"Scusa. Scusa. Scusa."
E' in ginocchio davanti a me e tiene le mie mani tra le sue. Piange e io piango insieme a lui.
Delicatamente, tira sempre di più le mie mani fino a che non sono in ginocchio davanti a lui, ha la testa chinata a terra mentre io ho gli occhi fissi su di lui e su tutta la sua disperazione che mi riempie i polmoni. Non ho più aria credo di soffocare, ora davanti a lui. Così avrà ottenuto ciò che ha sempre voluto: portarmi con lui, dove "vive" lui.
Mi alzo dal mio letto scaraventando le coperte a terra, ora respiro.
Il mio fiato è affannato e rallenta sempre di più mentre mi concentro a boccheggiare l'aria intorno a me. Con le mani tremanti mi asciugo le lacrime che non hanno esitato a bagnare le mie guance. Mi allungo sulla mia parte del letto per accendere la lampada vicino a me. Una luce foca illumina un angolo della stanza e raggiungo il bagno per bagnarmi il viso ripetute volte. Torno in stanza e mi siedo alla fine del letto, sento qualcosa tremare. Istintivamente spalanco gli occhi, mi guardo intorno e seguo la vibrazione. Proviene dalla mia borsa ed è mamma che mi sta chiamando alle 7 di mattina. Solo ora capisco che ho praticamente abbandonato il mio telefono nella borsa da quando sono atterra a Los Angeles e non oso immaginare di quante chiamate perse ho dal numero telefonico di mamma.
"Pronto?" dico senza pensarci due volte, dopo aver trascinato l'icona verde sul touch screen.
"Aubrey.." tira su col naso e il mio cuore si spacca.
Si sfracella.
"Mamma, sto bene.." sussurro e trattengo le lacrime per non preoccuparla.
"Ti prego ritorna.." sta singhizzando e ci ho messo un pò per capire ciò che ha detto.
Sento la voce bassa di mio padre dall'altra parte del telefono.
"Amore mio.. quando tornerai?"
E' papà ora che parla.
"Non lo so.. non voglio tornare!" dico con sincerità e stringo gli occhi per non piangere.
"Ho compreso la tua lettera e posso solo immaginare il dolore che provi.." sta piangendo. "Noi ti vogliamo bene per qualsiasi cosa chiama!" annuncia con voce quasi severa.
"Grazie, papà!" piagnucolo. "Da un bacio da parte mia alla mamma.. vi voglio bene!" dico e attacco in meno di un secondo.
Mi fiondo contro il letto e affondo la testa sui cuscino per soffocare il mio pianto singhiozzante. Sto facendo soffrire tutti quanti e di conseguenza soffro anche io. Voglio crearmi e vivermi a pieno la mia nuova vita qui a Los Angeles, c'è sempre qualcosa che mi porta nel passato come Lucas, gli incubi e le chiamate strappalacrime di mia madre. Ho bisogno di resistere. Devo essere forte e stringere i denti. Qualcosa di buono mi attende, ci devo credere. Devo solo controllare le mie emozioni.
***
In giro di qualche minuto, sono pronta per uscire dalla mia stanza, passo alla hall a lasciare la chiave e poi mi incammino. Decido di passare di fianco al mare e osservarlo mentre cammino lentamente. L'aria mattutina mi riempie i polmoni e mi sento nuova, pulita. Attraverso la strada appena vedo, all'opposto marciapiede, il negozio in cui lavoro facendo attenzione a non farmi mettere sotto da una macchina.Spingo la porta del negozio e le mie orecchie vengono rapite dai suoni coinvolgenti di alcune risate all'interno del locale.
"Ciao!" dice Katy lasciando prolungare il suono della parola.
"Buongiorno!" sorrido e noto un'altra ragazza bionda seduta su una delle poltrone su cui i clienti si lasciano tagliare i capelli.
"Lei è la ragazza di cui ti parlavo.." dice Clare.
"Ah, la truccatrice?" chiede e si gira per guardarmi, mi sorride.
Si alza in piedi avvicinandosi a me e allunga la mano.
"Sono Lou." si presenta continuando a mostrare il suo sorriso.
"Io sono Aubrey." dico sorridendo.
Ha degli occhi belli, molto simili ai miei posso dire solo che non capisco precisamente di che colore siano.
"Sto cercando una truccatrice, può interessarti?" mi chiede.
Se mi può interessare? CERTO!
Grido dentro di me ma fuori sono immobile, sembra quasi che stia attaccata con le suole al pavimento.
"Si che le può interessare!" mi incoraggia Ally a parlare, appoggiando le sue mani sulle mie spalle.
"Si, si.. certo che si!" riesco a dire, finalmente. Mi avrà presa per una scema!
"Oh, menomale!" scherza e sorrido insieme a lei. "Sei maggiorenne, giusto?" chiede e annuisco. "Perfetto, andiamo a prenderci un caffè così ti spiego il mio lavoro!" dice e usciamo dal negozio, dopo aver salutato le ragazze.
Lou parla del suo lavoro magnifico, gira il mondo e trucca cinque cantanti famosi. E' ben pagata e credo di non riuscire più a capire. Anche lei è una truccatrice solo che ultimamente ne hanno bisogno di un'altra visto che, specialmente lei, odia fare le cose di corsa.
Annuisco come una scema mentre parla, voglio fare il suo lavoro!
"Ora basta di parlare di lavoro.. che mi dici di te? che ci fai qui a Los Angeles?" mi chiede e prende un sorso dal suo cappuccino.
"Beh, volevo staccare la spina.." cerco di non mostrare troppe emozioni attraverso i miei occhi grigi.
"Capisco, sei giovane è normale che tu voglia cambiare un pò d'aria.." annuisce.
Credo di iniziarla ad amare.
"Torna a lavoro, pago io qui.." dice alzandosi in piedi.
"Ma no, pago io.." mi offro.
"Non ci pensare nemmeno, corri a lavorare..- sembra molto una mamma- ci vediamo domani per il tuo primo giorno, ti faccio sapere tutto tramite un sms!" mi afferra la mano che accarezza dolcemente.
"Grazie.." dico e ci scambiamo i numeri di telefono.
Appena torno nel negozio, vedo Clare e Katy correre da una parte all'altra mentre Ally fa la ricostruzione ad una ragazza seduta davanti a lei. Corro a posare la mia borsa e inizio a lavare molteplici teste.
***
Sono sfinita appena torno nella mia nuova abitazione e lascio crollare il mio corpo sul comodissimo materasso. Ancora non posso credere che domani inizio a lavorare come truccatrice e, soprattutto, andrò in giro per il mondo. Impossibile. E' tutto un sogno!
Mi pizzico il braccio e quando emetto un verso di dolore, capisco che non è un sogno!
Incredibile.
In giro di neanche tre giorni sono riuscita a trovare un lavoro e a cambiarlo subito con un altro che soddisfa le mie aspettative. No, ad essere sincera non ci avrei neanche lontanamente pensato ad ottenere un lavoro del genere. Ritorno con i piedi a terra: ancora devo vedere come va!
Scarto il panino, che mi sono comprata all'alimentari, dall'involucro di carta mentre mi siedo sul letto e appoggio le spalle sulla spagliera. Allungo un braccio sulla mia sinistra e afferro il telecomando della televisione. Faccio un pò di zapping ma poi trovo il canale che fa per me, peccato che mi addormento poco dopo e neanche sono riuscita a finire il mio delizioso panino con il formaggio.
>> Spero che vi piaccia, alla prossima!:) <<
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