ELLEN:
Mancavano cinque giorni a Natale.
L'ansia incominciava a farsi sentire, come ogni maledettissimo anno. Natale significava riunione di famiglia, ma la nostra non aveva proprio nulla da festeggiare. Da tre anni a questa parte era diventato solo un giorno come un altro, pieno di discussioni, tensioni e silenzi che rovinavano quel poco di pace che restava tra noi e i nostri genitori.
Mi fermai a guardare l'angolo dei salotto: mancava qualcosa. L'albero.
Da anni ormai non lo facevamo più, e ogni volta che vedevo quel vuoto mi prendeva una strana malinconia.
Detestavo il Natale. Era il periodo peggiore. Ogni pranzo finiva in un disastro e, puntualmente, qualcuno finiva per urlare o sbattere una porta.
Gli anni scorsi ero sempre andata da Carly. I suoi genitori vivevano la festa come una religione, e la loro casa traboccava di luci, canzoni e biscotti appena sfornati. Impiegavano settimane per addobbare casa, trasformando il soggiorno in una specie di villaggio incantato. Con loro riuscivo a sentirmi parte di qualcosa di bello.
Quest'anno però non potevo farlo. Dovevo restare a casa, con i miei... con mio padre. L'unico aspetto positivo era che probabilmente Jason si sarebbe unito a noi. Almeno una faccia amica, qualcuno che potesse farmi respirare un pò di normalità.
"Ellen! Ti devi dare una mossa!"
Sobbalzai. La voce di Jack ruppe i miei pensieri come un pugno nello stomaco.
"Muoviti, e vedi di non fare altre cazzate a scuola." Aggiunse, puntandomi un dito contro con quella precisione da sergente che aveva sempre quando stava per arrabbiarsi con me.
Mi limitai ad annuire, evitando di rispondere. Prima uscivo da quella casa, meglio era.
Fuori l'aria era gelida. Camminai lentamente verso scuola, cercando di ignorare il vento che mi scompigliava i capelli. Le luci di Natale illuminavano ogni angolo del quartiere, riflettendosi sui vetri delle case. Nonostante tutto, dovevo ammettere che mi piaceva vederle: davano un senso di pace che in casa mia non esisteva più.
Mentre attraversavo il viale, notai dei bambini giocare nella neve del giardino accanto. Li conoscevo, conoscevo che i loro genitori. Nel mio quartiere ci si conosceva tutti.
"Buongiorno, Ellen!" Mi salutò la signora Benson, con il suo solito sorriso caloroso.
"Salve, signora Benson," risposi cercando di sembrare allegra.
Erano le persone più dolci del mondo. Quando ero piccola, mi rifugiavo spesso da loro quando i miei litigavano. Jazmine Benson mi preparava sempre dei biscotti al cioccolato, accompagnati da un bicchiere di latte caldo. Avevo anche fatto da babysitter al loro figlio, Andrew, fino a qualche anno fa.
"EL, aspetta! Fatti salutare!" Disse la donna avvicinandosi per abbracciarmi. Mi strinse forte, come una volta. Mi mancava quel topo di affetto.
"Non ti vedo da tanto. Come stai ? Quelle pesti dei tuoi fratelli ?"
Mi morsi il labbro, cercando un tono normale. "Stiamo bene... più o meno. E voi ?"
Jazmine prese la mano di suo marito e sorrise. "Tra qualche settimana ci trasferiamo. Erick ha trovato lavoro a Los Angeles."
Sgranai gli occhi, sorpresa. "Davvero ? E' fantastico!"
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WE FOUND LOVE
FanfictionA volte basta un solo sguardo per stravolgere un destino. Il futuro è imprevedibile, e l'amore colpisce quando meno ce lo aspettiamo. Anche - e soprattutto - con le persone sbagliate. Quelle che dovremmo evitare. Quelle che, a furia di giocare col f...
