17.

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Il rumore delle urla dei soldati inizió a farsi fin troppo fastidioso da sopportare per me, avevo riaperto gli occhi da pochi secondi e già mi stava venendo mal di testa.

Mi guardai attorno spaesata, le ultime cose che ricordavo era la squadra delle operazioni speciali di Levi completamente sterminata, l'incontro con Mikasa, Eren e il Capitano e poi buio.

Sopra di me vedevo il cielo, ancora perfettamente azzurro senza una nuvola, mentre attorno quelle che sembravano le pareti di un carro.

Probabilmente mi ci avevano portata dopo che ero svenuta.

Ma questo è..

Di fianco a me, c'era sdraiato Eren e sembrava piuttosto malconcio anche lui.
Aveva la testa fasciata e vari tagli, graffi e lividi su tutto il corpo.

Per forfuna non sono riusciti a portarlo via..

"Adalie.. sei sveglia finalmente."

Mi alzai a sedere e risposi a Eren con un sorriso, guardandomi immediatamente intorno per vedere se i miei amici ci fossero tutti e stessero bene, ma lui sembró leggermi nel pensiero e senza che glie lo chiedessi inizió a dare una risposta a tutti i miei dubbi.

"Stanno tutti bene i nostri, non ti preoccupare. Abbiamo subito molte perdite oggi.. ma i nostri amici stanno bene. Dovrebbero essere poco più avanti rispetto a noi, se guardi magari riesci anche a vederli."

Effettivamente, girandomi verso i soldati a cavallo più avanti, notai la chioma bionda di Armin e poco lontano da lui anche tutti gli altri.

"Il Capitano Levi ti ha portata quì, non avevi ferite infatti non riusciva a capire cosa ti stesse succedendo,Hanji era abbastanza preoccupata, è stato Armin a rassicurare tutti quanti che fossi solo svenuta alla vista del sangue."

"Oh.. quindi mi ha portata lui quì."

Mi resi conto troppo tardi che non stavo solo pensando, l'avevo appena detto a voce alta.

"Sì sono stato io, razza di idiota. Ti fa impressione il sangue ed entri nel Corpo di Ricerca? Cosa credevi di trovare?"

Ed eccolo che era comparso di fianco a noi anche Levi, con il suo solito tatto che lo contraddistingueva.

"È la prima volta che vedo dei cadaveri, soprattutto di persone che conoscevo, come avrei dovuto reagire? Non sono come te a cui non importa nulla della vita dei tuoi soldati."

Forse avevo esagerato, ma l'espressione nel suo volto non mostrava nessun tipo di sentimento.
Ne tristezza, ne dolore, ne sconforto.

Nulla.

La sua squadra speciale era appena morta, e lui era lì, impassibile.

"Se non mi importasse della vita dei miei soldati ti avrei lasciata lì, ricordatelo."

Mi geló con quelle parole e se ne andó, veloce come quando era arrivato.

Un improvviso dolore all'addome mi fece ricordare che una ferita peró c'era eccome.

Alzai la maglia e notai che era stata coperta malamente da un paio di garze ma per fortuna il sangue aveva smesso di uscire.

Non sembrava grave quanto prima a vederla così.

"Ma allora sei ferita!"

"È tutto a posto Eren, non ti preoccupare. Fa un po' male ma guariró."

"Oh Adalie, Eren! State bene?"

Era arrivata anche Hanji affianco al nostro carro, a cavallo.

"Signorina Hanji ma Adalie è ferita!"

"Eren lo so, l'abbiamo medicata prima. È stato Armin a pregarci di non dire nulla a tutti voi, aveva paura che vi sareste preoccupati troppo e vi sareste distratti. Adalie, ti fa male?"

𝐶𝑜𝑚𝑝𝑙𝑖𝑐𝑎𝑡𝑜.  (𝐿𝑒𝑣𝑖 𝐴𝑐𝑘𝑒𝑟𝑚𝑎𝑛.)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora