II. Il professore gentile

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  L'edificio bianco e azzurro non era cambiato molto, a parte qualche piccola ristrutturazione nel corso degli anni; si percepiva sempre quell'atmosfera di famiglia che il giovane professore ricordava, osservandolo da dietro il cancello d'entrata e non poteva che esserne felice. Un orfanotrofio non era un bel posto per un bambino, ma se c'era un affetto sincero, come in famiglia, per l'appunto, quella vita di attese veniva resa molto più sopportabile. Shen Wei non aveva avuto la fortuna di vedere quell'attesa giungere ad una conclusione concreta, come era accaduto ad altri bambini, per questo, di tanto in tanto, tornava in quel luogo che l'aveva visto crescere. Un'espressione nostalgica si dipinse sul volto del giovane uomo: lì non gli era mai mancato niente a parte una cosa, che gli aveva fatto passare un lungo periodo difficile. Per fortuna, una persona a lui molto cara gli era rimasta sempre accanto, anche se all'inizio non l'aveva capito.

- Shen Wei, sei arrivato! -

  I pensieri del giovane vennero interrotti da una ragazza che gli venne incontro, per aprirgli il cancello. Le sorrise.

- Buon pomeriggio, Ying Yue. -

- Temevo non tornassi più, è da tutto il mese che non vieni. -

  La ragazza dal capelli corvini mostrò un'espressione quasi triste. Che cara ragazza, affettuosa e con una bella parlantina, anche se a volte sembrava perdere quest'ultima accanto a Shen Wei. Aveva cominciato a lavorare lì solo due anni prima, ma si era già guadagnata l'affetto dei bambini per via della sua natura gentile e fantasiosa. Per rallegrare la fanciulla, Shen Wei alzò un braccio che teneva una borsa di plastica.

- Una torta alle fragole e una crostata ai mirtilli potrebbero essere un buon modo per scusarmi? -

  La ragazza si illuminò immediatamente e prese la borsa, fingendo poi, senza molto successo, di essere del tutto indifferente al dolce pensierino.

- Va bene, sei perdonato. -

- Mi fa piacere. Sono molto impegnato con l'università in questo periodo, gli esami si avvicinano, per questo non sono venuto. Dal prossimo mese sarò più libero. La signora Yao? -

  La ragazza annuì e fece strada a Shen Wei verso l'entrata nell'edificio, chiacchierando lungo il tragitto. Il giardino circostante era sempre un piacere per gli occhi, pieno di fiori colorati, giochi per i bambini e il grande albero che faceva ombra nelle calde giornate estive, con la sua grossa cresta che faceva capolino da dietro l'angolo destro dell'orfanotrofio. Una familiare fragranza floreale colpì le narici del giovane professore, quando si aprì la porta. Pensare che da piccolo non gli piaceva quel profumo, ma ora quasi non vedeva l'ora di sentirlo.

- Signora Yao, è arrivato Shen Wei! -

- Sono nello studiolo. -

  La voce era quella di un'elegante signora sulla cinquantina, con un lungo vestito nero, un cardigan e una grande crocchia grigia in testa, che stava sistemando alcuni scaffali pieni di libri: ce n'erano di tutti i tipi, ma per la maggior parte erano libri per bambini. Lo studiolo era la piccola biblioteca dell'orfanotrofio, dove i piccoli amanti della lettura, dell'arte o della cucina, potevano perdere qualche minuto - od ora - a sfogliare quei preziosi manufatti. Non appena vide il giovane professore, la donna sorrise e gli fece cenno di prendere posto nella poltrona di fronte ad una piccola scrivania, dietro la quale si sedette lei stessa. Mentre Shen Wei prendeva posto, Ying Yue mostrò la borsa con le torte.

- Shen Wei ha portato un pensierino. Credo ce ne sia abbastanza per tutti. -

- Che bello, i bambini saranno entusiasti. Grazie. -

- E' un piacere. -

  Shen Wei passò lo sguardo sulla moltitudine di libri presenti nella stanza e sorrise tra sé e sé. Quante ore aveva passato là dentro. La signora Yao e Ying Yue sorrisero. Quest'ultima diede un'amichevole gomitata alla spalla del ragazzo.

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