Capitolo 24 [Nico]

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Sono in studio. Sto lavorando duramente per l'uscita del mio primo disco. Ho ancora altre canzoni da registrare, ma non manca molto.

Sono stanchissimo. Non ho dormito molto. Oggi abbiamo registrato Pianeti e Wendy e sinceramente non vedo l'ora di buttarmi sul letto e riposarmi.

Sono passati un po' di giorni, dopo la mia apertura al concerto di Fabrizio e ora devo dire che mi segue molta più gente. Mi rendo conto, che alle persone piaccio. A loro piacciono le mie parole e forse anche la mia storia, di cui le mie canzoni sono scritte.
Devo ancora realizzare di aver cantato in un palazzetto pieno di gente.

Finito il mio dovere in studio, chiamo Adriano:
«Adri, dove sei?»
«In centro» risponde svogliato.
«Facciamo pranzo insieme?» dico.
Decidiamo di vederci al solito bar, il nostro luogo di ritrovo.

Chiamo Bea per assicurarmi che sia tornata a casa:
«Ciao amore»
«Ciao Nico» dice col fiatone.
«Perché hai il fiatone?»
«Sto facendo le scale di casa» dice sfinita «l'ascensore è rotto e il mio zaino pesa cinquanta chili»
«Dai, così ti fai i muscoli» dico ridendo.
«Ma vaffan...» dice trattenendosi «Tu che fai?».
«Sto entrando in macchina, che vorrei vedere un momento Adriano, tu fai pure pranzo io torno leggermente più tardi»

La saluto e riattacco la chiamata. Con tutto quello che ho da fare non riesco neanche più ad andarla a prendere a scuola e lei testarda il pullman non vuole prenderlo, quindi le tocca sempre fare quasi dieci minuti a piedi con lo zaino sulle spalle.

Arrivo al bar e vedo Adriano già posizionato al tavolo.
«Amore mio!» lo saluto «Ho bisogno di un momento magico con te»
Adriano ride. É un fratello per me e amo parlargli proprio perché mi capisce in ogni situazione.

Parliamo del lavoro, la situazione del mio disco e la giornata di oggi in studio, chiedendomi poi la domanda che mi fa ogni giorno da circa due settimane:
«E con Bea?»
«Va tutto così bene...» dico «Anche se per l'esame la vedo troppo stressata»
Lui sa già tutto quello che succede con lei ogni volta, quindi non c'è neanche il bisogno di "aggiornarlo" sulla situazione.

«Giulia?» mi chiede con timore.
«Che domanda è?» dico sul punto d' innervosirmi.
«Così Nico... Non so quanto ti interessi se ti dico questo ora»
«Cosa?»
«Ieri in centro ho visto Giorgio e Giulia e credo stiano insieme...»

Non sono più interessato a Giulia, anzi, se Adriano non mi avesse ricordato di lei, mi sarei anche dimenticato della sua esistenza.
Ma sono due grandissimi stronzi.
Mi sono sempre fidato di Giorgio, per me è stato un fratello e non sembra, ma ancora ci sto male per ciò che ha fatto. Un tuo "amico" che ti parla dietro le spalle. Non lo auguro a nessuno.

Non rispondo a ciò che Adriano dice. Ci prendiamo su Spritz e qualche stuzzichino. Cambiamo discorso parlando di ciò che succede in paese. É sempre bello parlare di Roma.

Saluto Adriano e torno in macchina per andare a trovare Bea.
Si sono fatte le due e un quarto e credo sia anche troppo tardi.

Arrivo al suo palazzo e solo il pensiero che devo farmi tutte quelle rampe di scale, mi viene la nausea.

Arrivi davanti il suo portone e suono il campanello, nonostante ho le chiavi. Non mi sembra giusto dato che è casa sua, ancora non mi sento in dovere.

É sul tavolo da pranzo a studiare. La prossima settimana avrà gli esami scritti. Non vorrei disturbarla, ma ho bisogno di coccolarla un po'.

«Mi scusi signorina, posso?» dico baciandole il collo arrivando fino alle labbra.
«Lo stai già facendo» dice.
«Infatti ti dà così fastidio...» dico palpandole piano un seno, per poi andarmene sul divano.

Ci è rimasta male, da quanto si nota dalla sua faccia, così mi metto a ridere, invitandola a venire da me.
Si mette a cavalcioni sopra di me, baciandomi ovunque, provocandomi brividi senza termine.

«Pensavo dovessi studiare» le dico tirandole leggermente i capelli, mentre mi bacia.
Come per dispetto comincia a strusciarsi contro i miei pantaloni.
«Disgraziata» dico con un tono di cattiveria, ma del tutto compiaciuto.
«Ok, allora» dice cercando di alzarsi, cosa che ovviamente non riesce a fare, a causa mia.

Le tolgo la maglietta, baciandogli i seni, poi i pantaloni, lasciandola in intimo sopra di me.
«Stai da dio con questa camicia, ma credo che senza stai ancora meglio» dice slacciando il primo bottone, poi il secondo e il prossimo ancora.
Questa ragazza mi farà impazzire, lo so.

La prendo in braccio, portandola in camera sua e lanciandola sul letto. Mi tolgo i pantaloni e mi avvicino a lei.

Non posso proprio farne a meno di lei. Amo i suoi capelli, amo i suoi occhi, il suo corpo, la sua pelle, la sua voce.
«Sei un angelo» dico continuando a baciarle le spalle.

Impazzisce per me, lo vedo. Amo l'effetto che le faccio. Questa volta facciamo l'amore, ma col suo controllo e questa cosa mi fa morire.
Sono felice di come si senta tranquilla ora con me, di come si fidi di me.

Amo la mia Wendy e nessuno potrà capire quanto è bello averla affianco.

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NUOVO CAPITOLO PER VOI. 🗝️💓

Ma Nico e Adriano? I MIEI AMORI.

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La sua Wendy | Ultimo | #wattys2019Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora