BIONDO'S POV
Dalla porta entra mia mamma, mi ero scordato che sarebbe arrivata oggi.
M: “ ciao Simo”
B: “ la verità mamma, ora” dico stringendo la mano di Emma.
M: “ non sono…” B: “ dilla”
M: “ sarò diretta. Vedi Emma non ti ha raggiunto alla morte di Sara per colpa mia….” B: “ cosa??” M: “ le avevo detto io di non venire, non chiedermi il motivo”
B: “ tu sai che sei responsabile di cosa allora è successo ad Emma. Noi abbiamo discusso e discusso perché incolpavo lei di non avermi raggiuto, la incolpavo perché non mi era stata vicina, renditi conto, tutto ciò ti rimarrà nella coscienza, sappilo”
M: “ma...” B: “ ma vattene che è meglio”
Rimango ancora dentro in stanza, al solo pensiero che io ho incolpato Emma che non avevo motivo perché non era colpa sua mi viene una rabbia incredibile.
Guardo il viso di Emma, i suoi occhi chiusi, è così bella. Accarezzo la sua guancia, mi vengono in mente i momenti che abbiamo vissuto insieme, era tutto così bello.
B: “ ora lo vorrei urlare…. SCUSA” a quella parola mi scende una lacrima che viene seguita da altre. Riguardo Emma per l'ultima volta, sto per uscire quando una macchina che tiene sotto controllo Emma inizia a suonare, così come un'altra, iniziano a suonare tutte le macchine in stanza, non so se sia un bene o u male ma vado di corsa a chiamare i medici.
I medici entrano in stanza da Emma, non vogliono nessun altro dentro, che ansia, le macchine che suonano possono avere sia un segno positivo che negativo, non so veramente a cosa pensare.
Oltre alle macchine che impazziscono nella mia mente sono impresse le parole di mia mamma, come ha potuto.
I miei pensieri vengono interrotti dal rumore dei medici che escono, si avvicinano ai genitori di Emma. E ora?
