26. Come quando fuori piove

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Una settimana dopo

/Ho fatto una cazzata-
Disse ad alta voce Anna, mentre infilava le ultime cose nella sua borsa.
Ormai era questione di minuti e lei, Mike ed Elisa sarebbero partiti alla volta della villetta di Niccolò.
Il cuore le batteva forte e non solo perché avrebbe dovuto rimettere piede in quel posto, ma anche per il senso di colpa.

Lei infatti, sapeva di aver sbagliato ad invitare Federico. Aveva agito colta dalla rabbia, in preda ad un impulso irrazionale e se ne era pentita non appena aveva premuto invio.
Fortunatamente l'indomani il biondino aveva un'amichevole e quindi poteva fermarsi solo il pomeriggio.

Tuttavia, anche un fulmine riesce a spazzare via querce millenarie nell'arco di un millisecondo e Anna lo sapeva perfettamente.

In virtù di questo, l'ansia della ragazza non smetteva di salire, anzi. Quanto avrebbe voluto riavvolgere il nastro e tornare indietro!
Perché era stata così impulsiva? Perché si era comportata da bambina?
Un brutto presentimento gravava sulle sue spalle e non si scrollava di dosso neanche con i migliori pensieri positivi.

Improvvisamente fu risvegliata dal citofono: era Vic che aspettava i cugini per partire.
- Apro io!- Urlò Elisa, accompagnata da dei passi svelti.
Anna sorrise: le era mancata la presenza della ragazza in giro per casa.
Regalava tanta di quella serenità e felicità a Michele che Anna sperava segretamente nella loro convivenza, sebbene fosse a discapito suo.
Infatti, qualora il fratello fosse andato a vivere con Elisa,  lei sarebbe rimasta da sola in quell'enorme appartamento.
Ma per la felicità di Mike, avrebbe fatto questo ed altro.

Mentre piegava l'ultima maglietta, qualcuno bussò alla porta
- Anna possiamo parlare?- Chiese il fratellone, rimanendo sulla porta.
La sorella accettò ed insieme si accomodarono sul letto di lei.
- Ehi, vorrei chiederti scusa per aver beh...-
-Fatto il papà iperprotettivo?- Affermò lei, facendolo sorridere. Michele farfugliò che lui faceva così perché le voleva bene
- Alle volte mi dimentico che hai diciannove anni e che non sei più quella bambina che si infilava nel mio letto quando la notte diluviava- Disse lui con fare dolce, passandole una mano tra i capelli.

Saresti proprio un padre spettacolare
Pensò lei, affondando la testa tra le braccia di Mike.

-Mike, almeno oggi che è il tuo compleanno, cerca di non preoccuparti per me. Riposati e goditi questi giorni- Continuò Anna, mentre si alzava dal letto. Il fratello era sul punto di obiettare ma lei

Fu allora che Elisa bussò alla porta, affermando che Vic li stava aspettando di sotto.
- Ci divertiremo, vedrai- Disse rassicurante Michele e afferrò la valigia di Anna, pronto a partire.
-Sarà un weekend indimenticabile!-
Esclamò Elisa, al massimo dell'entusiasmo.
E per ironia della sorte, gli eventi che accaddero dopo le diedero ragione: quel fine settimana non lo avrebbe dimenticato nessuno.

***

- Resto ma non riesco
Parlo di qualcosa ma non parlo
E contraddico tutto ciò che tocco-

Intonò Niccolò, con la chitarra sulle gambe. Erano giorni che aveva quel motivo in testa e non riusciva a dar forma ad una canzone.

A quanto pare però, nella quiete della sua villetta, lontano da tutto e da tutti, il ragazzo aveva trovato la pace per poter far lavorare la sua mente.
Infatti era ormai da un po' di tempo che stava seduto a bordo piscina, con i piedi che sfioravano l'acqua gelida.

Il suo amato quaderno era alla sua destra, pronto per custodire l'ennesima canzone. In quelle pagine infatti, erano raccolti quasi tutti i testi che aveva composto in quegli anni: erano un tesoro talmente prezioso da non farle leggere quasi a nessuno.

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