Cloud sferzò la coda con veemenza e la abbatté contro un albero, fino a lacerarlo e a lanciarlo via; Nathan non riuscì a vedere se gli altri arbusti fossero stati divelti dal fusto decapitato, dovette rimanere concentrato a tirare le briglie della dragonessa che, oggi, era particolarmente agitata. Le dette uno scossone e le conficcò i talloni tra le squame. Cloud lanciò un ringhio stizzito e scosse talmente forte le ali da battere le piume sulla testa del suo cavaliere indesiderato.
Nathan si abbassò e tirò con quanta forza aveva nelle braccia, sfruttando tutta la potenza acquisita durante queste lunghe settimane. Spalancò la bocca in un grido belluino per sovrastare il ruggito della dragonessa: «Avanti! Voglio andarmene da qui! Ti prego!»
Lei si fermò.
Nathan si accasciò sul suo dorso, col cuore che si gonfiava di speranza e i capelli appiccicati alle tempie.
Il pomeriggio era davvero duro. Non sapeva perché Cloud fosse nervosa.
La tragedia con suo padre era avvenuta quasi due settimane prima, e solo pochi giorni dopo era toccato lo stesso destino alla madre. Tuttavia per la dragonessa azzurra era stato facile riprendersi – a differenza di quanto Skye aveva temuto.
Adesso invece sembrava imbufalita per chissà quale ragione...
D'improvviso Cloud sbatté le ali e si sollevò da terra.
Nathan lanciò un urlo mentre si aggrappava con braccia e gambe a una spina ossea. «CLOUD! TORNA GIÙ! TORNA GIÙ!»
Sorda ai suoi richiami, Cloud non gli dette retta e continuò a salire. Nathan non osava srotolarsi dalla punta dorsale, perché se fosse precipitato, non era sicuro che lei sarebbe tornata per salvarlo.
«AIUTO! SKYE! RICHIAMALA!»
Non aveva idea se l'amica lo avesse sentito o meno, fatto sta che Cloud fece un giro della morte che gli ribaltò lo stomaco come una calza... allora si lanciò in picchiata a tutta velocità.
Nathan perse la presa delle gambe e rimase a ondeggiare come una bandiera. Le unghie grattarono invano contro la liscia superficie della spina, sin quando non si ritrovò a ghermire il vento e a rotolare per aria.
Poi qualcosa lo afferrò.
Non si era quasi accorto di niente, non riuscì a capire cosa stesse succedendo, tenne gli occhi chiusi finché i piedi non toccarono la sabbia soffice e cadde lungo disteso.
Il cuore rischiava di sfondargli il petto. Ansimava, non riusciva a placare il respiro, tutto il corpo gli tremava...
Riuscì a stento a rivoltarsi sulla schiena.
Gli occhi si puntarono sul cielo, là dove poco prima si era trovato a volteggiare.
Boccheggiò ancora per molto, mentre lo stomaco si contorceva per tornare al suo posto...
Infine scoppiò a ridere. Rise tanto forte che la pancia venne attraversata dagli strizzoni e dovette piegare le gambe.
«Nathan!»
Si girò a guardare Skye inginocchiarsi accanto a lui. C'era anche James, e pure Xerxes e Yan, che dal loro posto di costruzione dovevano averlo visto volare.
«Nate, stai bene?»
Nathan continuò a ridere. «Ho volato!»
«Credevo di ritrovarti tutto spezzato per terra!» piagnucolò Yan. «Sicuro di stare bene?»
«Mai stato meglio! È stata un'esperienza grandiosa! Sono senza parole! È divertente, provate anche voi!»
Skye sorrise. «Cloud è rimasta soddisfatta dalla tua forza, ecco perché ha deciso di premiarti.»
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I Flagelli: Libertà
FantasyPrimo libro della saga "I Flagelli" Volume 1: "I Flagelli: Libertà" ~Lui, Nathan Seller, era un "bestia". Il tester avrebbe avvertito i soldati affinché lo trovassero. Sarebbe stato spedito sull'Isola della Purga, dove sarebbe morto. Nathan non avev...
