(5/12) S. Freud

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S. Freud

Libro fondamentale al riguardo è il suo Tre saggi sulla teoria sessuale (1905), inserendola nella teoria di bisessualità innata. Per Sigmund Freud l'omosessualità non è più né un crimine né una tara o degenerazione, bensì "vittima di un arresto nel corso dello sviluppo", una qual specie di handicap: la fase che si tollera nell'adolescente, se perdura nell'adulto diventa marchio del fallimento. In una lettera a Carl Gustav Jung del 1908 dimostra tutta la propria animosità nei confronti di Magnus Hirschfeld e dichiara il suo netto rifiuto di scrivere sulla rivista del comitato scientifico-umanitario.

Non si può infine non riconoscere un'influenza di Freud anche su Thomas Mann ove in La morte a Venezia del 1910 viene presentato il caso di una "fissazione" narcisistica nei confronti di un adolescente, dell'adolescenza stessa da parte di un adulto; da parte sua Marcel Proust attinge dalle teorie di Auguste Ambroise Tardieu la sua visione "sinistra" dell'omosessualità.

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