Pov's (t/n)
A un certo punto devi prendere una decisione, i confini non tengono fuori gli altri, servono solo a soffocarti la vita. È un problema e noi siamo fatti così, quindi puoi sprecare la tua vita a tracciare il confine, oppure puoi decidere di vivere superandoli.
Ma ci sono dei confini che è decisamente molto pericoloso varcare, però una cosa la so: se sei pronto a correre il rischio, la vita dall'altra parte è spettacolare.
Levi mi prende per i fianchi tirandomi a se continuando a baciarmi e io gli avvolgo le braccia al collo intensificando i movimenti.
Lui rallenta il bacio rendendolo più delicato e mi mordicchia leggermente il labbro inferiore.
Dio, mi fa impazzire.
Separa lentamente le sue labbra dalle mie, ma tenendole comunque a contatto.
«E ora?» bisbiglio.
«E ora non pensiamoci» mi prende per mano e mi fa sedere nuovamente sul tetto che, ormai, è diventato il mio posto preferito.
Lui si siede dietro di me a gambe divaricate in modo tale da farmi appoggiare con la schiena al suo petto, mentre mi avvolge con le braccia.
Mi rilasso. È bellissimo.
Guardo verso il cielo stellato e noto che la luna è maledettamente perfetta.
«Hai mai fatto caso a quant'è grande la luna quando sorge... e a quanto diventa piccola una volta salita in cielo?» gli faccio notare.
«Dipende dai punti di vista, in qualunque parte del mondo tu sia, se alzi la mano e chiudi un occhio, non è mai più grande del pollice» mi dice stendendo un braccio e posizionando il pollice davanti alla circonferenza della luna.
Lo imito e noto che ha ragione, mi fa spuntare un sorriso.
«Certo che non hai proprio un cazzo da fare» scherzo.
Lui mi posa un leggero bacio sulla testa, stringendomi più forte e io mi accuccio tra le sue calde braccia.
«Levi...»
«Dimmi»
«Funzionerà?»
«Lo spero»
«Un detto dice "L'amore vince su tutto" ma io non credo sia vero. L'amore non vince su tutto, vince solo qualche volta. Le altre cose della vita, prendono a calci l'amore»
«Beh, allora lasciamoci prendere a calci»
Sono stanca, sono così stanca che mi addormento tra le sue braccia con la mente persa tra migliaia di pensieri diversi.
Perdersi può avere qualcosa di meraviglioso, a volte dobbiamo perderci per ritrovare gli altri e ci sono volte in cui ritroviamo gli altri solo per perderli una seconda volta.
Non sempre si riesce a controllare le cose che potrebbero portarti alla deriva e mentre sei lì, sopra un tetto, ad osservare la vita che stai lasciando alle spalle, devi accettare che si è persa proprio come te.
L'unica cosa che puoi fare è restare perfettamente immobile, respirare momento per momento e cercare di essere pronta per qualsiasi luogo in cui l'evento deciderà di portarti.
Tra una settimana ci sarà la 57^ spedizione del Corpo di Ricerca.
E gli allenamenti duri iniziano proprio domani.
Mi sveglio grazie ad una delicata carezza sulla guancia e un leggero bacio sulla fronte.
«È l'alba» mi sussurra il corvino.
«Abbiamo dormito tutta la notte sul tetto?!»
«No»
«Ah ok»
«Tu hai dormito tutta la notte sul tetto»
«E perché non mi hai svegliata?!»
«Dovresti ringraziarmi dato che non mi sono mosso solo per lasciarti dormire»
Gli metto il broncio e mi riappoggio al suo petto, osservando l'orizzonte.
«Wow» il sole è ricoperto da una moltitudine di colori caldi e freddi che compongono un panorama mozzafiato.
«È bellissimo»
«Ti piace l'alba?»
«È spettacolare»
Non so cosa sia meglio tra questo e le stelle.
«Riguardo a noi due...» inizia lui.
Oh cazzo.
«Metterci assieme va contro le regole del Corpo...»
«Strano, non mi sembri il tipo che rispetta le regole»
«È una cosa seria, non so come comportarmi»
«Sai quali sono i miei ricordi migliori? Beh, quelle cose che non avrei dovuto fare ma che ho deciso di fare comunque. Quindi sono convinta che questa vita sia davvero troppo breve per seguire le regole»
«Anch'io la pensavo come te appena sono arrivato»
«Vuoi tenerlo nascosto?»
«Se ci eviterà problemi, allora si»
«Va bene»
Questa decisione mi demoralizza.
Col senno di poi, capisco che ha ragione. Lui è un caporale, io una cadetta... sarebbe impensabile agli occhi dei comandanti. Soprattutto per Levi.
Appena arriva l'ora di colazione, arriviamo in mensa entrando con 2 minuti di differenza.
La discussione tra Eren e Jean è molto accesa.
«Insomma, tu devi fare dei test con i caposquadra in cui ti trasformi, mentre noi facciamo lezione prendendo appunti?!»
«Non li faccio io i programmi!»
«Non fare la vittima!»
«Non sto facendo la vittima!»
«Avete finito idioti?!» urla un superiore avvicinandosi al tavolo.
«Li scusi signore! Non era loro intenzione!» Sasha cerca di calmarlo interrompendolo.
«Sta' in silenzio donna! Non capisco perché vi abbiano dato il permesso di combattere! Voi siete nate per tacere e ubbidire!»
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Lasciati amare | Levi x Reader
Fanfiction(T/n) è una ragazza nata e cresciuta nel Sottosuolo abbandonata dal padre dopo la morte della madre: dall'età di 6 anni vive per strada, da sola. Non si fida di nessuno e vive rubando e truffando. Un giorno però viene catturata da un Caporale della...
