Pranzammo assieme, Nate aveva chiamato anche Jack, ma lui aveva declinato l'invito per rimanere con Serena.
Nikolai non si fece sentire, ora che aveva riavuto il suo pugnale non aveva molti motivi per restare, soprattutto dopo quello che era successo con Aggy. Però dopo la nostra ultima discussione non mi sarei arrabbiata se avesse deciso il contrario, infondo la mia presenza rappresentava un uguale pericolo per lei.
Scacciai il pensiero e tornai a chiacchiere e argomenti più leggeri.
Nel pomeriggio i due si coricarono nel divano a guardare un film, mentre io mi spostai nella mia camera, aveva visto anche troppe smancerie per quella mattina, non ero sicura di resistere ancora senza nessun commento o senza interromperli.
Mi sdraiai nel letto e cercai di riposarmi, lasciando che la mente vagasse fra i pensieri.
Fu allora che mi tornò in mente il nostro incontro, con tutto quello che era successo non avevo avuto modo di ripensarci, né tanto meno di parlarne con Aggy. Ora invece il volto di Gabriel era lì, davanti ai miei occhi chiusi. Ciò che era successo in quei due giorni però mi aveva resa sicura di una decisione: non lo avrei rivisto, né lo avrei coinvolto di nuovo nella mia vita.
Verso le quattro Aggy passò in camera per avvisarmi che lei e Nate cominciavano a prepararsi per andare al locale. Andai con loro.
Arrivata al locale iniziai ad organizzare tutto per la serata, era metà settimana e speravo in una giornata un po' più tranquilla del solito, ma la temperatura era scesa fuori e alcune persone preferivano venire a scaldarsi sulla pista da ballo che sotto un morbido piumone.
Con mia sorpresa Nikolai si fece vivo, si presentò al bar e si sedette al suo solito posto. Gli portai un Koslov, senza ghiaccio ne sale, senza aspettare la sua ordinazione.
«Che fai ancora qui?».
«Mi piace questo posto... Perché ti interessa?» chiese con un mezzo sorriso, alzai le spalle e mi spostai verso un altro paio di clienti, nel farlo buttai un fugace sguardo sulla folla e sulle persone che sbucavano oltre la porta d'ingresso, per poi ritornare da lui.
«Visto che hai riavuto quello che volevi pensavo saresti andato via».
«Ora mi farai la solita ramanzina?».
«No...» un'espressione confusa comparve sul suo volto «...Non ho il diritto di pretendere che te ne vada, visto che io per prima ho deciso di rimanere». Un mezzo sorriso comparve sul suo volto.
«Al momento non ho nessun incarico... Rimarrò in zona ancora un po'». Sorrisi.
«Mi devi ancora un grazie».
Continuai a servire e, senza che me ne rendessi conto, il mio sguardo scivolò sulla folla ad intervalli quasi regolari.
«Cerchi qualcuno?» domandò Nikolai mandando giù l'ultimo sorso nel suo bicchiere.
«Come?» finsi di non aver sentito.
Lui si voltò appena sullo sgabello e osservò le persone mentre il bracciale al suo polso brillava di una leggera luce violacea.
«La tua indifferenza mi dà la certezza che tu stia davvero cercando qualcuno».
«Non è come credi».
«Allora com'è? ...Raccontami».
Riportò lo sguardo su di me con uno strano sorriso in volto, da qualche parte nella mia mente ebbi la sensazione che avesse capito, che sapesse cosa i miei occhi cercassero o meglio chi, ma allontanai il pensiero prima che potesse leggermelo in viso.
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Immortale
FantasiaUna donna la cui vita è destinata a ripetersi nel tempo. Un amore che non muta nei secoli. E incontri inaspettati che possono cambiare il destino.
