Capitolo Ventiquattro

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Vi consiglio di leggere piano, perchè questo capitolo merita di essere letto con calma.
Buona lettura

Finn

Quando nevica la città diventa più silenziosa, ci si sente come dentro un segreto. Nevica, e il mondo sembra rallentare, diventa sinuoso, elegante e delicato.
Nuovo.

Resto nel silenzio della neve a guardare Mills entrare nell'androne del suo palazzo. Sono a un passo dal seguirla e provare a farle cambiare idea.
Il suo sapore è ancora sulle mie labbra.
Averla vicino ha riacceso il bisogno stringerla, toccarla e farla mia in ogni modo possibile. Controllarmi è stata una delle cose più difficili che abbia mai fatto, mi sistemo sul sedile, perché una parte di me è tutt'altro che d'accordo con l'idea di rispettare i suoi spazi. Sarebbe ben più felice di azzerare ogni distanza e invaderla, invece. Il mio corpo è un concentrato di speranza e sollievo; quando Millie ha detto che c'era una possibilità per noi ho ricominciato a respirare, avrei voluto abbracciarla e gridare al mondo che è mia, non importa quanto proveranno a separarci.
Ma non è ancora così.
Sarà dura tornare all'intesa e alla sintonia di prima che Kara rovinasse tutto, ma non ho dimenticato la decisione presa.

Ora che è di nuovo al mio fianco, abbiamo una seconda opportunità, o una terza, che non sputtanerò. Se non fossi un emerito coglione, un codardo, le avrei parlato subito senza lasciare passare tutto questo tempo.
Se avessi dato a Millie il credito che merita, ci saremmo risparmiati parecchia sofferenza. Ormai dovrei aver capito che scappare non risolve niente.
Sono un maledetto idiota. Voglio essere un uomo diverso, per Millie e per me, e per quanto faccia male devo ricordare ogni singolo errore per evitare di commetterlo di nuovo.

Prima di partire, controllo i messaggi sul mio telefono. Un paio di messaggi di Viv, le rispondo, prima che faccia partire la SAS. Uno è di Brian che mi chiede se ho visto Shayne. Come se fossi la sua babysitter.
Non rispondo.
Ormai i nostri rapporti sono così deteriorati, che temo ci troviamo già al punto di non ritorno. Mi preparo a partire quando il portone della palazzina di Mills si spalanca. Lei esce e resta in piedi sulla soglia, guardandosi intorno. Sotto la luce del lampione posso vedere il suo viso rigato di lacrime.
Merda. Spengo il motore ed esco di volata dall'auto, correndo verso di lei. Millie indossa ancora il cappotto, tiene le braccia avvolte intorno al busto, visibilmente scossa.

«Mills, cos'è successo?» Lei sbatte le palpebre, disorientata.
«Qualcuno è entrato nel mio appartamento». Incapace di trattenermi, la attiro contro il mio petto.
«Lo hai visto? Stai bene?» Lei scuote la testa decisa, le sue mani però tremano.
«No. Non lo so. Finn, hanno frugato tra le mie cose... hanno spaccato tutto, la casa è un casino. Non riesco nemmeno a chiudere la porta! Come faccio se non riesco a chiudere la porta?!» Millie si fa prendere dal panico e l'isteria cresce nella sua voce, spetta a me calmarla, restare lucido in questo momento.
«Adesso chiamiamo la polizia. Sistemeremo tutto, te lo prometto». La porta del suo appartamento è aperta, il legno scheggiato all'altezza della serratura. Devono averla forzata con un cacciavite o qualcosa del genere. Mills esita sulla soglia, mi faccio avanti ed entro. «Resta qui». Controllo ogni stanza, e solo quando sono sicuro che non ci siano ospiti indesiderati torno da lei. «La casa è vuota. Puoi entrare».

Lei è così tesa che potrebbe spezzarsi alla prima folata di vento, mentre aspettiamo l'arrivo della polizia l'accompagno al divano e la invito a sedersi. Frustrato, mi passo le mani tra i capelli. Non ho idea di cosa si debba fare in questi casi. «Manca qualcosa?» Lei si guarda intorno smarrita, fissa il vuoto come se potessi fornirle la risposta.
Mills non è una persona che si lascia spaventare facilmente, ha tenuto testa a Brian e Shayne, al massimo del loro splendore. Non mi piace vederla in questo stato.
Vado in cucina, il lavandino è stracolmo di stoviglie sporche, lavo un bicchiere e verso un bicchiere di vino rosso. «Questo ti aiuterà a rilassarti». Le porgo il bicchiere e siedo accanto a lei. Il suo pallore, il silenzio in cui è calata, mi spaventa.
Le stringo la mano e lei allaccia le dita alle mie.

YOLO ~ FillieLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora