Perversione allo stato puro, omicidi, segreti, potere, bugie, gelosia e tradimenti. Rappresentano ciò che fa parte della vita della nostra protagonista che ben presto vi accorgerete che è tutt'altro che perfetta.
Lei è una di quelle ragazze che far...
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Beep. Beep. Beep.
Dannata sveglia.
Sono le sette del mattino e credo di essermi addormentata solo due ore fa. Con tanta pazienza e coraggio mi alzo dal letto e inizio a prepararmi per andare a scuola, anche se ad essere sincera non ho assolutamente voglia di andarci. Ad accompagnarmi questa mattina ci sono anche due grandi occhiaie, quindi credo sia obbligatorio mettere una gran dose di correttore e cipria.
«Iris, tuo padre ha comprato i cornetti. Sono stati da poco sfornati e sono ancora caldi» urla mia madre e subito mi affretto a sistemare le ultime cose per raggiungerla.
Di solito il mercoledì, Rosa - che è una delle domestiche - prepara sempre delle crostate dai vari gusti, ma probabilmente oggi avrà avuto un contrattempo e si è dovuta prendere il giorno libero.
Appena mi trovo davanti a tante prelibatezze, addento un cornetto al cioccolato e subito la mia fame si duplica, così decido di mangiare anche quello alla crema amarena.
***
Le lezioni sono terminate e appena esco dalla classe vedo tanti ragazzi e ragazze parlare tra loro. Mi avvicino e vedo che tra loro c'è Alexander che è affaccendato a parlare con altri ragazzi. C'è anche quello stupido tizio con cui litigai il primo giorno di scuola, e se ricordo bene il suo nome è Federico.
Vorrei cercare di capire cosa c'è in ballo, e intanto vedo Jess che da lontano cammina a passo svelto verso di me.
«Iris, vieni con me. Tra poco ci sarà una partita di calcio tra gli studenti della scuola» dice ed io ho l'impressione che Alexander sarà uno dei giocatori dato che è il capitano della squadra dei rossoneri.
La sfida si terrà all'aperto, e io e Jess stiamo già andando verso la gradinata centrale per prendere posto. Appena ci sediamo nel punto che da la migliore visuale, l'aria fresca inizia a pizzicarmi dolcemente la pelle scoperta, e mischiata alla tiepida luce del sole mi porta istintivamente a chiudere gli occhi per godermi la soave sensazione.
«Alexander, siamo tutti con te» sento urlare e di scatto apro gli occhi.
La sua camminata decisa e intimidatoria si contraddistingue in mezzo a tutti quei ragazzi che sono nel campo. Lo guardo, scruto attentamente i suoi gesti ed espressioni, e lo stomaco va completamente in subbuglio. Credo sia una delle prime volte in vita mia che sento le così tanto famose "farfalle nello stomaco". Una sensazione che non so precisamente se definire bella o un vero e proprio tormento.
Guardare quel corpo statuario mi manda in tilt, e mi riporta subito alla notte precedente. Io su di lui, il suo sguardo indagatore ed eccitato mentre gli stavo sopra... un mix di cose che non ho mai provato in maniera così esuberante. Non ho mai sentito questo tipo di emozioni per nessun ragazzo, e non capisco perché lui mi faccia quest'effetto anche a distanza di un bel po' di metri o anche se solo dovesse capitarmi di pensarlo.