ELLEN:
Ero rimasta da Carly per due giorni, senza dare notizie a nessuno della mia famiglia.
Sapevo che, una volta tornata a casa, mi avrebbero fatta a pezzi. Stavolta l'avevo combinata grossa.
All'uscita da scuola, io e Carly eravamo nell'atrio affollato, intente ad organizzarci per la sera.
Jhon Tompson, uno dei ragazzi più popolari, aveva messo in piedi una festa in un locale al centro. Era il posto di sempre, quello in cui chiunque decideva di festeggiare.
Rimanemmo fuori una decina di minuti, giusto il tempo di procurarci i biglietti per noi.
Alzai la mano per dare il cinque a Carly, che però si guardò attorno con aria sospetta.
"A Dan non diirò nulla." Mi sussurrò, facendo attenzione che nessuno dei suoi amici ci vedesse. Passavamo spesso da lì, quasi volessero controllarla.
La fissai sorpresa "perché ?"
Lei sospirò. "Perché ogni volta che veniamo a ballare succede un disastro. E stavolta voglio che siamo solo io e te. Niente storie, niente litigi."
Le sorrisi. Aveva ragione. Ci eravamo allontanate troppo negli ultimi tempi.
Ma la leggerezza durò poco. Una voce familiare, carica di rabbia, mi fece voltare di colpo.
"Ciao, Ellen."
Dylan.
Ero fregata.
Accanto a lui, c'erano Jack e Dannie. Lo sguardo duro di Dylan mi trapassò.
"Non hai idea di quanto ci hai fatti preoccupare," disse, più ferito che arrabbiato.
Carly, mi prese il braccio d'istinto, come per proteggermi.
"Non l'ha fatto apposta. "
"Non intrometterti, Carly-" intervenne Danny, senza alzare troppo la voce.
"-È una faccenda di famiglia. "
Mi senti stringere lo stomaco. Cercai di reagire.
"Non torno a casa con voi."
Scosse la testa, esasperato.
"El, almeno vieni a parlarne. Non possiamo risolvere nulla così."
Mi voltai verso Carly, sorridendole appena.
"Ci sentiamo dopo."
Lei annuì, stringendomi la mano.
"Scrivimi appena puoi."
Poi lascia che Jack mi ha accompagnasse fino all'auto. Stavolta non usò la forza: aprì lo sportello aspettando che salissi. Feci in silenzio, sedendomi accanto a Dannie.
Il viaggio fu teso, ma nessuno alzò la voce. Erano arrabbiati, sì, ma più per la paura che peraltro.
Dopo pochi minuti arrivammo davanti a casa loro: una grande villa che conoscevo bene.
Entrai, e Dylan si voltò subito verso di me.
" Ellen, due giorni senza dirci nulla... Ti rendi conto di cosa abbiamo pensato ?"
"Sono stata da Carly, vi avrei scritto se avessi avuto bisogno."
Jack intervenne con calma, "non è questo il punto. Poteva succedersi qualsiasi cosa. Non vogliamo controllarti, ma almeno facci sapere dov'è che vai."
Abbassai lo sguardo, mordendomi il labbro. Non avevo la forza di raccontare davvero cos'era successo quella notte in quel viale.
"Non mi è accaduto niente," mormorai. "Sto bene."
"Sì, ma stavolta è stato diverso." Ribattè Dylan, incrociando le braccia.
"Non sei mai sparita così a lungo."
Provare a cambiare discorso.
"Vado a riposarmi un po."
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WE FOUND LOVE
FanficA volte basta un solo sguardo per stravolgere un destino. Il futuro è imprevedibile, e l'amore colpisce quando meno ce lo aspettiamo. Anche - e soprattutto - con le persone sbagliate. Quelle che dovremmo evitare. Quelle che, a furia di giocare col f...
