Capitolo 76

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Usciamo fuori dalla chiesa.
Cerco di avvicinarmi ad Olga, tra la folla, ma sembra impossibile.
Vedevo che salutava tutti, per andare a scattare delle foto.
Urlo il suo nome.
Si gira.
"Sì?"
"Ti posso parlare un attimo?"
Olga: "Ti sembra questo il momento? Ho da scattare delle foto"
"Ti voglio solo chiedere una cosa!"
Olga guarda Diego.
Annuisce.
"Solo per cinque minuti"
Mi rivolgo a Diego.
"Grazie"

Prendo Olga e ci allontaniamo un po' dal resto.
"Dimmi tutto"
"Lo sanno anche gli altri?"
"Solo i Q4 ed io"
"Non gliel'hai detto a Valerio?"
Olga: "Intendi quel ragazzo che ti guarda da quando sei arrivata?"
Mi giro.
Valerio mi stava guardando.
"Allora?"
Olga: "Non sa nulla..."
"Cosa pensa di me?"
Olga: "Che hai un altro"
"Non ci posso credere"
Olga: "Quando ti ha chiamato Tancredi, era con Valerio"
"Adesso capisco"
Olga: "Adesso io devo andare, tu goditi il buffet"
"Quando torni?"
Olga: "Fra due ore"
"Cosa?"
Olga: "Ti divertirai fidati"
"Speriamo"
La saluto.

Salgono su una macchina d'epoca e se ne vanno, con il fotografo.
Il buffet si teneva, in un enorme parco.
Era letteralmente magnifico.
Mi avvicino al buffet.
Inizio a prendere le prime cose che vedo: prosciutto e melone, bruschette con i funghi, frutta con il cioccolato è molto altro.
Prendo il mio piatto e vado a sedermi, vicino al laghetto con le papere.
Con me si siede anche Lele.
Smetto di mangiare.
"Come va?"
Continuo a fissarlo, senza dire nulla.
Lele: "Non eravamo amici?"
"Non dovresti mangiare con la tua ragazza?"
Lele: "Per la precisione, non è ancora la mia ragazza.
Ci stiamo solo frequentando"
"È meglio se te ne vai"
Lele: "Nessuno si ingelosisce, se ci vede insieme"
"Che vuoi?"
Lele: "Perché sei così?"
"Mi spieghi perché ti sei seduto?"
Lele: "So tutto"
"Bene"
Mi alzo dal tavolo.
Prendo il mio piatto e me ne vado.
Ma il tacco della scarpa, mi si pianta nell'erba.
Sto per cadere, ma Lele viene a prendermi.
"Stai attenta"
Lo ringrazio e me ne vado via.

Decido di fare un giretto nel parco.
Mi siedo sulla staccionata.
Tiro fuori dalla borsetta, il cellulare, per poter scattare alcune foto ad alcuni cigni.
Quando mi sento far il solletico.
Mi giro.
C'era Peia.
"Ehi! È da tanto che non ci vediamo"
L'abbraccio forte.
"Che ci fai qui?"
Peia: "Come che ci faccio?"
Ride.
Da un albero vedo sbucare Tancredi.
"Con lei però ci parli!
Perché ci eviti a noi?"
"Non è vero che vi evito"
Tancredi: "Non ci hai detto nulla"
Peia: "Infatti...ci sono rimasta un po' male"
"Scusatemi"
Peia: "Non andrai di nuovo via vero?"
Non sapevo cosa rispondere.
Decido di cambiare argomento alla svelta.
"State insieme?"
Peia: "Ehm..."
Abbassa lo sguardo.
Tancredi: "È meglio se andiamo ora"
Mi salutano e mano nella mano se ne vanno.

Apro la borsa.
Prendo il contratto.
Ormai da quando me lo aveva dato Mauro, lo portavo con me ovunque.
Lo guardo.
"Perché è così difficile scegliere..."
Dico sottovoce.
Dentro di me, mi continuavo a ripetere "Solo se ne vale la pena"
Alzo lo sguardo.
A passo svelto, stava arrivando da me, Valerio.

3) Un amore a distanzaDove le storie prendono vita. Scoprilo ora