XXVII

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Selfish- Madison Beer

Timothée's POV:

Ripenso a tutto quello che è successo sta sera.

Mio dio!

Mia sorella mi dice che si sposa e io me ne vado così.

Che stronzo che sono stato.

Purtroppo l'odio verso mio padre ha vinto e io ho perso.

Prima o poi dovrò riparlarci.

Domani lo chiamerò è deciso che gli piaccia o no io lo chiamerò.

Devo risolvere quello che è successo per vivere in pace ma ho troppa paura.

Catherine invece era bellissima anzi perfetta.

Con quel vestito di seta sembrava una principessa, avrei solo voluto baciarla, il problema è che ho paura di ferirla.

Non riesco a smettere di pensare a lei, è così strano, si comporta quasi come se nessuno ci abbia mai provato con lei.

So che molto probabilmente lei mi vede come un non lo so nemmeno io sinceramente.

A volte sembra davvero troppo soprappensiero, si preoccupa troppo.

Dal suo sguardo capisco anche che è colpa mia se è così in ansia a volte.

Prendo sonno pensando a come sarà passare queste giornate con lei.

La mattina seguente mi sveglio grazie a uno schiaffo.

"scusa è che non ti svegliavi."mormora Catherine guardando il pavimento.

Non vedo assolutamente niente perché la luce è spenta però capisco che Cath non è vestita per andare via.

"hai ancora il vestito di ieri, te lo ricordi che dobbiamo andare a scuola?"dico.

"ovvio, infatti sono le cinque, ti ho svegliato perché mi stavo annoiando."spiega.

Io la guardo leggermente confuso ma allo stesso sento di star per scoppiare a ridere.

"adesso che ci penso sono stata un po' egoista, mi dispiace se ti ho disturbato. Io-"si scusa lei.

"non fa niente, vieni qui con me."la interrompo facendole spazio nel letto.

La vedo pensierosa ma alla fine borbotta un va bene.

Cerco di starle lontano per non toccare dove non devo.

"beh cosa facciamo?non vorrai mica fissare il soffitto per due ore."sbuffa lei.

Ok l'ha voluto lei.

"tu cosa faresti in un letto?"le chiedo.

"si possono fare un sacco di cose, possiamo guardare un film, parlare, mangiare e molto altro..."

"non avevi detto che ti stavo annoiando?"chiedo ridendo per tutte le sue proposte.

"chi io? No sto benissimo."

La avvicino a me toccandole la schiena penso.

"rilassati, Cath sono solo io."

Lei sospira e dice: "sai che questa è la mia schiena."

Ok non vuole.

"hai ragione, non trovo la tua faccia aspetta."sospiro togliendo le mani.

Oh no sono andato troppo giù.

"questo vestito è un po' scollato ed è davvero troppo buio."borbotta.

Mi prende le mani e le intrecciamo.

"così va meglio."

"Cath devo dirti una cosa."

"dimmi."

Sento il suo sguardo su di me.

"sei una persona fantastica, volevo ringraziarti per tutto il supporto che mi dai."

Ha seriamente ascoltato me parlare per venti minuti di mio padre, mi ha perdonato per la storia di Clara e quando mi sono ubriacato.

È troppo perfetta e buona per me, non credo di meritarmela ma la voglio così tanto vicino a me che non mi interessa.

"ehm grazie."mormora lei abbracciandomi.

È letteralmente sopra di me e devo dire che la cosa mi piace.

"ho un po' paura del buio, per quello ti abbraccio."specifica lei.

Io sorrido e le accarezzo la testa.

"come mai hai i capelli così corti?"le domando.

Le arriveranno si e no alle spalle.

"un giorno ho avuto una specie di mental break down e li ho tagliati da sola, con una forbice di high school musical, non chiedermi come sono così dritti perché non lo so nemmeno io."spiega brevemente lei ridendo.

Io la seguo a ruota e le comunico che quando vorrà potrà tagliare i capelli anche a me.

Prendiamo sonno ridendo e parlando di cose totalmente a caso, non ci credo è troppo simpatica.

Lei sta ancora dormendo, è così carina che quasi quasi le faccio una foto.

"oddio mi sa che oggi non andiamo a scuola."dico tra me e me notando che sono le nove.

Non voglio svegliarla ma devo, ho troppa fame e poi fra due ore devo discutere con mio padre per la storia della mia residenza.

"Fornetto svegliati."

"sono a Narnia?"domanda lei sbadigliando.

Scoppio a ridere e con dispiacere le dico di no.

"che vita di merda."esclama lei.

Accendo la luce e mi chiedo perché non l'ho fatto anche ieri visto che ci arrivo senza difficoltà.

"oh mio dio la scuola!"strilla lei prendendomi per un polso.

La fisso con sguardo interrogativo.

"dovevo vedere che ore sono. Non possiamo andare a scuola oggi ma se hai voglia possiamo andare in qualche posto."

"A Milano, con il treno, abbiamo entrambi bisogno di distrarci dalle nostre vite."esclamo.

-giuls

Cinnamon Girl|T.CLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora