JUSTIN :
"Ti rendi conto ? Hanno chiamato i miei. Non ci posso ancora credere." La voce di Ellen era tesa, quasi spezzata. Mi raccontava di quello che era successo appena tornata a casa: i fratelli, i genitori, il solito casino.
"Tuo padre che ha fatto ?" Chiesi, la voce mi uscì più dura di quanto volessi.
Sapevo che dietro quel "abbiamo discusso" c'era molto di più.
Dall'altro lato della linea, silenzio. Solo il suo respiro leggermente irregolare.
Mi si gelò il sangue. "Ellen, che ha fatto ?"
"Voleva portami via, di nuovo."
"Portarti dove ?" Domandai serrando la mascella.
"Lui sta lavorando fuori città.. voleva che andassi con lui e mia madre."
Mi tirai su dalla sedia di scatto. "Tu da qui non ti muovi."
"Non so nemmeno io come ma... l'ho convinto a lasciarmi dai miei fratelli."
Sentì il suo respiro tremare.
"Perciò vivrai definitivamente da loro."
"Si... dobbiamo fare attenzione."
Sorrisi, "è un rischio che posso correre."
"Ah si ? E perché ?" Chiese in un sussurro aspettando che rispondessi.
"Perché.." mi interruppi sentendo che qualcuno stava parlando con Ellen, era il fratello.
"Sto parlando con una mia amica!" Sbottò lei, infastidita. "Vuoi chiamare papà per dirgli anche questo ?"
Scossi la testa da solo. Dylan era un idiota.
Sentì il fratello dire qualcosa a me incomprensibile e subito dopo uno sbuffo da parte di Ellen.
"Ti chiamo più tardi, July." Pronunciate quelle parole, chiuse la chiamata.
Rimasi con il telefono in mano, fissando il vuoto.
"Ciao anche a te," borbottai tra i denti.
Mi buttai sulla sedia della cucina, le mani sul viso. Dovevo pensare a mio padre.
Presto sarebbe tornato libero, e non sapevo proprio come dirlo ad Hanna.
Non sapevo neanche come prepararmi io.
Quando alzai lo sguardo, Hanna era sulla soglia. Mi fissava in silenzio.
"Che vuoi ?" Sbuffai.
Entrò, sedendosi davanti a me. "Devo parlarti."
Quel tono lo conoscevo bene: voleva chiedermi qualcosa.
"Dimmi."
"Stasera esco. Vado a ballare."
Sospirai. "Va bene."
Lei sgranò gli occhi, avvicinando la sua mano alla mia fronte come se volesse controllare che avessi la febbre.
"Come... va bene ? Ti senti bene ?"
Le presi il polso e la fissai negli occhi.
"Puoi andarci, ma promettimi che stai attenta. Niente alcol, niente droghe. E se succede qualcosa... chiamami subito."
Hanna formò un sorriso sul suo viso che poche volte ero riuscito a vedere e, per un secondo, mi fece male pensare che presto tutto questo sarebbe cambiato. Non le avevo mai detto di si prima d'ora, ma forse meritava una sera tranquilla, prima che il mondo le crollasse addosso.
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WE FOUND LOVE
FanfictionA volte basta un solo sguardo per stravolgere un destino. Il futuro è imprevedibile, e l'amore colpisce quando meno ce lo aspettiamo. Anche - e soprattutto - con le persone sbagliate. Quelle che dovremmo evitare. Quelle che, a furia di giocare col f...
