Capitolo 26

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ELLEN:

Mi chiusi in camera senza nemmeno accendere la luce. Appoggiai la schiena alla porta e lasciai che il peso della giornata mi cadesse addosso tutto insieme, come se fossi rimasta in equilibrio per ore e qualcuno avesse finalmente deciso di spingermi giù.

Erano passati due giorni da tutto.
Dal litigio con Justin, dalla confessione dei miei fratelli e dal messaggio di Dan con quella maledetta foto.
Due giorni che mi erano sembrati infiniti.

Dormire non riuscivo. Mangiare neanche. E ogni volta che il telefono vibrava, anche solo per una notifica a caso, il cuore mi saltava in gola. Avevo lasciato il messaggio di Dan senza risposta. Era stata la mia unica mossa possibile, anche se aveva trasformato le ultime quarantotto ore in un incubo.
Lui non aveva riscritto, non aveva mandato altre foto, non aveva fatto nulla. Ed era proprio questa calma apparente a farmi impazzire.

In questi giorni avevo avuto fin troppo tempo per pensare, per ricostruire tutto, per chiedermi dove avessi sbagliato.

Justin.

Solo pensare al suo nome mi fece brucare la gola.

L'immagine del suo viso quando gli avevo chiesto se amasse ancora Sissy mi tornò davanti in un lampo, così nitida da farmi tremare. Quel secondo di esitazione, quell'incertezza negli occhi, quella risposta mai detta...
Era stata una pugnalata.

E se stesse con me solo per dimenticarla ?

L'idea mi trapassò lo stomaco. Mi ritrovai a stringere le mani come se potesse impedirmi di crollare. Avevo dato tutto a Justin, anche quella parte di me che non avevo mai dato a nessuno. La mia prima volta...
Era stata un salto nel vuoto, ma un salto che avevo fatto perché mi sentivo al sicuro, perché credevo di potermi fidare, perché pensavo che lui... mi volesse davvero.

E io ?
Io ero stata un'idiota. Perché mi ero buttata a capofitto in qualcosa che non conoscevo. Perché mi ero fidata dei suoi silenzi come se valessero quanto le sue parole.
Perché avevo dormito con lui. Perché era stata la mia prima volta.

E ora... ora mi ritrovavo a domandarmi se avesse mai significato qualcosa per lui.

Mi sedetti sul bordo del letto, piegai il corpo in avanti portandomi le mani tra i capelli. Sentivo le lacrime minacciarmi, salire come un'onda che non sapevo più contenere.

Avevo fatto sesso con Justin convinta che fosse il passo naturale di due persone che stavano iniziando a scegliersi davvero. Che stessero costruendo qualcosa. Che ci fosse... un "noi."

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