quali essi siano; possiamo ragionevolmente supporre che fossero le pratiche sessuali con cui un giovane finisce per diventare semplice oggetto nelle mani dell'amante o la pratica della prostituzione maschile.

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