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«Marco devi girare a destra» disse Chloe indicando il navigatore

«E' senso vietato amore, deve esserci un'altra strada» rispose lui tenendo una mano sul volante, e una sulla gamba della sua donna.

Chloe sussultò, le faceva sempre effetto sentire quelle mani sul suo corpo, si avvicinò e lo baciò velocemente, poi tornò ad armeggiare con il navigatore sotto lo sguardo divertito di Marco.

«Aspetta ! Fermati! Sta ricalcolando il percorso»

«Non posso fermarmi in mezzo alla strada! Ascolta, lascia stare il navigatore, ti ci porto io!»

Chloe si portò le mani sul viso sconsolata, non sarebbero mai arrivati in tempo in quel modo, sapeva bene che Marco non aveva la minima idea di dove fossero.

«Io il navigatore lo imposto comunque, lo sai che ti perdi.»

«Devi imparare a fidarti, odio quando ti impunti così» le disse Marco con tono severo

«Non voglio arrivare tardi ok? Lo sai quanto ci tiene Matteo alla nostra presenza!»

Il viso di Marco si incupì, stava perdendo la pazienza, odiava quell'atteggiamento da bambina capricciosa, voleva essere lui a condurla.

«Fai cosa vuoi, mi hai stancato!» le disse alzando il tono della voce, con lo sguardo fisso sulla strada.

Per tutta risposta Chloe, davanti a quel tono che non ammetteva repliche, si voltò nervosamente verso il finestrino, con lo sguardo fisso all'esterno.

Seguiva con gli occhi lo scorrere del mondo intorno a lei, affascinata dalle mille luci della città sotto un cielo trapuntato di stelle e la romantica luna piena.

All'improvviso Marco prese una strada secondaria e iniziarono ad apparire villette basse e prati, Chloe sapeva bene che in quella zona non poteva esserci nessun locale, quindi Marco aveva sbagliato strada!

Un luccichio percorse i suoi occhi verdi ed iniziò a saltellare sul sedile, pronta per pronunciare la frase che amava tanto.

«Hai sbagliato strada! Te l'avevo detto!» sorrise compiaciuta.

Lui non rispose, spense il motore della sua Bmw cabrio e scese senza dire nulla, sotto lo sguardo perplesso di Chloe, che lo seguì incuriosita.

Il silenzio stava diventando assordante, anche se stavano camminando solo da pochi minuti, stava iniziando a spazientirsi e a preoccuparsi.

«Amore, mi dici dove stiamo andando?» gli chiese intimidita

«Siamo arrivati, sunshine. Ecco la destinazione» rispose indicando la villetta davanti a sé.

Lei inclinò la testa di lato e si avvicinò al cancello, non riusciva a capire cosa volesse dire.

«Dimmi di più»

«Questa casa potrà essere nostra se lo vorrai. È di un mio cliente che mi ha contattato per un progetto di ristrutturazione, intenzionato a venderla. Appena l'ho vista ho capito subito che poteva essere perfetta per noi. È il connubio tra le mie e le tue necessità: in mezzo alla natura, ma a pochi passi dal centro. Poi dentro è spettacolare devi assolutamente vederla» le disse prendendola per mano

Chloe non sapeva che dire, lo stupore aveva preso il sopravvento e si lasciò trasportare dal suo uomo.

Marco tirò fuori le chiavi dalla tasca dei suoi jeans scuri e aprì il grande cancello nero, percorsero il vialetto di ghiaia fiancheggiato dalle aiuole e salirono i pochi scalini di marmo, per arrivare davanti alla porta d'ingresso blindata di colore bianco.

Il cellulare di Marco squillò brevemente, era un messsaggio da Matteo, lo lesse velocemente: "Le è piaciuta? Dai che vi aspettiamo", ripose il cellulare in tasca e aprì la porta.

