CAPITOLO 26

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"Diana? Che cosa ci fai qui?" chiese Gilbert perplesso "E' successo qualcosa ad Anna? Sta bene??"

"Oh io non mi preoccuperei di Anna fossi in te" 

La ragazza aveva gli occhi socchiusi, l'espressione furiosa, sembrava poter incenerire Gilbert con lo sguardo; poi una lacrima scese dai suoi occhi:

"Come hai potuto farle questo? Hai una minima idea di quanto lei abbia sofferto?"

"Diana pensi davvero che non lo sappia? Neanche io me la sono passata meglio ultimamente. Non sapevo come rimediare, l'ho cercata ogni giorno, ma lei non ha mai voluto vedermi... e neanche parlarmi. I-io... sono a pezzi, Diana, non lo vedi? Non ho mai provato queste cose in vita mia..."

Lei sospirò, e si sedette di fianco a lui: 

"Non è successo niente tra te e Winifred, non è così?"

"Io la amo, Diana" disse lui con la voce rotta "Non c'è nessun'altra, e non ci sarà mai. E adesso l'ho persa.."

Lei roteò gli occhi senza farsi vedere, pensando -Dio me ALZA IL CULO E VALLE A PARLARE!!!-, però disse:

"Io e Cole le siamo state accanto in queste settimane... non si è mai tolta la collana, lo sai?" nei suoi occhi vide riaccendersi la speranza "Ogni tanto la vedevo alla finestra, persa a guardare fuori... non l'avrebbe mai ammesso, ma sapevo che sperava di vederti arrivare. Gilbert, ogni giorno piangeva e mi diceva che era stata colpa sua, che aveva rovinato tutto, e che tu non meritavi di essere trattato come ti ha trattato lei; vederla così mi spezzava il cuore."

"Che cosa ho fatto..." sussurrò lui, passandosi nervosamente le mani fra i capelli

"Non è troppo tardi per rimediare, Gilbert. Voi due... siete fatti per stare insieme, non lo capisci? Anna da quando ti ha conosciuto ha ricominciato a vivere, e tu ti sei innamorato davvero per la prima volta. Quello che avevate era amore, Gilbert, vuoi davvero buttare tutto all'aria e dimenticare tutto quello che avete passato insieme?"

"Io non rinuncerò mai a lei"

"ALLORA ALZA LE CHIAPPE E VATTELA A RIPRENDERE!!"

"Vado, vado! Grazie Diana, grazie di tutto"

"Non ringraziare me, testa di rapa, corri dalla tua ragazza. ADESSO"

Lui corse via, con le ali ai piedi, più veloce che poté. 


Anna era corsa a casa di Gilbert, ma lui in casa non c'era; frustrata, cominciò a pensare a dove potesse essere. Controllò nei suoi posti preferiti in città, al parco, da Billy; ma non lo trovò. Prese il cellulare, e tentò per la centesima volta di sentirlo; lei non sapeva che il telefono stava squillando nell'auto di Gilbert, mentre lui stava correndo a cercarla. 

Era in giro da ore, era a pezzi, stanca e aveva l'umore sotto i tacchi; afflitta, decise di tornare a casa. Era vestita leggera, e l'aria fredda della sera cominciava ad avvolgerla come un manto ghiacciato, e cominciò a tremare; aumentò il passo, e in poco tempo arrivò a Green Gables. Mentre stava per entrare in casa, si sentì chiamare da qualcuno:

"ANNA!"

Lei sentì il cuore fermarsi, le lacrime minacciarono di scendere; il suono di quella voce calda e profonda le trasmise un calore che non provava da tanto, troppo tempo. Smise di tremare, e trovò la forza di voltarsi:

"Gilbert..." sussurrò con la voce che si spezzava. 


