27.Il ritorno a casa

2K 66 24
                                        

Dopo due settimane fantastiche passate con le persone che amo più al mondo, purtroppo era ora di tornare a casa.

Fino ad ora io e Nik abbiamo detto del nostro fidanzamento solo a Camille e Hope e durante il viaggio in macchina abbiamo deciso di fare una festa con le persone a cui teniamo di più per dire a loro la novità.

Sinceramente non ci credo ancora che mi ha chiesto di sposarlo, diventerò la moglie di Klaus Mikaelson devo ancora rendermene conto infatti praticamente ogni minuto mi guardo la mano ancora incredula.

"La smetti di guardarti il dito?" mi disse Klaus ridendo e distogliendo lo sguardo dalla strada per puntarlo sul mio.

Lo guardai e sorrisi scuotendo la testa.

"Non ci credi ancora eh."
"No" dissi guardandolo "no non ci credo ancora." conclusi sorridendo.
"Ma non ti dispiace che te l'ho chiesto vero?" disse incupendosi un po', sembrava fosse... impaurito? Spaventato dalla mia risposta? Non lo so è difficile capire cosa prova ora.

Però io la so la risposta e penso che anche lui la sappia ma se la vuole sentir dire.

Io lo amo, cazzo se lo amo quindi la risposta è no, no non mi dispiace averlo incontrato, non mi dispiace che mi ha uccisa, non mi dispiace di tutto quel tempo passato con lui e soprattutto non mi dispiace che mi abbia chiesto di rimanere per sempre al suo fianco, di sposarlo e di vivere il resto della mia vita con lui; no, no non mi dispiace, non mi dispiace affatto.

"No, non mi dispiace per niente. Io ti amo Nik e ti amerò per sempre."

Lui si girò e sorrise.

"Che schifo mamma." disse Hope coprendosi le orecchie per non sentirci.

Io e Nik ci girammo verso di lei ed iniziammo a ridere.

Dopo circa un'ora di macchina finalmente arrivammo a casa, erano circa le quattro del pomeriggio e l'unica cosa da fare ora era di invitare le persone alla festa.

Abbiamo deciso di farla a casa Mikaelson perché c'è una sala apposita per le feste quindi la scelta migliore è di farla lì; Nik ancora non lo sa ma c'è un'altra ragione per cui ho chiesto di fare la festa, una ragione che lui non sa ancora, che nessuno a parte Cami sa, un piccolo segreto che intendo dire oggi alla festa davanti a tutti.

"Cosa fai amore?" disse Klaus cingendomi i fianchi e baciandomi il collo.

Involontariamente appoggai la testa sulla sua spalla e Nik continuava a lasciarmi baci senza fermarsi.
"Quindi?"
"Disfo le valigie." dissi girandomi verso di lui per baciarlo ma più mi avvicinavo più lui si allontanava.

"Intendi farmi impazzire?" chiesi.

Lui si avvicinò per baciarmi ma io mi allontanai per dargli fastidio.

"Intendi farmi impazzire?" chiese
"Si ecco io devo disfare le valigie e tu..." dissi avvicinandomi a pochi millimetri dalla sua bocca "tu devi andare a fare gli inviti." dissi girandomi.

In questo momento la voglia di vedere la sua espressione è alle stelle ma ho troppo orgoglio quindi continuo a disfare le valigie.

KLAUS
Penso che questa ragazza mi farà impazzire prima o poi, ma infondo me lo sono meritato anche io ho fatto lo stesso con lei.

Io la amo e capisco quando mi mente e ora lo sta facendo, anche se cerca di non farlo notare.

Capì che mi stava nascondendo qualcosa durante il viaggio perché è stata piuttosto silenziosa e lei non lo è mai quindi o è sovrapensiero oppure mi sta nascondendo qualcosa ma non la obbligherei mai a dirmi qualcosa che non vuole, magari sta aspettando il momento giusto per dirmelo.

"Sai che puoi dirmi tutto vero?"

Lei si girò verso di me confusa ma facendo un sorriso.

"Certo e tu puoi dire tutto a me."
"Senti Giulia capisco quando mi nascondi qualcosa, sappi che sono qui, per te quando te la senti io non ti obbligo. "
"Giuro che te l-"
"Non mi devi dare spiegazioni amore quando ti senti pronta sai dove trovarmi."

Lei si avvicinò a me e mi baciò delicatamente, in un modo che solo lei sa fare quel modo che mi fa venire sempre dei brividi lungo la schiena.

Sorrisi non sapendo più cosa dirle e uscì dalla stanza per preparare gli inviti.

4 ore dopo
Finalmente siamo in macchina, penso che se Giulia ci avesse messo anche solo un secondo in più a prepararsi penso anzi sono certo che l'avrei trascinata con la forza in macchina.

Mi sono dovuto sorbire per quattro ore e dico quattro fottutissime ore Giulia che faceva avanti e indietro per la casa, che urlava contro l'armadio dicendogli cose del tipo 'ma perché non hai mai un cazzo di decente se il tuo unico compito è avere cose decenti da mettere', lei che girava per casa come un'indemoniata per trovare qualcuno a cui lasciare Hope, lei che ogni tre minuti veniva in camera mia per chiedermi se le stesse bene o meno un vestito anche se ovviamente sapeva già se lo avrebbe indossato o meno, lei che quasi mi lanciava addosso lo shampoo perché era quasi finito e quindi non poteva lavarsi i capelli alla perfezione come dice lei, lei che urlava contro il mascara dicendo cose del tipo 'ma perché devi sempre riuscire a sporcarmi? Figa mascara non hai ancora capito che devi metterti solo sulle ciglia e non su tutta la faccia' e moltissime altri insulti contro il trucco, il parrucco, il guardaroba eccetera.

Però finalmente ora è entrata in macchina.

"Agitata?"

Lei si mette le mani in faccia.

"Giulia il trucco."
"Cazzo." disse alzando lo sguardo per incrociarlo col mio.
"Perché sei così agitata?"
"Scusa se ti ho urlato contro in casa."
"Non hai urlato contro solo a me ma anche all'armadio, alla piastra, al mascara, allo shampoo e a moltissime altre cose." dissi ridendo ma vidi che lei sembrasse che si sentisse in colpa.

"Ma infondo quanto ti ho chiesto di diventare mia moglie sapevo che avrei dovuto sopportare sia i tuoi pregi che i tuoi difetti quindi tranquilla già dimenticato tutto."

Lei mi guarda e mi sorride.

"Comunque non cercare di cambiare argomento sai che con me non funziona. Perché sei così agitata? Hai paura che qualcuno non possa accettare il fatto che ti ho chiesto di sposarmi?"

Penso di non voler sentire la risposta.

"No ma va" disse ridendo.

Oddio per fortuna.

"È per quella cosa che non mi vuoi dire?" dissi dopo un po' girandomi verso di lei.
"Si." disse appoggiando la testa al finestrino.
"È qualcosa di grave?"
"No anzi"
"E allora perché sei così agitata?"

Non rispose.

"Ok tesoro sappi che sono qui per qualsiasi cosa, quando ti sentirai pronta me lo dirai."

Non si girò verso di me ma notai un sorriso spuntarle in volto.

Finalmente arrivammo.

Che la festa abbi inizio.

𝕀𝕠 𝕥𝕚 𝕒𝕞𝕠 ℕ𝕚𝕜𝕝𝕒𝕦𝕤 𝕄𝕚𝕜𝕒𝕖𝕝𝕤𝕠𝕟Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora