CAPITOLO 22

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I raggi del sole penetrarono nella stanza, illuminando il viso di Gilbert; quest'ultimo aprì gli occhi, sbattendo le palpebre per abituarsi alla luce. Fece per alzarsi, poi si accorse che c'era qualcosa, o meglio, qualcuno che glielo impediva, e sorrise; Anna era accoccolata a lui, i bellissimi capelli rossi sparpagliati confusamente sopra al cuscino. Le scostò i capelli dal viso e cominciò ad accarezzarle la testa; lei si mosse appena e, senza aprire gli occhi, appoggiò la testa sul suo petto, e sorrise leggermente. Gilbert le baciò la fronte, e decise di prepararle la colazione; si alzò, lasciando appoggiare Anna sul cuscino delicatamente, e scese in cucina in punta di piedi, per non svegliarla.  

Cominciò dal caffé, che mise in due tazzine; poi prese lo zucchero e il latte. Successivamente preparò l'impasto per i pancakes e riempì due bicchieri con il succo alla pesca, il preferito di Anna. Riuscì a trovare dei fiori nel giardinetto davanti a casa e li mise in un vasetto con un po' d'acqua. Sistemò i pancakes in un piatto, insieme a nutella, marmellata, sciroppo d'acero e un po' di frutti di bosco; mise tutto sopra ad un vassoio e si fermò a contemplare la sua opera.

"Knam spostati" sorrise compiaciuto

Facendo molta attenzione, salì le scale ed entrò in camera; fu felice di constatare che Anna stava ancora dormendo, e Gilbert la guardò con tenerezza: sembrava una bambina, ed era bellissima.

"Hey dormigliona.." le sussurrò

"Mmmhhh...." mugolò lei, senza aprire gli occhi

"E' ora di alzarsi, Carotina.." e le baciò il naso

Lei allora sorrise e aprì lentamente gli occhi:

"Buongiorno" sussurrò, la voce ancora impastata dal sonno

"Buongiorno piccola"

Le loro labbra si unirono, ed entrambi poterono dire di aver iniziato la giornata nel migliore dei modi.

"Ti ho preparato la colazione, spero avrai fame" sorrise lui, appoggiandole il vassoio in grembo. Anna rimase senza parole, gli occhi luminosi:

"Gilbert, wow.. non dovevi, grazie!"

Fecero colazione a letto, mangiando e chiacchierando tranquillamente; Anna sembrava comportarsi come sempre, ma ogni tanto un'ombra di tristezza passava sul suo volto, e a Gilbert questa cosa non era sfuggita. Fece finta di niente, cercando di distrarla e farla ridere il più possibile, fino a quando lei non gli si sedette in braccio:

"Grazie amore... ne avevo bisogno"

"Lo so" rispose lui, stringendola a sé "Ti amo, Carotina"

Lei sorrise e lo baciò:

"Ti amo anche io"


Jerry's pov

"Jerry.. se non te la senti torniamo a casa, sono sicura che Matthew capirà..."

"No, Diana. Devo vederlo... devo farcela"

L'edificio dell'ospedale si levava imponente davanti a loro, e l'entrata era a meno di venti passi da loro; ma i miei sembravano ancorati al terreno, non riuscivo a fare dei passi in più per entrare. Sapere del signor Cutberth era stato come una doccia gelida, ne ero rimasto sconvolto; sembrava in ottima forma, non si stancava mai di lavorare e di darmi una mano per svolgere i miei compiti... Tutto ciò che avevo imparato a Greengables lo dovevo a Matthew, e mi sentivo il ragazzo più solo e villano del mondo perché non avevo il coraggio di entrare in quello stupido ospedale, e affrontare il fatto che il signor Cutberth fosse lì dentro.

Diana mi strinse la mano, e io le sorrisi incerto; riuscii a muovere i pedi, ed entrammo insieme. L'odore di disinfettante mi salì alle narici, facendomi storcere il naso: tutto era pulito e di un bianco spaventoso, e le pareti erano linde, senza quadri. Vedemmo alcuni pazienti che aspettavano di essere visitati, e le infermiere che andavano e venivano senza sosta; ad un certo punto ci spostammo per far passare un uomo in barella, e mi salirono le lacrime agli occhi pensando a Matthew.

Diana mi guidò alla reception e ci indicarono la stanza giusta, dove ci dirigemmo subito dopo. Stare in quell'ambiente così opprimente mi metteva in agitazione, ma feci finta di niente; finalmente, ci fermammo davanti alla porta. Chiusi gli occhi per cercare di calmarmi: il cuore mi batteva all'impazzata, e le mani cominciavano a sudare. Diana mi baciò, trasmettendomi tutta la sua comprensione e la sua calma; funzionò abbastanza da farmi entrare.

Matthew era sdraiato, con gli occhi chiusi; il volto era pallido, ma il petto si alzava e si abbassava regolarmente, segno che comunque riusciva a respirare bene. Mi salirono le lacrime agli occhi: l'ultima volta in un lettino simile era sdraiata la mia adorata nonna...che poi se n'era andata, e non avevo ancora superato del tutto la cosa.

"S-signor Cutberth..."


Diana rimase ad osservare Jerry seduta su una sedia, mentre lui rimase sempre vicino a Matthew: gli parlò del lavoro a Greengables, delle prospettive per il raccolto, delle previsioni metereologiche riguardo alle nevicate seguenti, e di come fosse diventato bravo ad aiutare Marilla a gestire tutto in sua assenza. Diana sorrideva, sentendosi gonfiare il cuore d'orgoglio: sapeva quanto all'inizio per lui fosse stato difficile, ma era contenta che si fosse... "sbloccato", e vedere con quanta enfasi e allegria parlava al signor Cutberth... la faceva commuovere. Quando il sole cominciò a tramontare, si azò e gli toccò dolcemente una spalla:

"Jerry, dobbiamo andare..."

Lui le sorrise, e strinse la mano di Matthew:

"Arrivederci signor Cutberth... torni presto"

Intrecciò le dita con quelle di Diana, e uscirono insieme.


Intanto, Anna e Gilbert erano ancora a letto, lei accoccolata fra le sue braccia, godendosi il calore della sensazione del suo corpo allacciato al suo; come due pezzi di puzzle, incastrati perfettamente. Poi Gilbert si alzò controvoglia:

"Carotina, vado a farmi una doccia... ci metto pochissimo"

Anna rimase a letto, sotto le coperte, con un bellissimo sorriso stampato sul viso: che cosa avrebbe fatto senza Gilbert? Non era mai stata fortunata, ma aveva una famiglia, degli amici, e persino un ragazzo, un meraviglioso ragazzo! Era ancora persa nei suoi pensieri quando sentì squillare un cellulare; si alzò, contrariata che la sua corrente di pensieri fosse stata interrotta così bruscamente, e si accorse che il telefono che squillava era quello di Gilbert.

E che la chiamata era da parte di Winifred. 

Nessuna è come te - Chiamatemi AnnaLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora