7 | L'uomo giusto per la situazione

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Nanao's pov

Il ragazzo dallo sguardo del lunedì tornò al ristorante più volte.

Anzi, era praticamente sempre qui, durante la settimana scolastica.

Generalmente lo servivo io, ma a volte anche la ragazza amichevole lo faceva. Gli altri camerieri pare che non si erano ancora abituati a lui.

La seconda volta che venne gli portai il mio menù preferito, 11. Disse che era disgustoso.

Quel giorno si fece un nemico potente. Tipo il boss finale di un videogame di combattimento, ecco.

Ogni volta che viene, finiamo sempre per litigare per cibo.

Non sono tipa che ama bisticciare e perdere tempo, ma non si tocca il cibo a Nanao Yamada.

Mai.

Nonostante i suoi pessimi gusti, sembrava una bella persona.

Dopotutto avevamo il carattere simile, quindi fu piuttosto facile farlo rientrare tra le mie corde.

Con le ragazze ho fatto più fatica a fidarmi e a integrarmi, credo.

Mentre penso a tutte queste cose lo vedo entrare nel ristorante.

Come al solito è vestito in uniforme scolastica e ha dietro con sé una sacca sportiva e lo zaino.

Prese posto allo stesso tavolo di sempre, ormai ci sedeva solo lui, e si accomodò creando un po' di rumore.

Finì di pulire il tavolo e mi avvicinai a lui.

"Ciao. Il solito?" gli parlai.

Mi guardò nei occhi, annuì e poi portò lo sguardo su uno dei cartelli del ristorante.

Strano.

Portai l'ordine in cucina, che mi fecero avere nel giro di pochi minuti.

Andai in sala con il pasto bello caldo e lo appoggiai sul tavolo 7. Il ragazzo, che stava guardando con sguardo perso una pianta del ristorante, mi fissò di nuovo e mi ringraziò pure.

Doppiamente strano.

"Oi, sei strano oggi? Non ammazzi con lo sguardo i passanti, mi guardi nei occhi normalmente e mi ringrazi? Sembri talmente normale che cominci a farmi paura. Se sei malato o altro, torna a casa. Comunque io l'avevo detto che quella roba fa male, ma nessuno qui mi ascolta." dissi velocemente indicando il suo panino.

Finalmente mi rivolse uno dei suoi soliti sguardi.

"Se vuoi rimedio subito. Ti piace essere insultata o trattata male? Bene, allora vai a cagare, stronza." mi rispose agguantando il suo panino e facendomi il terzo dito.

Scoppiai a ridere. Gli misi una mano sulla spalla e lui sussultò per l'improvviso contatto fisico.

"Adesso ti riconosco, buon appetito!" dissi trattenendo le risate.

Andai in pausa e, per colpa della stanchezza accumulata, mi addormentai.

Mi svegliò una mia collega, e quando scoprii che la mia pausa non era ancora terminata mi incazzai un sacco.

"Che c'è?" chiesi mentre sbadigliavo.

"S-scusami, non volevo svegliarti, però il ragazzo che servi sempre vuole parlarti... non mi ha detto di cosa, però!" mi rispose arrossendo.

"Uff... va bene, ho capito. Grazie." dissi alzandomi dalla sedia.

Andai verso la sala e beccai il ragazzo vicino all'uscita.

𝗥𝗲𝘁𝗿𝗼𝘂𝘃𝗮𝗶𝗹𝗹𝗲𝘀 | 𝗔𝘀𝗮𝗵𝗶 𝗔𝘇𝘂𝗺𝗮𝗻𝗲 𝘅 𝗥𝗲𝗮𝗱𝗲𝗿Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora