42. Posso permettermi di fare il geloso

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«Non guardarmi così, so che ti stai chiedendo perché sono andato via di punto in bianco, ma non è questo il momento per dirtelo.»

I suoi occhi verdi catturarono i miei e fui costretta a sollevare la testa dal piatto per guardarlo.

«Io non ho detto niente, stavo solo pensando a quanto sia buono questo hamburger.» sollevai le spalle fingendo di non sapere a cosa si stesse riferendo, poi afferrai il mio panino e ne presi un grande morso.

«Speriamo che oggi non venga nessuno a rubarmi la torta, perché potrei realmente incazzarmi.» sospirai, sorridendo divertita.

«No, mi incazzerei io, perché ora sei la mia ragazza e posso permettermi di fare il geloso.» mi strizzò l'occhio e alzò l'angolo della bocca in modo malizioso.

Mi sentii arrossire alla sue parole, perciò mandai giù il boccone e camuffai un colpo di tosse per non far notare le mie guance.

«Basta che non ti salti in mente di tirare pugni a qualcuno solo perché mi ha sfiorato il braccio.» piegai la testa di lato riferendomi a quando aveva rotto il naso a Jackson. Sean roteo gli occhi al cielo e il suo gesto mi fece sorridere sotto i baffi. Lo avevo contagiato io, visto che ultimamente roteava gli occhi molto più spesso.

«Credo di avere il diritto di far capire agli altri che sei mia.»

Il mio cuore galoppò, ma cercai di tenerlo a bada. «Puoi farlo capire anche senza spaccare i nasi delle persone, lo sapevi questo?»

«Si ma se non lo facessi non renderei bene l'idea. E comunque devi ammettere che era un gran bel gancio destro quello che ho tirato al biondino.» il suo sorriso si fece più largo, quasi fiero.

«L'unico gran bel gancio destro che ho visto è quello che ti ho tirato io.»

I suoi occhi si aprirono per la sorpresa e una risata roca e profonda uscì dalle sue labbra carnose.

«Touchè.» ridacchiò, spostandosi con il dorso della mano un ciuffo di capelli che gli era caduto sul viso.

Presi un sorso d'acqua e lo osservai per un istante, io tempo necessario per accorgermi del cambiamento della sua espressione. Si fece improvvisamente serio e cupo.

«Tu e tuo fratello avete chiarito?» chiese, evitando di guardarmi dritta negli occhi. Storsi il naso e gli lanciai un'occhiata sbilenca.

«Si.» risposi semplicemente, spostando una ciocca di capelli dietro al mio orecchio.

«E voi due invece, avete chiarito?» azzardai. La sua reazione fu istantanea, la mascella si contrasse e le labbra si ridussero ad una linea dritta.

«No, non ancora.» la sua risposta secca mi fece capire che non aveva intenzione di parlarne, perciò decisi di cambiare argomento, o almeno ci provai, visto che non sapevo di cosa parlare, ma fortunatamente fu Sean a sistemare le cose.

«Andiamo, ti porto in un posto.»

                           ***

«Ma questa è casa tua?» i miei occhi si sgranarono e le mie sopracciglia si sollevarono.
Ero venuta solo una volta a casa sua, che tra l'altro era stato un fiasco quella sera, e nonostante fosse buio, ricordo bene la grande villa, ne avevo viste ben poche di così mastodontiche.

«Proprio così. Non ti ricordi del nostro incontro inaspettato qualche tempo fa?» la sua domanda accennò malizia e io, involontariamente, roteai gli occhi al cielo.

«Certo che mi ricordo, mi ricordo anche quanto avevi fatto lo stronzo.» lo guardai brusca, arricciando il naso con rimprovero. Dalle labbra di Sean sfuggì una risata.

Footlover - amore in campo di giocoLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora