Atterriamo alle 9 di sera, non avrei mai pensato di rimanere per tutte queste ore su un maledetto aereo. Anche se le poltrone erano comode, dopo un po' non riuscivo più a capire se avessi ancora il mio sedere. Prendiamo le valigie e i ragazzi vengono scortati fino alla macchina, a causa delle miglioni di fan che li attendevano all'aereo porto. Una volta nel suv, ci adentriamo nel traffico e vedo come i visi dei ragazzi siano rilassati. Non capisco come facciano a non essere agitati.
"Devo farti vedere tutta l'Irlanda!" mi dice Niall sorridente mentre continua a guardare fuori dai finestrini oscurati.
"Non ti perdi nulla.." sussurra Harry per irritare il suo amico.
Davanti all'hotel ci sono molte fans, tante quante quelle che li aspettavano all'aereo porto. Passiamo sul retro dell'hotel e andiamo al garage.
***
Alle 6 pm, raggiungiamo Croke Park dove i ragazzi si esibiranno tra meno di due giorni e iniziano a provare ripetute volte le canzoni. Lo stadio è grandissimo e mi guardo intorno mentre i ragazzi cantano Midnight Memories.
"Aubrey.."
Riconosco la voce dolce di Lux e mi giro, la vedo corrermi contro, mi inchino e allargo le braccia per accoglierla in un tenero abbraccio. Continuo a camminare e sento il viso della piccola bionda che tengo in braccio nell'incavo del mio collo.
"Vuoi tornare da mamma?" chiedo e scuote la testa. "Hai sonno, piccolina?" chiedo.
Non ottengo nessuna risposta, solo un semplice sbadiglio e inizio a cercare Lou.
"Si è addormentata.." dico dopo molto, appena raggiungo Lou che è seduta sulle panchine dei calciatori.
Mi accomodo vicino a lei e si prende Lux per coccolarla mentre dorme. Il mio telefono inizia a vibrare nella mia tasca, mi alzo e rispondo quando sono abbastanza lontana da tutti gli altri.
"Aubrey.."
La voce di mamma è sottile e so già quello che mi vuole dire.
"Mamma.." dico.
"Torna a casa, io non ce la faccio più.." piange.
Prendo un profondo respiro e salto dallo spavento appena sento delle braccia possenti arrotolarsi intorno alla mia vita, il suo mento è appoggiato sulla spalla e mostra uno dei suoi migliori sorrisi.
"Chi è?" chiede abbassa voce e scuoto la testa.
"Mamma, non farmi ripetere sempre le stesse cose ogni volta che mi chiami!" trattengo uno sbuffo.
"Non puoi andartene anche tu, ti prego!"
So a cosa si sta riferendo, ma davvero se mi vuole deve accettare le cose come stanno ed io non voglio tornare a casa. Dall'espressione di Harry capisco che si sta sforzando per capire la conversazione, gli sorrido debolmente e strofina il suo naso sulla mia guancia.
"Aubrey? Ci sei?"
Per un attimo mi ero dimenticata di stare al telefono con mia madre.
"Si.. ma per favore, accetta questa situazione!" sbuffo finalmente.
"Come posso?" alza il tono di voce e singhizza.
"Mamma, io sto bene!" trattengo la mia voce che cercava di elevarsi al massimo.
E' davvero difficile per me concentrarmi nel dire le parole giuste a mamma, se sento il calore di Harry sul mio corpo. Mi lascia dei dolci baci vicino all'orecchio e mi accarezza la pancia.
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