Io e Tris passammo tutto il pomeriggio a parlare e a guardare vestiti carini su internet. Sapevo che andare contro i miei genitori mi avrebbe portato grossi problemi. Loro erano i classici genitori con lavori molto redditizi e con un immagine da proteggere, per questo fin da piccola ho dovuto seguire le loro regole e il loro volere. Non ho mai potuto fare quello che mi piaceva o comprare quello che volevo. Fin da piccola ho sempre adorato lo stile dark elegante, ma non ho mai potuto sperimentarlo: mi dovevo accontentare di jeans e camicette per andare a scuola e vestiti a fiori per quelle poche volte che i miei mi portavano ai loro eventi o cene di lavoro.
L'unica cosa, su cui ero riuscita a convincerli erano i capelli: li volevo bianchi e loro hanno acconsentito perchè era un colore elegante. Erano il mio grande tesoro, li curavo molto e li lasciavo crescere, adesso erano abbastanza lunghi da ritenermi soddisfatta, mi arrivavano sotto il seno.
All'ora di cena, salutai Tris e me ne andai a casa mia. Odiavo quando i miei mi lasciavano sola nella nostra villa, ma al tempo stesso lo adoravo perchè potevo fare quello che mi andava.
Percorsi la strada e finalmente fui a casa.
La mattina mi svegliai riposata e decisi di cambiare il mio look. Diamo inizio alla rivoluzione. Il giorno prima avevo preso in prestito da Tris un paio di jeans neri strappati che lei non usava più e una maglietta normale nera a maniche lunghe. Decisi anche di truccarmi, misi il mascara, accentuando i miei occhi azzurri e misi un rossetto bordeaux che adoravo. Strabiliante di come un paio di particolari cambiavano così tanto il mio aspetto. Ero felice e non ne sapevo il motivo, anche se nella mia mente comparivano degli occhiali da sole neri e dei capelli azzurri.
Arrivai a scuola, in anticipo come al solito e andai verso il mio armadietto con aria fiera, stavo bene con me stessa per una volta. Lì trovai Ash alle prese con il lucchetto. "ciao" "ciao Ragdo..." disse girandosi per poi bloccarsi e ghignare "tu lo fai apposta vero?" "fare cosa?" aprì l'armadietto "a provocarmi. Tu lo sai l'effetto che hai su di me" si leccò le labbra e aprì anche lei l'armadietto. Alzai le spalle " non mi sono vestita per te. L'ho fatto per me stessa" lei si appoggiò al mio armadietto avvicinandosi "tu non hai idea di quanto sforzo ci vuole a trattenermi dal saltarti addosso. Ma sono una che mantiene la parola e sei fidanzata" fece le virgolette" quindi guarderò ma non toccherò" mi avvicinai stando al suo gioco, volevo che mi toccasse " sei sicura di riuscire a non toccare?" sorrisi sicura di me. Sentivo una forza magnetica che mi attraeva a lei. Più cercavo di tenermi lontana più mi avvicinavo a lei. Siamo solo al secondo giorno da quando è arrivata, e già il mio cervello in sua presenza si spegneva. "Viola!" mi allontanai da lei, come colpita da un fulmine "Josh!" si stava avvicinando, gli andai incontro per poi baciarlo sentendomi in colpa, ma mi allontanò abbracciandomi soltanto e guardando male Ash "puoi andartene, dovrei parlare con la mia ragazza" disse duro sottolineando la parola ragazza. Lei alzò le mani in segno di difesa e se ne andò prendendo i libri che gli servivano. "Ci vediamo dopo, bambolina", le sorrisi e si allontanò lasciando me e Josh da soli. "Josh, amore mio" e cercai ancora una volta di baciarlo ma mi allontanò ancora in malo modo "mi spieghi in che modo sei conciata oggi?" disse guardandomi schifato "in che senso? come mi sono conciata?" sospirò frustrato "perchè sei vestita in quel modo e ti sei truccata?" la sua voce si abbassò come se dovessi vergognarmi "perchè? non ci deve essere una ragione per truccarmi o vestirmi diversamente" stavo cercando di rimanere calma ma non lo riconoscevo. Era sempre stato dolce con me e con tutti quelli che mi circondavano; i nostri genitori fin dalla nostra conoscenza erano diventati amici, è per questo che i miei accettarono il nostro fidanzamento e appena avremmo compiuto i diciotto anni avremmo fatto una festa per ufficializzare il tutto.
"quella è arrivata da poche ore e tu già cambi il tuo stile e vai dietro a lei" aveva alzato la voce e tutti ci stavano osservando "abbassa il tono, così ci sentono tutti" lo rimproverai "non dirmi di abbassare la voce, faccio quello che voglio" mi prese per il polso, la sua stretta era dolorosa. Lo guardai negli occhi erano pieni di rabbia e odio, non lo riconoscevo "adesso dimmi, perchè eri con quella lesbica del cazzo?" avevo sentito bene? al diavolo le buone maniere e l'apparenza adesso mi sentiva. "scusa?!" dissi stizzita " come ti permetti di chiamare così una mia amica, in modo dispregiativo? chi sei tu per poterlo fare? non la conosci nemmeno. Adesso mollami e vattene. Ritorna a parlarmi quando sarai più calmo" ne avevo di pazienza per non urlagli addosso come avrei voluto. Lui mi guardò con odio e mi mollò allontanandosi senza dire una parola. Nel corridoio calò il silenzio e mi ritrovai lo sguardo di tutti addosso " cosa avete tutti da guardare?" urlai esasperata. Presi le mie cose dall'armadietto il più velocemente possibile e scappai nel bagno più vicino.
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RAGDOLL
RomantikViola sapeva che la pace non sarebbe durata per sempre. Dopo mesi la sua fiamma Ash ritorna, sconvolgendole la sua normalità e facendo riemergere dubbi e sensazioni sepolte. L'unica chiave per liberarsi dalle catene che avvolgono Viola è nelle mani...
