Quello che era successo venerdì mi aveva destabilizzata per tutta la notte e tutto il giorno dopo.
Non avevo fatto altro che pensare a quella frase di Sean.
Forse mi prendeva in giro o forse voleva solo farmi credere di interessargli per poi farmi soffrire, fatto sta che in realtà, mi sarei fatta baciare volentieri.
Ammetterlo a me stessa era più difficile di quanto pensassi, sentivo come un buco all'altezza del petto che non voleva andarsene, era estenuante.
Era già sabato sera e io non avevo fatto altro che studiare e dormire, ora ero distesa sul letto a pancia in sù, a guardare il soffitto bianco.
Uno strano e continuo rumore mi venne alle orecchie poco dopo. Era il mio cellulare che riceveva una chiamata.
Mi affrettai ad allungare il braccio per affermarlo dal comodino.
Senza badare a leggere il nome sullo schermo, me lo portai all'orecchio e mugugnai un assonnato 'pronto?'
"Vieni giù da quel letto e metti in funzione le tue chiappe, ragazza! Perché fra poco sarò a casa tua per andare ad una festa."
La voce squillante di Emily mi fece riprendere dalla stanchezza, lasciando posto ad un gran mal di testa.
"Si può sapere perché urli? E comunque, quando mi avresti detto di questa festa? Ma soprattutto..! Quando avrei accettato di venire?"
La sentii sbuffare dall'altro capo del telefono e ne approfittai per sollevarmi dal letto e mettermi a sedere sul bordo, appoggiando i piedi sul pavimento.
"Non fare la guastafeste e sbrigati a prepararti perché ti tirerò giù da quel letto con la forza se sarò costretta." Mi minacciò ed ero sicura che anche se non potevo vederla mi stava puntando il dito contro.
"Sai che odio le feste. Ci sono solamente un sacco di persone sudaticce e sbronze che ballano e si fanno la lavanda gastrica a vicenda, con le lingue. Cosa più disgustosa non esiste."
Dissi, scuotendomi le mani in grembo, in segno di negazione.
"Non se ne parla. Se vuoi possiamo guardarci un film a casa mia e magari mangiarci una pizza, ma niente festa." Chiarii, sollevandomi definitivamente dal comodo letto caldo.
"Per quanto mi faccia piacere stare in compagnia tua preferisco gustarmi l'occhio con i bei ragazzoni della Monster, ci saranno anche loro questa sera." La sua voce si fece immediatamente più maliziosa.
Roteai gli occhi al cielo e con il cellulare sull'orecchio scesi le scale.
In casa non c'era nessuno. Papà era a lavoro, mamma ed Abby erano al centro commerciale e Barrie si stava allenando. Il coach con tutto il suo apprezzamento verso di me, aveva detto che potevo rimanere a casa a rilassarmi, dal momento che gli avevo fatto vincere la partita.
Mi era sembrato esagerato, ma ogni tanto un po' di gentilezza e complimenti non facevano mai male, quindi avevo accettato senza troppi giri di parole.
"Quindi mi stai dicendo di venire solo perché ci sarà anche Sean, o sbaglio?" Brontolai, portandomi una ciocca di capelli dietro l'orecchio.
Non ricevetti risposta.
Allontanai il braccio dall'orecchio e vidi che mi aveva sbattuto il telefono in faccia.
Feci una smorfia e andai a sedermi sul divano, scrollando le spalle.
Ma non riuscii ad appoggiare il sedere sul cuscino che il campanello suonò.
Mi alzai stiracchiandomi e mi diressi verso la porta d'entrata. Probabilmente erano mamma ed Abby, visto che erano via da tutto il pomeriggio e se non fossero ritornate da un momento all'altro avrei davvero cominciato a pensare che fossero diventate un tutt'uno con i manichini delle vetrine.
Quando aprii la porta quasi venni investita da una Emily a dir poco troppo su di giri.
Avevo capito: aveva il suo momento da psicopatica in cui non riusciva a mantenere la calma.
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Footlover - amore in campo di gioco
ChickLitCindy Lewis adora il football, è la sua più grande passione e quando per miracolo riesce ad entrare nella squadra della Brighton high school, il suo sogno si è finalmente realizzato. Ma anche la Monster High school, che sta di fronte alla Brighton...
