Perversione allo stato puro, omicidi, segreti, potere, bugie, gelosia e tradimenti. Rappresentano ciò che fa parte della vita della nostra protagonista che ben presto vi accorgerete che è tutt'altro che perfetta.
Lei è una di quelle ragazze che far...
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Essere presa e portata via davanti a tutti, e perlopiù senza un minimo di tatto. Forse è per questo che Alexander Carter riesce ad ottenere sempre ciò che vuole; e quando si tratta di me, se non sono io ad andare da lui, è lui a venirmi a prendere con le forze.
«Cosa ti salta in mente?» urlo furiosa appena mi mette giù e lo spingo via da me.
«Mi stavano girando le palle a vederti la sopra vicino a quel pezzente. E poi... non lo trovo adeguato quest'abbigliamento» dice e nei suoi occhi si riflette una scintilla di gelosia.
«Ci tengo ad informarti che noi non siamo niente»
«Come devo fartelo capire? Eh!? Tutti gli altri sono e saranno del tempo perso, cerchi di trovare in loro qualcosa che ti riporti a me; uno sguardo, una stretta, un solo tocco che possa farti completamente bagnare, come solo io so fare...» dice in modo roco e sensuale e sfiora la mia anca.
«Alexander, per favore... non complicare la mia vita, lasciami in pace. Noi due siamo fatti per stare lontani, ci facciamo solo del male così» gli dico con voce tremante; il suo sguardo brama di desiderio, come se mi stesse facendo sua, come se volesse ogni centimetro di me, ogni centimetro del mio essere.
«Baciami... un'ultima volta, poi cercherò di farne a meno di tutto ciò. Ti prego, Iris» mi dice e non riesco a rifiutare. Perdiamo entrambi il controllo e ci baciamo. Il suo sapore mi fa stare bene, ma non possiamo continuare così, e il problema è che non riesco a fermarmi, è come se in questo momento stessi in paradiso. Le sue dita stringono prepotentemente la mia pelle, finché non le sento sfiorare il perizoma; in un attimo me lo sposta, gioca col mio punto più debole e io inizio a gemere di piacere.
«Sei mia» dice sussurrando al mio orecchio. Non gli rispondo, non riesco a rispondergli; sono in estasi, mi sento sua e sicura, come se quello che adesso stiamo facendo fosse la cosa più bella e naturale che abbia mai fatto, così mordo la pelle della sua spalla per trattenermi dall'urlare il suo nome. «Sei così eccitata per me?» dice sorridendo e io arrossisco leggermente «Sei ancora più bella quando arrossisci, sembri così piccola e ingenua... ti farei mia mille volte, ti farei urlare il mio nome a squarciagola e godere come mai nessuno è riuscito a fare» a queste sue parole divento ancor più rossa e lui continua a guardarmi divertito, fino a sfilare le dita dal mio sesso facendomi improvvisamente sentire vuota.
«Alex...» dico ansimando. Si morde il labbro inferiore e mi sbatte al muro appoggiando il suo corpo muscoloso al mio e sento la forte elettricità che in questo momento c'è tra noi.
«Quanto mi vuoi?» dice col fiato corto al mio orecchio.
«Tu che dici?» gli chiedo con un filo di voce.
«Non mi piacciono questi indovinelli, significa che non mi vuoi abbastanza. Io, ad esempio, ti voglio così tanto che potrei farti mia e farti urlare di piacere stesso qui, adesso, e in pochissimi istanti»