"Non hai la faccia di uno a cui piace bere." Lo presi in giro, mentre lo osservavo riempire i bicchieri davanti a noi con una bottiglia di vino.
"Dove hai trovato un vino così buono, Levi?"
"Ho i miei metodi."
Da quando eravamo rientrati alla base, sembrava non volersi separare da me nemmeno un momento. Appena tornati avevo dovuto sopportare un'ora di riunione con Erwin e gli altri, raccontando loro ogni singola cosa di cui ero a conoscenza riguardo Rainer e Bertoldth, nonostante in realtà non ci fosse molto di nuovo da dire. Ero sconvolta, quanto lo erano loro o forse anche di più.
In tutto ció, Levi era rimasto vicino a me senza proferire parola, non avevo mai visto un'espressione così turbata sul suo volto; una volta terminato l'incontro ognuno era tornato nelle proprie stanze e tempo di farmi una doccia ero andata poi subito da lui. Non sapevo cosa aspettarmi da quella serata, per la maggior parte del tempo non lo sopportavo ma non potevo più negare di provare qualcosa.
Mi aveva accolta già lavato e rivestito, in abiti normali che gli stavano fin troppo bene per i miei gusti ed ora eravamo tranquillamente seduti sul divano uno di fianco all'altro in attesa che qualcuno iniziasse il discorso. Appena arrivata l'avevo pregato di non tirare fuori nessun argomento riguardante il mio ex fidanzato gigante, e lui sembrava aver capito.
"Allora, possiamo parlare seriamente?"
Merda.
"Sì." Cercai di rimanere decisa e non balbettare, anche se con fatica.
"Mi dispiace Adalie per come mi sono comportato. Sono fatto così, e so che non è una giustificazione però non posso farci niente."
"Tutto quì? Levi, cosa significava quel bacio?"
Mi sopresi da sola del coraggio avuto nel fare quella domanda, ma avevo bisogno di risposte non potevo far finta che non fosse mai successo nulla.
"In quel momento mi andava di farlo."
Non era quello che avrei voluto sentirmi dire, ma il mio cuore perse comunque un battito.
"Quando l'ho fatto io ti sei spostato."
Era strano come riuscissimo a parlare di quelle cose così tranquillamente, non pensavo fosse possibile.
"Non so cosa mi passa per la testa."
"Questo l'avevo capito." Sbuffai, dando un sorso al vino. "Nemmeno io so cosa mi passa per la testa quindi non posso dirti nulla."
"Tu hai ricambiato però." Alzó gli occhi verso di me con uno strano sguardo.
"Mi andava di farlo." Risposi esattamente come aveva fatto lui, non avrei mai ammesso quanto mi fosse davvero piaciuto quel bacio.
"E adesso?"
Sussurró quelle parole avvicinandosi sempre di più a me, mentre le mie guance prendevano colore e il mio battito cardiaco aumentava notevolmente.
"Cosa?"
"Adesso ti va?"
Non riuscii a rispondere perché le parole mi morirono in gola; non mi sarei mai aspettata di vederlo così sicuro di sè e diretto su questo aspetto, a differenza mia era perfettamente calmo e non sembrava affatto imbarazzato.
Non aspettò nemmeno una mia risposta, mi tiró a sè afferrandomi per il colletto della maglia che indossavo e si fiondó sulle mie labbra voracemente; non era come lo scorso bacio che ci eravamo scambiati, probabilmente perché eravamo in un contesto diverso e completamente soli, o forse perché lo desideravamo da troppo tempo.
Ben presto sentii la sua lingua picchiettare sul mio labbro inferiore per chiedermi l'accesso, che gli concessi immediatamente; affondai le mani tra i suoi capelli mentre le sue iniziarono a vagare per il mio corpo esplorando ogni centimetro della mia pelle da sotto la maglietta.
Al contatto delle sue mani con la mia pelle nuda sussultai, cosa che lui notó subito e sembró fargli piacere; senza accorgermene, il mio respiro era diventato affannoso e non era più in grado di pensare lucidamente. Non volevo che tutto quello finisse, volevo di più.
Si staccó da me e rimase per un secondo a guardarmi con un sorrisetto stampato in faccia, mentre io cercavo di ritrovare la mia compostezza che in quel momento era completamente scomparsa.
"Vedi che avevo ragione, te l'avevo detto che non puoi nascondere l'effetto che ti faccio."
Lo guardai storto, capendo che si stava riferendo a quando in carrozza mi aveva medicata lui, ed io avevo fatto viaggiare la mente un po' troppo al tocco delle sue dita su di me.
"Sta zitto."
Tornó a baciarmi ancora più appassionatamente di prima, facendomi scappare un gemito quando le sue mani arrivarono a toccare il mio petto e poco dopo il mio seno da sopra il tessuto del reggiseno; si staccó nuovamente da me solo per sfilarmi la maglia e mi ritrovai mezza nuda, con i suoi occhi addosso che lasciavano capire fin troppo bene cosa volesse in quel momento. La stessa cosa che volevo io.
Mi tiró verso di lui e finii a cavalcioni sulle sue gambe, sentendo subito l'effetto che gli facevo. Sorrisi, guardandolo nello stesso modo in cui lui aveva guardato me prima.
"Anche io ti faccio un certo effetto, Capitano."
Lo vidi arrossire e capii di aver fatto centro.
Mi colse però alla sprovvista quando slacció abilmente il mio reggiseno lasciando in bella mostra i miei seni e prima che potessi dire qualcosa inizió a baciarne uno, tracciando poi con la lingua il contorno del capezzolo alternando piccoli morsi mentre le sue dita sfiorarono la mia intimità, già completamente fradicia.
"Ti voglio, Levi." Sussurrai, incapace di trattenermi.
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Non avete idea della fatica a scrivere questo capitolo, e il prossimo sarà anche peggio. Help. :)
Scusate l'assenza, ma ho avuto molto da fare in questo periodo.🤍