03.

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2 mesi dopo.

"Ce l'ho fatta!"
Ero entusiasta. Finalmente ero riuscita a stare in piedi su quello strano attrezzo per imparare a usare il movimento tridimensionale.

Alzai gli occhi soddisfatta, incrociando immediatamente lo sguardo di colui che mi aveva allenata duramente in questi due mesi, che sembrava felice quasi quanto me.

"Galliard, va bene così. Tiratela giù."
A sentire le parole di Shadis, provai un profondo sollievo.
Ce l'avevo fatta sul serio.

Appena scesi, andai immediatamente vicino ai miei amici, che mi riempirono di complimenti.
Io ed Eren eravamo stati tra i pochi a fare fatica, ma provarci praticamente quasi ogni sera sotto l'occhio attento di Rainer mi aveva aiutata.

Si avvicinò a me anche lui, appoggiandomi una mano sul fianco e tirandomi a sè in un abbraccio.
Se non la smette diventerò del colore di un'aragosta, cazzo.

"Sono fiero di te. Sapevo che ce l'avresti fatta."
Si staccó da me e mi sorrise.

In quei due mesi ci eravamo allenati insieme cinque giorni su sette, avevo faticato molto ma ero migliorata. Di questo passo, sarei entrata nei primi dieci più bravi del corso.

"Devo ringraziarti Rainer. Se non fosse stato per te non sarei così ora." Sussurrai, ancora stretta a lui.

"Allora stasera sempre alla stessa ora?"

"Sì, perfetto."

"Voi due, quindi non ci siete stasera?" Borbottó Jean, guardando male il ragazzo.

"Io e gli altri pensavamo di rubare della carne dalle provviste e dividercela."

Da dove è sbucata Sasha?

"No non ci siamo questa sera. Torno da Bertoldth, a più tardi nanetta." Rispose al posto mio e dopo avermi fatto una leggera carezza sulla guancia scomparve tra la folla, lasciandomi lì imbambolata.

Effettivamente il mio metro e cinquanta non poteva competere con il suo uno e ottanta. Bastardo, sapeva quanto odiavo quel nomignolo.

Jean e Connie ovviamente andarono avanti mezz'ora a farmi notare quel gesto e a prendermi in giro.

Quei due non la smetteranno mai.

♡︎♡︎

"Sei in anticipo, come sempre."
Gli sorrisi, ormai abituata a trovarlo lì sempre prima di me.

Alcune sere arrivavo anche mezz'ora prima del previsto, ma era giá lì.
Ci eravamo avvicinati molto in quel periodo, ma per ora non era successo nulla tra noi.
Ancora mi imbarazzavo al minimo contatto fisico, ma anche lui non sembrava da meno.

"Ormai dovresti saperlo, rassegnati. Non arriverai mai quì prima di me."

"Allora, che si fa oggi?"

Avevo notato che teneva le mani dietro la schiena, nascondendo qualcosa.

"Oggi niente allenamento. Si festeggia."
Tiró fuori una bottiglia di vino e mi sorrise, avvicinandosi.
Oh mio dio. Mi sembra un sogno. Dove ha trovato del vino poi? Sono mesi che non ne bevo.

𝐶𝑜𝑚𝑝𝑙𝑖𝑐𝑎𝑡𝑜.  (𝐿𝑒𝑣𝑖 𝐴𝑐𝑘𝑒𝑟𝑚𝑎𝑛.)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora