Quando riprendo conoscenza, prima di aprire gli occhi, tasto con la mani il luogo in cui mi trovo. Sento qualcosa di morbido, mi pare un piumone e se premo con la mano è come se toccassi un materasso, né troppo morbido né troppo duro, va bene per me. Che sia davvero un letto. Non lo so, ma ho paura di aprire gli occhi, magari c'è qualcuno che mi sta fissando, anzi ne sono sicura. Sento un paio di occhi puntati su di me, per niente stanchi che non hanno la minima intenzione di spostarsi neanche un secondo. Ok, un bel respiro e contiamo fino a tre. Uno...due...tre. Apro gli occhi di colpo. Guardo prima di tutto il luogo. Sono in una specie di camera da letto. Sono sdraiata su un letto matrimoniale con dei decori neri sulla testiera del letto e infondo, mi trovo sotto un copriletto bianco con lenzuola che una volta erano bianche, ora hanno qualche macchia. Come arredamento non c'è niente, a parte una tenda semitrasparente che copre una specie di finestra senza ante o vetri. Ora ho capito che sono in un tronco d'albero, molto grande comunque. Dopo aver passato in rassegna tutta la "stanza" trovo la forza di posare gli occhi sul ragazzo davanti al letto che studia ogni mio movimento e presta attenzione ad ogni mio pensiero. I suoi occhi sono verdi, lo sguardo serio, non ha nemmeno traccia di un po' di divertimento.
Mi metto seduta sul letto e incrocio le gambe sotto la coperte.
Dopo un istante eterno, per quanto mi riguarda, dico io con lo sguardo fisso sul copriletto e la voce un po' bassa:< Volevi farmi affogare per caso? >
< Quando ti dico di fare una cosa mi aspetto, anzi pretendo che tu la faccia. Quindi se ti dico di andare a dormire voglio che tu vada a dormire > dice Peter con tono rimproveratorio.
< Perché hai mandato la tua ombra ad uccidere la sirena? > ora lo guardo negli occhi.
< Stava parlando troppo. E poi non devo rendere conto a te di quello che faccio sulla mia isola >
< Davvero? Io penso di sì. La creatura acquatica mi conosceva. Come? > chiedo io. Pretendo risposte ora. Non le ho avute dalla sirena? Bene le avrò da lui.
Ora lui mette le mani sulla parte opposta della testiera. La sta stringendo troppo, decisamente troppo. Le nocche gli stanno diventando bianchissime. Credo che fra poco la spacca. Probabilmente si sta arrabbiando per quello che gli ho chiesto o magari per quello che ha fatto la sirena, o magari per entrambi. Forse dovrei lasciar perdere...ma non ci penso proprio.
Sposta lo sguardo un attimo e lo fa girovagare per la stanza mentre accenna un sorriso nervoso. Poi i suoi occhi smeraldo tornano su di me.
< Non ti riguarda > mi dice infine.
< Oh invece sì dato che ha riconosciuto me. Non so come ma lo ha fatto. Voglio la verità. Vuoi il mio rispetto, la mia obbedienza? Allora inizia a parlare > gli rispondo tutto d'un fiato. Ce l'avevo dentro da troppo tempo questa cosa.
< Non ti devi rivolgere a me in questo modo > si avvicina a me con l'indice che mi indica. Il suo sguardo non promette niente di buono. Non mi interessa niente in questo momento, non sono un burattino e se pensava che lo fossi, o che assomigliassi a quegli stupidi cretini dei Bimbi Sperduti si sbaglia di grosso. Io una volontà ce l'ho.
< Io uso il tono che mi pare e piace > lo fisso negli occhi. In questo momento c'è un'intesa tra noi, nessuno dei due vuole mollare. Testardi uguali.
< Continua pure così, tanto non riceverai risposte > detto ciò si gira e fa per andarsene, ma io gli dico acida:< Non puoi sempre trattarmi come una bambina in una campana di vetro. Non sono così fragile come pensi >
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Peter Pan
FantasyAvete presente Peter Pan? Il ragazzo che "salva" i bambini dal diventare grandi? Il presunto angelo che porta le persone sull'isola che non c'è per sfuggire al mondo reale? Il ragazzo che si prende cura dei suoi compagni e con cui ci gioca in contin...
