Da quanto quell'uomo li seguiva?
A meno che non fosse lì per motivi differenti, però... era davvero un caso che si trovasse poco lontano dal loro accampamento?
Lo udì cominciare a cantilenare una strana nenia, con la sua voce untuosa e strascicata.
Il lupo si accasciò sui suoi stivali borchiati e si contorse. Il pelo secerneva una sostanza oscura, era come se la sua carne stesse espellendo sangue nero striato da filami aranciati.
Era una visione orribile, una creatura tanto possente che soffriva invischiata in quel modo...
Il tono perfido del viscido si contrapponeva alla lenta canzone.
Tutti e tre gli animali avevano gli occhi arrossati, sbavavano mentre gli artigli grattavano il terreno con impazienza.
"Merda..."
Inorridito, Nathan fissò immobile la scena. Non aveva idea di che tipo di creature fossero quelle, ma sembrava proprio che avessero un'inclinazione per la magia oscura.
Era una branca assolutamente proibita, che però quell'uomo stava sfruttando sulle sue mostruosità...
"Devo tornare dagli altri!" Nathan prese a indietreggiare. "Devo avvertirli! Dobbiamo andarcene da qui!"
Fece per voltarsi, ma fu allora che udì l'uomo parlare ancora. E tra queste parole, una gli risuonò orribilmente familiare: "beist".
Nathan si ghiacciò. Era così simile alla parola "bestia"...
Che cosa significava?
Quell'uomo, con quelle creature, aveva seguito i cinque ragazzi perché sapeva cosa fossero?
Osservò l'estraneo indicare un punto nella foresta, proprio là dove si trovava l'accampamento dei giovani!
"No... Devo tornare da loro!"
Tuttavia Nathan non riusciva a muoversi.
Non c'era tempo.
Il lupo e quelle due creature alate sarebbero stati di certo molto più veloci di lui, tentare di tornare indietro per avvisare gli amici sarebbe stato inutile, li avrebbe ritrovati già sbranati...
Col cuore che batteva impazzito, non gli restò altro da fare che lanciarsi in avanti per uscire allo scoperto.
Vide le quattro teste volgersi in sua direzione e le quattro paia d'occhi fissarlo sorpresi, ma lui non attese oltre e sfrecciò tra gli alberi fitti, il più lontano possibile dell'accampamento.
Udì l'uomo urlare alle sue spalle, il lupo ululare e i corvi-lupo gracchiare, poi la terra tremò quando la grossa belva essudante oscurità cominciò a correre alle spalle del ragazzo.
Nathan non osò guardare indietro.
Percepiva sul collo l'alito pestilenziale del lupo, che lo spronava a correre superando le sue capacità, scegliendo sempre un sentiero ristretto e infilandosi sotto ai rami così da poter rallentare l'andatura del suo enorme persecutore.
Non sapeva se anche i corvi-lupo gli fossero alle calcagna, ma non sarebbero potuti calare facilmente dall'alto, tanto le chiome degli alberi erano fitte e intrecciate.
Sarebbe morto, non c'erano dubbi.
Stava per morire, stavolta sul serio, ma non poteva ancora permetterselo...
Doveva correre il più lontano possibile, distrarre le belve e in questo modo dar tempo agli amici di carpire il pericolo e fuggire lontano.
Stava per morire, stava già morendo...
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I Flagelli: Libertà
FantasiaPrimo libro della saga "I Flagelli" Volume 1: "I Flagelli: Libertà" ~Lui, Nathan Seller, era un "bestia". Il tester avrebbe avvertito i soldati affinché lo trovassero. Sarebbe stato spedito sull'Isola della Purga, dove sarebbe morto. Nathan non avev...
