capitolo 3

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Il suono del campanello mi distolse dai miei pensieri.
Quando aprii non c'era più nessuno, ma solo un biglietto.

"La famiglia Mikaelson alle ore 20:30 è invitata al ballo dei fratelli De Martell. I signori Mikaelson possono portare anche qualche invitato.

Tanti saluti Tristan."

Tristan! Lurido insetto! Mi ricordo ancora quando mi infilò un paletto di legno quasi nel cuore, lo mancò e sopravissi.

"Elija un tuo caro amico, vi ha invitato ad un ballo,leggi tu stesso" Annunciai con un sorriso sghembo per poi porgergli il biglietto con ricami rossi.
"Tristan." Osservò e nella sua voce c'era del disprezzo. Tanto disprezzo, si sentiva l'amarezza in ciò che diceva.
"Non ti ricordi? Quello che provò ad uccidermi,ha provato ad uccidere pure klaus una volta. Ricordi?" Chiesi in modo ironico ed arrogante.
"Addison non c'è bisogno che tu mi ricorda."
Scrollai le spalle annoiata.
"Volevo solo specificare." dissi roteando gli occhi.

"Caro fratello, hai sentito la bella notizia? I De Martell ci hanno inviato ad un ballo" disse Elija a... Klaus ?

Ma quando è apparso scusa.?

"Io devo venire" Parlai. Non era una richiesta o una domanda.

"No, è troppo pericoloso Addison." Mi rispose Klaus. Chi era lui per dirmelo?

"Non sei mio padre. Pensi che tu possa avere qualche diritto su di me, per caso?" Sulle labbra avevo un sorrisetto beffardo.
"Dai fratello , portiamola, perché al piccolo presuntuoso serve una lezione" disse Elija divertito. Lui mi dava sempre corda in ciò che dicevo.
"Klaus! Portamici!" Esclamai.
"Okay va bene." Acconsentì stufato per poi sorridere di sbieco.
Io nel frattempo andai a farmi una doccia calda per rilassarmi.

Mi insaponai il corpo e lavai via il sangue secco dalla mia pelle. Mi guardai le dita, e per un secondo in tutta quella mancanza di umanità e di amore, il sangue di quelle persone sembrò ferirmi. Quasi toccarmi, ma non riuscivo a concepire ciò.

"Klaus non ti hanno insegnato a bussare?" Chiesi mentre mi rilassavo dentro la vasca. Percepii nel giro di pochissimi secondi la sua presenza.

"Beh non mi avresti mai fatto entrare quindi. Volevo solo portarti degli asciugamani" disse mentre li poggiò sullo scaffale.

"Ora esci." Parlai dura. Lo squadrai con occhi cattivi da capo a piedi per poi fargli un cenno verso la porta.

"Non ricevo ordini." Mi venne quasi da scimmiottare la tua fastidiosa voce. Così, misi in gioco la mia carta migliore, quella vincente.
"Esci,devo chiamare Elija?" Dissi io irritata.
"Va bene, ma impara a diffenderti da sola da brava"

"Bado a me stessa da molto tempo." Risposi consapevole del fatto che fosse vero. Era più che vero.

"Ah si, infatti quando eri una squartattrice, chi ti ha aiutato?" Chiese in modo di sfida.

Lo fulminai con lo sguardo. Gli mandai saette con gli occhi e le mie pupille si dilatarono.

"Ti ho detto di uscire." Sibilai ancora una volta indicandogli la porta per uscire.
Finalmente Klaus uscì dal bagno.

Quando finii di lavarmi, uscii dalla vasca e mi avvolsi un asciugamano sul corpo.

Provai ad uscire passando inosservata.
Ma niente! Klaus mi aspettava proprio fuori dalla porta!

"Che vuoi?" Chiesi alzando un sopracciglio e cercando di coprirmi il più possibile.

Klaus mi squadrò da capo a piedi. I suoi occhi mi esaminarono. Esaminarono ogni mio centimetro.

"Beh vedendo una ragazza quasi nuda il mio desiderio di baciare ogni singola parte di te è molto grande, ma al quanto pare ti devo solo parlare."

"Mi devi solo parlare o mi vuoi solo parlare?"
Scrollò le spalle noncurante.
"Addison non rendere le cose difficili più di quanto lo siano già"
"Dai, dimmi." lo incitai con fretta.

"Volevo darti questa, pensavo si abinasse perfettamente con il vestito."
Davanti ai miei occhi c'era una collana blu con dei diamanti.

"Klaus..."
"Shh non dire niente, girati che te la metto."

Mi raccolsi i capelli e mi feci mettere la collana.
Lo sfioro delle sue mani fredde al contatto col mio collo mi fece sobbalzare.
Klaus se ne accorse , e fece un sorrisetto malizioso, io a mia volta sorrisi pure io.

"Ora va a vestirti, è tardi mia piccola ibrida."

Non ebbi neanche il tempo di ringraziarlo che lui scomparve.

Andai in camera con il battito irregolare e il respiro accelerato di poco.
Sul letto c'era un bellissimo vestito lungo blu, con una piccola zip e due bottoni dietro.

Mi misi l'intimo e provai il vestito, stranamente era della mia taglia; si ricorda ancora la mia taglia??

Iniziai a faticare a chiudere la zip ma non ci riuscii, non da sola almeno.

"Posso?" Disse Klaus
"È scortese apparire alle spalle di una donna, lo sapevi?"
Ignorò la mia domanda e complimentandosi, disse: "Vedo che il vestito ti sta, avrò indovinato la taglia!"
"Posso aiutarti?"
Annuii soltanto.
Iniziò a tirare su la zip;aveva ancora le mani fredde, gelide frall'altro ma non mi diede alcun fastidio, anzi.
Chiusi gli occhi a quella stupenda sensazione , lui se ne accorse

"Spero che le mie mani fredde non ti diano troppo fastidio." disse mentre intenzionalmente non chiudeva il primo bottone.
"Mannaggia questo bottone! Non si chiude" dissi ironicamente.

"Dai, con un po di forza." mise la mano sul mio fianco mentre la mano che chiudeva il bottone iniziò a scendere sul mio sedere.
Mi si avvicinò all'orecchio.
"Cara Addison vuoi la stessa cosa che voglio io, perché non approfittarne? "
"Mi farei alzare e scendere la zip solo per sentire il tuo tocco ma no grazie."
"Ora chiudi quei maledetti bottoni"
In un lampo abbottonò i due bottoncini.
Klaus mi schioccò un occhiolino e se ne andò.
Finalmente ero pronta, i capelli un po mossi li lasciai al naturale, sciolti che ricadevano sulle spalle.
Misi dei tacchi semplici neri e uscii dalla mia stanza.
Ad accompagnarmi c'era Klaus.
Elija appena mi vide mi venne in contro e mi baciò la mano.
"Addison sei a dir poco stuperfacente."
"Neanche tu sei male Elija." dissi sorridendo.

Klaus mi prese a bracetto e nel cammino fino alla macchina mi si avvicinò all'orecchio e mi disse.
"Questo vestito mette in risalto le tue ampie forme, ti sta davvero bene ma senza staresti molto meglio, non sai che ti faccio se continui ad arrossire. "
"Klaus dove sono le buone maniere! Sono un vampiro originale, e ti sento anche se da lontano. " disse Elija mentre entrammo in macchina molto divertito dalla cosa
Io arrossii di nuovo, Klaus mi guardò come se mi avesse detto 'io ti ho avvisata'
D'un tratto sentì una mano pesante e fredda che mi strigeva la coscia.
Il mio respiro se ne stava andando a puttane infatti Elija se ne accorse
"Addison stai bene?vuoi che apra un po il finestrino?"
"Si grazie" dissi arrossendo ancora di più.
Klaus mi guardò di nuovo e con la mano salì.
Quando i miei respiri divennero troppo sospettosi ritornò con la mano al suo posto.
Finalmente arrivammo alla festa.
Musica classica si sentiva in tutta la sala.
Tristan ci notò subito e appena mi vide non mi tolse lo sguardo di dosso.
"Klaus, calmati." dissi intrecciando le sue mani con le mie.
Non se l'aspettava, e non mi aspettavo che avesse tenuto la mano intrecciata alla mia.
"Ben venuti al mio ballo, non pensavo portaste una bellezza così rara." disse provando a baciarmi la mano.
Io la ritrassi e ci rimase male, in fondo ha provato ad uccidermi.
"La stessa bellezza che hai provato ad uccidere. " Parlai con disgusto mentre mi allontanai con Klaus per ballare.
Quando la mano di klaus mise la mano sulla mia schiena iniziai a sentire tanto calore.
Ballammo guardandoci sempre negli occhi finché Elija non venne da me e mi chiese di ballare

Non ti posso dimenticare -Klaus Mikaelson.La tua prossima ossessione. Scoprilo ora