All'ospedale di Avonlea, Matthew si stava facendo visitare per un controllo; Marilla era preoccupata, ma mascherava tutte le emozioni con la sua compostezza e il suo atteggiamento distaccato. Il dottore terminò gli esami, e la chiamò fuori:

"Allora, signora, dai risultati degli esami risulta tutto sotto controllo, non sono state rilevate anomalie particolari. Può stare tranquilla, se continua così, Matthew se la caverà alla grande"

Lei sospirò di sollievo, e strinse le mani del dottore:

"Grazie, grazie di cuore"

Lui sorrise, e la lasciò sola. Matthew stava dormendo, e Marilla gli si sedette di fianco, e gli prese la mano:

"Te la caverai, Matthew" gli disse, con le lacrime che le inumidivano le labbra "Te la caverai" 


Il tempo sembrò fermarsi. C'erano solo loro due, l'uno di fronte all'altra, distanti solo qualche metro; una distanza che entrambi non vedevano l'ora di annullare, riscaldandosi con un abbraccio atteso da troppo tempo. Ma nessuno dei due si mosse. Tutto era bloccato in sospeso come un sospiro. Una delle cose belle della loro relazione era il fatto che si potessero capire con un solo sguardo: gli occhi color nocciola di Gilbert tenevano incatenati gli occhi di Anna, entrambi videro tutto quello che in quel momento le parole non potevano esprimere adeguatamente. Negli occhi di lui, Anna lesse il rimorso, la paura, la sofferenza, la necessità, il desiderio, la rabbia, l'ammirazione, la felicità; negli occhi di lei, Gilbert lesse tristezza, sorpresa, dolore, bisogno, solitudine, speranza, rabbia.... gioia. 

Queste emozioni, tutte quante insieme, erano così intense, così profonde che era impossibile trovare parole adatte per esprimerle tutte. Si limitarono a guardarsi, lasciando che la loro sintonia facesse il resto; poi Gilbert si mosse. Anna trattenne il respiro, gli occhi pungevano delle lacrime salate che stava cercando con tutta se stessa di trattenere. Gilbert cominciò ad avvicinarsi lentamente, quasi avesse paura che lei scappasse via; ma Anna non lo fece. Aprì la strada alle lacrime, e si gettò fra le sue braccia, ancorandosi al suo collo. Gilbert la strinse a sé, le accarezzò la schiena, i capelli, i bellissimi capelli rossi che scivolavano così bene fra le sue dita; inspirò il suo profumo, la sua vicinanza, tutto di lei. Anna aveva la testa sulla sua spalla, lo stringeva a sé come se potesse farlo entrare nella sua anima; gli passò le mani fra i ricci ribelli, inspirò il suo buonissimo profumo, sentì il calore emanato dalla sua presenza, e finalmente si sentì al sicuro e invincibile. 

Si staccarono, e lui le asciugò le lacrime con il pollice:

"Non piangere... ci sono io adesso"

Annullò la distanza che separava le loro labbra, e sancì la loro vicinanza con un bellissimo bacio. Anna assaporò le sue labbra calde e morbide, mentre i loro respiri si fondevano come uno solo; strinse i suoi ricci fra le sue dita, provocandogli un roco grugnito di piacere in fondo alla gola. Lui picchiettò le sue labbra, finché lei non gli concesse l'acceso, e un'esplosione di emozioni li invase; sembravano in balia di una tempesta, ma riuscivano a stare attaccati, erano l'ancora di salvezza l'una per l'altro. Le loro lingue cominciarono a muoversi insieme, a giocare, a danzare, felici di essersi ritrovate dopo tanto tempo. 

"Gilbert, io..." cominciò lei staccandosi

"Ti amo, Anna" la interruppe lui "Non ci sono parole per esprimere quanto mi dispiaccia, e... t-ti  ho ferita, ti ho fatta soffire, io... capisco se non vuoi perdonarmi, ma avevo bisogno di.. vederti" le accarezzò una guancia, e lei appoggiò la sua mano sopra alla sua:

"Anche io ti amo"


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HI PEOPLEEEE

Domani ho un'interrogazione di storia importantissima e nonostante questo sto continuando a scrivere perché non riesco a smettere ahaha. Poi ieri sera ho guardato "Julie and The Phantoms" su Netflix, vi prego sto piangendo da due ore, ditemi se qualcuno l'ha vista perché è stupenda, le canzoni trasmettono tantissimoooo

Dopo queste varie divagazioni assolutamente necessarie, parliamo della storia: Gilbert e Anna sembrano aver risolto il loro litigio, mentre anche Matthew sembra in via di guarigione. Cosa succederà adesso? Vi sta piacendo la storia? 

Grazie a tutti quelli che la stanno leggendo! <3

anna


Nessuna è come te - Chiamatemi AnnaLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora