"Hai finito di lamentarti? Non ti sopporto più Galliard."
"A differenza tua io sono preoccupata!" Sbottai di risposta al Capitano, che come al solito era impassibile a ció che succedeva intorno a lui, al contrario di me che stavo camminando avanti e indietro da mezz'ora continuando a chiedere a chiunque passasse di lì se stesse andando tutto bene.
Eravamo arrivati a Trost in mattinata, sembrava che tutto il nostro piano stesse andando per il verso giusto fino a quando io non sono malamente inciampata cadendo a terra e riaprendomi il taglio sull'addome.
Erwin mi aveva costretta a starmene ferma senza fare nulla, lì con lui e Levi.
Peggio di così non poteva andare.
Pensai quando mi sedetti sulla carrozza ferma aspettando che fosse tutto quanto finito, ma mi sbagliavo.
Poteva andare peggio eccome.
Dopo poco erano arrivati i soldati della gendarmeria centrale che volevano arrestare il Comandante Erwin, colpevole di aver ideato un piano assurdo che stava distruggendo l'intera città causando anche la morte dei cittadini.
Annie non era cascata nella trappola e si era trasformata, costringendo anche Eren a farlo; da quì non si vedeva assolutamente nulla, se non i due lampi della trasformazione e ogni tanto pezzi di edifici che volavano nel cielo.
Quella battaglia sembrava non finire più, ero ancora più agitata di prima e temevo per la vita dei miei amici. Dover restare ferma senza poterli aiutare mi faceva star male, ma per una volta nella sua vita Erwin aveva ragione. Se avessi combattuto avrei solo peggiorato la situazione in quelle condizioni.
Avevo fiducia nei miei compagni, però non riuscivo comunque a darmi pace.
"Sta sanguinando ancora?"
Levi mi aveva appena appoggiato una mano sulla spalla e mi si era avvicinato, costringendomi a fermarmi.
"E io che ne so! Vuoi per caso che svenga un'altra volta?"
"Sta ferma fammi vedere."
Sbuffai, quella ora era l'ultima delle mie preoccupazioni, ma se l'avessi contraddetto sicuramente avremmo iniziato a litigare e non ne avevo nessuna voglia.
"Va a sederti un attimo, io arrivo."
Feci come mi aveva detto e finalmente smisi di camminare in modo agitato su e giù per quella via dove ci trovavamo.
Presi posto sui sedili della carrozza e abbassando lo sguardo notai che la maglia non era sporca, probabilmente la situazione non era così grave.
Dopo pochi minuti arrivó Levi, con in mano del disinfettante e delle bende.
"Dove li hai presi quelli?!" Solitamente teneva tutto Hanji, che ora era impegnata ad aiutare gli altri, non mi capacitavo di come avesse potuto trovarli quì.
"Quegli idioti della gendarmeria ogni tanto servono a qualcosa."
Non potei fare a meno di farmi scappare una risata a quell'affermazione, Levi sembrava odiare tutti quanti quelli che incontrava, ma sta volta dovevo dargli ragione. Anche io detestavo la maggior parte dei soldati della gendarmeria.
Smisi immediatamente di ridere quando prese posto di fianco a me e con una delicatezza che nemmeno pensavo potesse avere mi sollevó la maglia, distolsi immediatamente lo sguardo per evitare di vedere la ferita, ma quando le sue mani toccarono la mia pelle nuda un brivido mi passó lungo la schiena, facendomi sussultare.
Possibile che mi faccia questo effetto solo sfiorandomi?
Cercai di togliermi quel pensiero dalla testa e concentrarmi su altro, non volevo assolutamente che capisse quanto fossi in imbarazzo in quel momento.
Ma soprattutto non riuscivo a capire il motivo di quelle strane sensazioni, e la cosa mi innervosiva parecchio.
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𝐶𝑜𝑚𝑝𝑙𝑖𝑐𝑎𝑡𝑜. (𝐿𝑒𝑣𝑖 𝐴𝑐𝑘𝑒𝑟𝑚𝑎𝑛.)
Roman d'amour𝐿𝑒𝑣𝑖 𝐴𝑐𝑘𝑒𝑟𝑚𝑎𝑛 𝑥 𝑂𝑟𝑖𝑔𝑖𝑛𝑎𝑙 𝐶ℎ𝑎𝑟𝑎𝑐𝑡𝑒𝑟. ➪𝐶𝑜𝑛𝑡𝑒𝑛𝑢𝑡𝑖 18+.