La casa era stupenda, Chloe la percorse tutta con la faccia sempre più sbalordita, la sala di ingresso era enorme con pavimenti in marmo bianco, la cucina era grande e spaziosa, con un bel balcone da cui affacciarsi, con pavimento lucido rosato, poi c'era la camera da letto: la stanza che più la stupì! Era grande, con la cabina armadio e il bagno in camera, dove c'era una grande vasca idromassaggio. Si diede un pizzicotto, per vedere se stava sognando, ma fortunatamente era tutto vero! Tornò di corsa da Marco, che la aspettava in sala, e lo abbracciò.

«Amore è lei, è la nostra casa, è stupenda»

«Sapevo ti sarebbe piaciuta principessa, allora lunedì lo contatterò e concluderemo l'acquisto».

Marco le prese il viso tra le mani, le spostò una ciocca riccia bionda dietro l'orecchio e la baciò con passione stringendola forte, lei si lasciò avvolgere da quel momento, mentre iniziò a sentire i fremiti percorre il suo corpo.

Le mani scesero sulla camicetta di Chloe, e senza mai staccare le labbra da lei, le slacciò ogni singolo bottone, provocandole brividi mentre l'eccitazione saliva.

Gli sfilò la maglietta, sfiorando con le calde labbra tutto il petto. Subito dopo finirono sul pavimento anche i jeans attillati di lei, seguiti dai pantaloni e i boxer di lui.

Marco si fermò a guardare le curve di Chloe rimasta in reggiseno e slip di pizzo turchese. Il suo seno lo richiamava da quel balconcino, così la voltò e lo sgancio, liberando i suoi capezzoli invitanti puntati verso di lui.
Affamato li strinse tra le dita per poi assaporarli con la punta della lingua, disegnando dei piccoli cerchi concentrici.

Chloe inarcò la schiena mentre le dita del suo uomo, seguirono il profilo del suo corpo fino a raggiungere il perizoma di pizzo turchese che fece scivolare sul pavimento.

Scese più giù deciso a farla impazzire; leì tirò indietro la testa gemendo, mentre con le dita affondate nei suoi capelli neri, gli dava il ritmo. In quel momento era completamente nelle sue mani, incapace di muoversi.

La temperatura era sempre più alta, Marco pennellava il corpo formoso di Chloe con la lingua, come un pittore su una tela, mentre lei animava.

La passione era incontenibile, la fece sdraiare a terra tuffandosi su di lei, che iniziò a muoversi su e giù, per agevolarlo meglio.

Dolcemente, con le loro lingue intrecciate, si fece strada dentro di lei e i loro corpi iniziarono a muoversi insieme sulle note dei loro sospiri, finché non esplosero in una potente melodia insieme.

Marco, ancora su di lei cercava di calmare il respiro, mentre il suo sguardo era rapito da quel viso ancora accaldato.

«Ogni volta che ti guardo mi ritrovo a cascare nei tuoi occhi, mi perdo in quegli smeraldi.»

La baciò e si stese accanto a lei, che cercò di coprirsi timidamente, recuperando dal pavimento la sua camicetta rossa, ma lui la bloccò.
«Ti prego, non nasconderti, sei stupenda» le disse mentre affondava le dita nei suoi lunghi capelli biondi.

Chloe sorrise, lanciò via la blusa in mezzo agli altri indumenti e allargò le braccia, lasciando scoperte le sue forme.

Immersa nel ricordo di quel giorno, protetta da quel sentimento, era riuscita a scendere dalla macchina e ad entrare in casa.

Appena varcata la soglia, fu travolta da tutti i ricordi, l'aria era irrespirabile, non doveva cedere, non poteva permettersi di ricordare.

Doveva solo prendere il cellulare e uscire da lì di corsa. Chiuse gli occhi, contò fino a 3 e si diresse velocemente verso la grande cucina, oltrepassando la libreria bianca.

Il cellulare era lì sul tavolo di vetro tondo, accanto al centrotavola di girasoli, lo prese immediatamente.

Uscì di corsa, chiudendosi la parta alle spalle e si fermò immediatamente.
«Chloe...»

Cascare nei tuoi occhiDove le storie prendono vita. Scoprilo ora