Secondo Cloud, la pioggia si sarebbe protratta ancora per tre giorni, dopodiché il vento avrebbe preso a soffiare verso est. Tuttavia la loro meta si trovava un po' più a nord, e affinché la vela li portasse nella direzione giusta, avrebbero dovuto aspettare un altro giorno.
I cinque misero da parte radici, frutta, carne e pesce, e chiusero il tutto dentro delle lisce sacche che Skye aveva recuperato da chissà dove.
Durante l'ultimo giorno sull'Isola si concessero una nuotata alle cascate, cenarono tranquillamente e infine si ritirarono sotto al tronco, con Cloud all'esterno che vegliava su di loro.
«Ora devi spiegarci cosa diavolo sono quelle... "borse"» James incalzò Skye, indicando le sacche poste in un angolo.
Lei scoccò un'occhiata imbarazzata agli amici, prima di tornare a guardare di fronte a sé e rispondere velocemente: «Organi di drago...»
«Che cosa?»
Skye sospirò. «Organi di drago. Uno stomaco e due reni. E il cuore lo useremo come borsa dell'acqua. Ecco tutto. Appartenevano a un drago anziano che Snow e io abbiamo trovato morto presso la zona ovest dell'Isola. Aveva il ventre squarciato, le budella sgusciavano per terra e alcuni organi erano già stati attaccati dalle formiche e dai rampicanti assassini... Siamo riuscite a recuperare quelli intatti, che ho sciacquato per bene così da poterli usare come sacche.»
Nathan si portò le mani alla bocca. Improvvisamente il ricordo tattile di quella pelle tanto liscia e gommosa si fece strada attraverso le sue mani...
«Era l'unico modo per portarci appresso i viveri!» insistette Skye, scontrosa, il senso di colpa trapelava da ogni poro della pelle.
«Calmati, principessa, nessuno ti sta giudicando» la fermò James. «Anzi, io credo che sia una buona idea. Giusto?»
Yan annuì cauto, mentre Xerxes si stringeva nelle spalle. «È una mossa disperata, ma...»
«Noi siamo disperati, ricordi?» bofonchiò James, afferrandogli il polso per indicare il bracciale d'ossa.
Nathan non poté resistere oltre e uscì a rigettare.
Non appena terminò, Cloud si fece avanti per sotterrare il vomito, e lui intanto sentì strusciarsi delicatamente la schiena.
«Scusami, Nathan...» mormorò Skye.
«N-no...» biascicò il ragazzo, cercando di riprendersi dai conati. «Dopotutto ci servono delle... sacche...»
Non le attribuiva alcuna colpa. Anzi incolpava più se stesso per essere tanto facilmente impressionabile e sensibile. Si vergognava che i compagni lo vedessero in quello stato...
Quando rientrarono nella tana, scoprirono che Yan aveva spostato le borse per mimetizzarle col muschio.
«Bella mossa» stava sibilando Xerxes.
James lo allontanò subito con uno spintone. «Senti un po', principino, neanche io sono contento d'indossare ossa umane e di mangiare roba tenuta nel rene di un drago!»
«Smettila!»
«Tu credi che a me tutta questa merda faccia piacere, eh? Te ne stai lì, sul tuo piedistallo, a giudicarmi! Proprio come facevi da quegli spalti!»
«Ehi, non litigate!» mugolò Yan frapponendosi tra loro. «Per favore!»
«I-io sto bene...» disse Nathan, nel tentativo di dimostrarsi forte. «È-è stato solo... Sto bene... Va bene così» reitterò con maggior forza quando vide James aprire bocca.
Accolse un lungo sospiro. Non vedeva l'ora di lasciare l'Isola della Purga. Non sapeva cos'avrebbero fatto dopo, ma prima di tutto voleva andarsene.
Poi, dopo un lungo attimo di silenzio, Skye saltò su con un'allegria del tutto fuori posto. «Ho un'idea!»
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I Flagelli: Libertà
FantasyPrimo libro della saga "I Flagelli" Volume 1: "I Flagelli: Libertà" ~Lui, Nathan Seller, era un "bestia". Il tester avrebbe avvertito i soldati affinché lo trovassero. Sarebbe stato spedito sull'Isola della Purga, dove sarebbe morto. Nathan non avev...
