Quando i suoi occhi si aprirono di nuovo, faticò a tenere le palpebre alzate e le sentì calare di nuovo per un paio di volte; erano pesanti, quasi aliene, infastidite dal riverbero della luce che filtrava dalla porta in cima alle scale. Poi rantolò in terra, sul pavimento freddo e rasposo. Sentì la guancia schiacciarsi contro qualcosa di viscido, arricciò il naso e mugolò schifato. Una spalla puntata, e cercò di sollevarsi, sbuffò, percepì le mani imbrigliate dietro la schiena.
«Non agitarti.»
Il suono di quella voce parve come ridestarlo, così spronò appena il mento verso l'alto e lo vide: a distanza, legato anche lui, con le ginocchia al petto e la schiena addossata a un tubo, Rowan era seduto in terra. «Dove siamo?» biascicò, le sopracciglia aggrottate. «Perché siamo qui?»
«Non ne ho idea.» Scosse appena la testa e continuò a guardarlo da lontano. «So solo che mi sono ritrovato qui, al buio, prima che un paio di uomini incappucciati ti portasse giù da quella scala.»
Randy spostò appena gli occhi verso la direzione in cui Rowan aveva accennato col capo, infine lo sentì sospirare e gli vide posare il capo contro il tubo alle sue spalle. «Tutto questo è assurdo» riuscì a dire in un sussurrò stentato. «Mi dispiace, non avrei mai voluto che fossi coinvolto...»
«Non è colpa tua» minimizzò in un'alzata di spalle.
«E di chi sarebbe, sentiamo.»
«Di quelle orribili persone che sono sulle tue tracce» spiegò laconico. «Pensavamo di aver risolto il problema, ma non avevamo considerato l'altro lato della medaglia.»
Un attimo di silenzio, i denti che stridevano sulle sue labbra, e Randy si lasciò andare a una confessione, disse: «Loro vogliono uccidermi». Ebbe come l'impressione che non sarebbe più uscito di lì, che Gabriel non avrebbe potuto rintracciarlo in alcun modo e che nessuno avrebbe potuto portarlo indietro. Poi udì ancora la voce di Rowan, si sentì chiedere:
«Perché?».
E mentre i brividi gli correvano lungo le braccia, mentre gli occhi gli si riempivano di lacrime, gli parve di non avere scampo. Rotolò su se stesso fin quando non si chiuse a riccio in una posizione assurda, simile a quella di un bimbo nella pancia della madre. Zitto, s'impose il silenzio e non riuscì a dire una sola parola. Sentì ancora Rowan chiedere:
«Perché dici così, Randy?». La voce bassa, soffice, che tentava come di consolarlo, disse: «Non ne abbiamo mai parlato, non mi hai mai raccontato niente di tutto questo».
«Ho ucciso il Sacerdote de Il Grande Drago Rosso e sono scappato» sputò tutto d'un fiato, con le palpebre fisse e gli occhi puntati sulle sue cosce. Un ragazzino privo di coraggio, a un passo dalla morte, col cappio al collo; era così che si sentiva, perché sapeva di non poter uscire da quella cantina, perché sicuramente era chiusa a chiave e ancora perché là fuori ci sarebbero stati altri membri della setta a fare i cani da guardia.
Rowan schiuse appena le labbra. Un sorriso lieve, accennato, guardò Randy dall'alto della sua posizione, nella penombra ed emise un debole: «Capisco». Poi osservò i suoi singhiozzi, il muoversi convulso delle spalle, e per un attimo lo compatì. Sollevò un sopracciglio, trattenne una risata in fondo alla gola, distolse perfino lo sguardo e si chiese quanto sarebbe andata avanti quella farsa, cosa stesse facendo Abeigeal in quel momento, se davvero pensasse che un documento scritto potesse scagionarla.
Quell'idea lo divertì ancora di più e quasi lo costrinse a mordersi la lingua per tacere, per non farsi scoprire. Così serrò le labbra, fece una strana smorfia e inspirò a fondo, si riempì le narici dell'odore di muffa che campeggiava nella cantina di quella villetta di Short Strand. Poi sollevò gli occhi verso il soffitto dalle assi esposte e cercò di rilassarsi, d'ignorare il piagnisteo di Randy fin quando non lo sentì esordire con un lamento basso:
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Invisibile (salvation)
Romance(ADATTA A UN PUBBLICO MATURO) Dopo l'incidente, Gabriel non è più lo stesso. Steso sul lettino del Royal Victoria Hospital, fatica perfino a parlare e non riesce a muoversi. È per questo che Darrell prende in mano la situazione e, spronato da Simon...
