Millie
Dopo che Finn se ne è andato, sono talmente stanca da riuscire a riaddormentarmi. Forse il Natale non sarà così male come immaginavo.
Dormo fino alle 11 e, ancora intontita, infilo la camicetta gettata a terra in fretta e furia ieri sera e scendo in cucina.
Finn non ha chiamato; in qualunque guaio si sia cacciato Shayne, deve essere più complicato del previsto. Il lusso in cui vive Finn stride con la modesta normalità del mio appartamento. Per il momento non voglio preoccuparmi di quello che mi sto lasciando alle spalle o di quello che mi aspetta. Voglio solo vivere la mia storia con Finn, godere di ogni momento senza le ombre di quello che potrebbe succedere a funestare ogni momento.
Mi preparo una tazza di tè e mi sposto sul divano.
Afferro il telecomando e accendo il televisore su BBC News, per pura abitudine. Sto per cambiare canale quando l’immagine di un incidente nel pieno centro di Manchester mi paralizza. Le riprese raccontano di uno schianto tremendo, con un’auto che sembra essere andata in fiamme e averne colpite almeno un paio nella carambola che ne è seguita. Il titolo della striscia in sovraimpressione, “l’ereditiera Olivia Kennedy in condizioni critiche”, mi fa fermare il cuore, alzo il volume e seguo il servizio che parla del coinvolgimento di uno dei presentatori di YOLO.
Liv rischia la vita.
Cosa diavolo è successo?
Fisso lo schermo mentre cerco di ricordare la conversazione telefonica di Finn di questa mattina. I dettagli dell’incidente sono ancora incerti ma sembra che lei abbia attraversato un incrocio col rosso, e sia stata travolta da un’auto che passava. Gli investigatori pensano che Shayne fosse con lei, almeno fino a poco prima dell’incidente, ma di lui non c’è traccia.
Che Finn sia andato a cercarlo?
E soprattutto: dove diavolo è Finn?
Un filmato di lui accompagnato a un'auto in attesa, da una donna che fa cenno alla stampa di arretrare, fa schizzare la mia ansia a livelli preoccupanti.
La polizia. Non possono averlo arrestato.
È assurdo.
Lui è stato con me tutta la sera, non ha niente a che fare con questa storia.
Frugo per mezzo appartamento prima di trovare il mio cellulare e chiamo Finn. Il telefono va direttamente in segreteria. Riprovo diverse volte ma il risultato non cambia, impreco e lo scaglio sul divano. Mi sento persa. Impotente.
Non ho il numero del suo manager e non so chi contattare.
Chi potrebbe aiutarmi. Mi sento bloccata tra queste quattro mura, senza poterlo aiutare. Senza poter fare qualcosa. Su diversi canali ripropongono le stesse immagini, nessuno sembra sapere altro, per il momento.
Riprovo a chiamare Finn. Nessuna risposta. Un rumore, proveniente dalle scale che salgono dal garage, mi avvisa che non sono più sola. Forse le notizie hanno qualche ora e lui è già stato rilasciato.
Mi dirigo verso l’ingresso dell'appartamento e mi trovo faccia a faccia con Shayne.
Lui appoggia una mano sul muro, mi fissa con un’espressione stravolta e gli occhi spiritati. Vestito con dei jeans attillati e una maglietta nera, sembra uguale a tutte le altre volte che l'ho incontrato, compresa la puzza d'alcol che lo circonda, ma la battuta arrogante che mi aspetto non arriva.
«Che cosa ci fai qui?», gli chiedo. Lui tira fuori dalla tasca un pacchetto di sigarette e, con le dita che tremano in modo evidente, ne accende una. «Finn ti sta cercando e temo che sia stato arrestato», cerco di scuoterlo.
«Sai di Liv?» Lui raddrizza la schiena come frustato ed espira una nuvola di fumo.
«Sì. Non ho chiesto io a Finn di muoversi».
«Perché sei scappato? Così sembri coinvolto, in qualche modo». La bocca di Shayne si storce.
«Non ho fatto nulla; Non ero lì quando... è successo. Cazzo».
«Parla con la polizia», cerco di farlo ragionare mentre lui mi spinge da parte e si dirige verso la cucina. Il suono tintinnante di bicchieri e bottiglie non dovrebbe sorprendermi. «Shayne, telefona almeno al vostro manager». Lo seguo in cucina e mi fermo sulla soglia, incerta sul suo stato d'animo.
«La vita è maledettamente strana», dice, e ingoia mezzo bicchiere di whisky. «Basta un attimo e guarda cosa può capitare».
«Dimmi che cosa è successo».
«Sai cosa c'è di grave?» Lui ignora le mie richieste e si versa un altro bicchiere. «Questo è grave. Penso di amarla, in qualche modo, e nemmeno me ne rendevo conto». Shayne sbuffa parlando tra sé e sé, i suoi occhi sono distanti. «Quando c'è stato lo schianto e l'ho vista ho sentito qualcosa e non era né paura né senso di colpa. Come se qualcosa di buono se ne fosse andato con lei».
Non so cosa dire o fare.
Shayne è con me solo per metà, parla della sua ragazza come se fosse già morta.
«Olivia è in ospedale e ha bisogno di te. E penso che tu debba raccontare alla polizia cos’è successo».
«E io, invece, credo di dover lasciare questo cazzo di paese!»
«Se davvero Liv significa qualcosa per te, dovresti essere con lei. Mostrarle come ti senti». Shayne ride, arricciando le labbra.
«Come mi sento? Raggio di Sole, io non sento un bel niente».
«Hai appena detto che ti ha fatto sentire... qualcosa». Lui agita la mano, come se non significasse nulla.
«Ho sentito il mio cuore per un secondo, non è niente di ché. E lei se n'è andata ora».
«Non ancora, Shayne. Non ancora». Inspiro bruscamente. «Sei davvero un casino, lo sai?»
«Grazie della grande rivelazione». Poi si sporge in avanti e mi indica, con la mano che stringe il suo bicchiere. «Pensi di poter aggiustare anche me?» Scuoto la testa.
«Solo tu puoi farlo».
«Allora siamo a posto. Io sto bene così come sono».
«La tua ragazza è quasi morta in un incidente perché avete preso Dio solo sa cosa! Come puoi dire che ti sta bene così?»
«Sono cose che succedono». Solleva le spalle con noncuranza.
«Sei un pessimo bugiardo».
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YOLO ~ Fillie
Fiksi Penggemar[COMPLETA] You Only Live Once~ Non tutte le storie hanno un lieto fine, non tutte ti fanno ridere e amare. Millie Bobby Brown ha deciso di chiudere con gli uomini. Non le serve che qualcuno le dica cosa fare ed è stanca di non essere mai all'altezza...
