Camminarono fin quando non sorse il sole, ebbero attraversato una nuova prateria e si ritrovarono nel cuore di una chiara foresta.
Nathan non riuscì a dormire.
I compagni si svegliarono all'ora di pranzo, così il gruppo mangiò prima di proseguire il viaggio, per accamparsi poi al crepuscolo.
Erano tutti molto silenziosi. Nathan non considerava gli altri se non quando dovevano decidere che tipo di strada prendere, ma si fidava abbastanza del giudizio di Xerxes per potersi concedere sprazzi di distrazione.
Yan non si allontanava mai da lui, per tutto il tempo gli rimase tanto vicino che i loro gomiti si sfioravano.
Quando Skye provò a far conversazione riguardo a uno strano frutto a forma di mano, Nathan dovette cacciarla. «Scusa, Skye, ma adesso non ho voglia di scherzare...»
Più che rimanere offesa, lei parve ulteriormente preoccupata, gli occhi le brillarono di lacrime.
Ogni tanto Xerxes si girava a guardarlo, e anche James lo fissava a distanza. Loro due camminavano in testa al gruppo, Nathan li sentiva parlottare ma non riusciva a cogliere i loro discorsi, né gli interessavano.
Si sentiva sempre più stanco a causa delle notti passate in bianco.
E la ferita che la poiana gli aveva provocato sul sopracciglio frizzava parecchio, le pozioni comperate da James non sembravano avere effetto, e neanche il muschio giallo. Continuò a sanguinare abbondantemente finché Skye non trovò il modo di arrestare l'emorragia consigliandogli di applicare impacchi di saliva.
Il mattino del terzo giorno dalla tragedia, quando tutti furono svegli, Xerxes dichiarò: «Stamattina non viaggiamo. Ci muoviamo dopo pranzo».
Nathan lo guardò confuso, ma lasciò che fossero gli altri a protestare.
Il principe li gelò subito con gli occhi. «Fin quando Nathan non chiude occhio, nessuno si muove di qui. Un non-morto nel gruppo ci procurerà soltanto danni.»
Tutti gli sguardi si puntarono su Nathan, il quale vi colse la complicità. Erano d'accordo con Xerxes...
Rimase apatico, col mento poggiato sulle ginocchia. «Potete lasciarmi qui, se v'infastidisco.»
«Sai cosa intendo dire» lo sgridò l'altro, autoritario. «Sdraiati e dormi. Abbiamo già molto a cui pensare, e se tu ti addormenti sui piedi in una situazione di pericolo...»
Nathan si volse di scatto a sfidarlo: «Allora-lasciatemi-qui!»
«Non ti lasciamo qui!» e in un impeto di rabbia, Xerxes lo afferrò per i capelli e lo spinse brutalmente a terra.
Nathan urlò dal dolore e scalciò infuriato fino a colpirlo allo stomaco. Questi ansimò, ma gli tirò un ceffone e gli conficcò il pugno nel fianco; Nathan mugolò, riuscendo comunque a spingerlo per allontanarlo, seppur Xerxes insistette a tirargli i capelli mentre quello gli stritolava la spalla. Il principe era però più forte, e riuscì a schiacciare la guancia di Nathan a terra fino a togliergli il respiro.
E avrebbero continuato, se Yan non fosse intervenuto a separarli. «Ma che diavolo vi prende?» sbottò spaventato. «Non vi riconosco più!»
Nathan riprese fiato cercando di non guardare Xerxes, il quale rimase a sua volta in silenzio.
Lo udì soltanto rialzarsi e allontanarsi tra gli alberi.
Skye provò a chiamarlo, ma lui rispose asciutto: «Non sopporto la sua presenza!» e se ne andò.
Dopo qualche attimo di silenzio in cui Nathan sentì liquefacersi fino al midollo, Yan si accucciò accanto a lui. «Stai bene?»
«Sì...»
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I Flagelli: Libertà
FantasyPrimo libro della saga "I Flagelli" Volume 1: "I Flagelli: Libertà" ~Lui, Nathan Seller, era un "bestia". Il tester avrebbe avvertito i soldati affinché lo trovassero. Sarebbe stato spedito sull'Isola della Purga, dove sarebbe morto. Nathan non avev...
