Avevo sognato questo momento troppe volte; me l'ero immaginato in mille modi, per poi cercare sempre di scacciare quei pensieri dalla testa, invano.
Mai avrei immaginato che un giorno sarebbe successo davvero.
Cercare di non far trasparire i miei sentimenti verso Levi era completamente inutile; conoscendomi avrei comunque messo il mio orgoglio davanti e non avrei confessato nulla, ma le mie azioni e i miei comportamenti in quel momento parlavano da soli.
Le sue mani sul suo corpo mi provocavano un'effetto che non avevo mai provato prima d'ora e a cui non riuscivo a resistere; nessun uomo mi aveva mai fatta sentire così.
Stavo cercando a stento di trattenere i gemiti che uscivano dalla mia bocca mentre lui baciava ogni centimetro del mio corpo e in quel momento si era soffermato sulla mia intimità, passando lentamente la lingua sulla mia apertura mentre io gettavo la testa all'indietro e mi godevo a pieno ogni secondo.
"Levi.."
Il suo nome pronunciato in sussurro con un filo di voce lo fece sussultare, quasi come se stesse aspettando solo il mio consenso; affondó il viso tra le mie cosce iniziando a stimolare la mia intimità leccando e succhiando voracemente, facendo alzare ancora di più il tono di voce dei miei gemiti che ora risuonavano in tutta la stanza senza tregua.
Continuó quella meravigliosa tortura aggiungendo due dita e passando la lingua sul mio clitoride, e capii quasi subito che l'orgasmo era vicino, dopo nemmeno pochi minuti passati in quelle condizioni sotto al suo tocco.
Quasi senza rendermene conto, sentii d'improvviso il piacere crescere smisuratamente e riversai i miei umori nella sua bocca, che lui ingoió senza problemi e tornó poi con lo sguardo fisso verso di me.
"Sei bella."
A quelle parole fui io a sussultare, arrossendo violentemente; probabilmente ero in condizioni pessime, i capelli spettinati, le gote arrossate, le labbra gonfie e il respiro affannoso eppure quel complimento era stato così sincero e genuino che era impossibile non credere che lo pensasse davvero.
"Tu lo sei."
Vederlo mezzo nudo sopra di me, dato che con un gesto veloce si era appena tolto la maglia, sembrava quasi una visione, immaginavo avesse un bel fisico ma andava ben oltre le mie aspettative; si vedevano perfettamente i muscoli scolpiti sull'addome e il segno degli addominali leggermente più sotto.
"Hai intenzione di stare lì a fissarmi ancora per molto?"
Notai un sorrisetto di scherno comparire sulla sua faccia e non potei fare a meno di pensare che avrebbe dovuto sorridere molto di più; era davvero bellissimo.
"E tu? Non sono l'unica che sta fissando."
"Mi piace quello che ho davanti, tutto quì."
Si fiondó nuovamente sulle mie labbra unendole in un bacio che di casto non aveva assolutamente nulla, mentre io facevo scorrere le mani sulla sua pelle accarezzando ogni singolo centimetro, stupita da quanto fosse morbida al tatto.
Finii con le mani sul tessuto dei suoi pantaloni sfiorando la sua erezione fin troppo evidente; in pochi secondi, avevo capovolto la situazione facendolo scivolare sotto di me e sfilandogli i pantaloni e i boxer che indossava; mi abbassai poi all'altezza della pancia e rimasi per un attimo sconcertata.
La mia espressione, nonostante stessi cercando di non darlo a vedere, era fin troppo chiara. Non mi sarei aspettata che avesse tali dimensioni, ma forse riflettendoci bastava pensare alla regola della L. Quell'idiota di Jean me l'aveva raccontata fin troppe volte.
"Che c'è?"
Merda. Mi sono seriamente incantata?! E perchè cazzo mi è venuto in mente Jean adesso?
Non risposi, sperando che non avesse notato il motivo del mio imbarazzo e prima che potesse dire qualcosa presi in bocca quasi tutta la sua lunghezza, e iniziai a fare su e giù con movimenti lenti, beandomi dei suoi gemiti che per la prima volta potevo sentire e mi sembravano la cosa più bella del mondo.
Mi fermó dopo poco, e capii subito il motivo. Lo volevamo troppo, entrambi.
Non m'importava nulla che fosse il mio Capitano, un mio superiore o a volte un'emerito stronzo. Lo desideravo, e non avrei cambiato idea.
Salii sopra di lui ma in un attimo ribaltó nuovamente le posizioni; si alzó solo per prendere un preservativo dal cassetto del comodino e se lo infiló poi velocemente, tornando sopra di me.
"Sei sicu-"
"Sì. Non devi chiederlo." Lo rassicurai, e notai che sul suo volto si era nuovamente formato un mezzo sorriso.
Non feci in tempo a pensare a nient'altro poichè entró dentro di me di colpo, con poca delicatezza; mi scappó un gemito più forte degli altri, misto tra dolore e piacere.
Ben presto peró il dolore svanì del tutto, lasciando spazio solo al piacere che stavo provando sotto ogni sua spinta, man mano che aumentava la velocità e la punta del suo pene sfiorava il mio punto più sensibile il mio respiro si faceva sempre più corto, e ansimavamo più forte, l'uno tra le braccia dell'altro.
Nessun'altro con cui ero stata in passato mi aveva fatto provare cose simili, il calore del suo corpo a contatto con il mio mi provocava tanti di quei brividi e tante di quelle sensazioni che nemmeno riuscivo bene a descriverle a parole. Quella notte, avrei voluto non finisse più.
Mi aggrappai alla sua schiena nel momento in cui sentii l'orgasmo crescere nuovamente dentro di me, e mi accorsi che anche lui era arrivato al limite. Non sapevo da quanto stavamo andando avanti, molto probabilmente almeno mezz'ora, ma per me quel momento sarebbe potuto tranquillamente durare in eterno.
Ci scambiavamo baci famelici, staccandoci solo di tanto in tanto quando lui scendeva con le labbra per marchiare e mordere violentemente ogni centimetro del mio collo, aumentando ancora di più le bellissime sensazioni che stavo provando.
Vederlo così preso sopra di me, che gemeva senza ritegno e mi scopava così forte era quasi surreale, ma non avrei potuto chiedere di meglio. Era tutto perfetto.
Non c'era più imbarazzo, ed era strano dato che fino a qualche ora prima la sua sola presenza mi faceva arrossire; ora eravamo solo io e lui, nient'altro.
"I-io.."
Non finii la frase perché arrivai al culmine e mi lasciai traspostare dalle emozioni, venendo nuovamente, seguita subito dopo da lui che con un'ultima spinta più forte mi tolse quasi il fiato fino a quando non sentii il calore riversarsi al mio interno, e lui si accasció sopra di me stremato.
Si tolse dopo pochi secondi, giusto per levarsi il preservativo e andarlo a buttare.
In quel momento mi tornarono alla mente tutti i problemi dei giorni precedenti, e non potei fare a meno di pensare come avrebbe reagito Erwin se per caso fosse venuto a scoprirlo.
Bastó peró un solo sguardo del ragazzo per far sparire nuovamente quei pensieri.
Rimase fermo in piedi vicino al letto, scrutandomi da capo a piedi per poi puntare lo sguardo nuovamente sul mio viso e farlo incrociare con il mio.
"Vieni a fare una doccia con me?"
"Certo."
Mi alzai anche io dal letto, ma non appena gli passai davanti mi afferró per un polso e mi tiró a sè, facendomi scontrare contro il suo corpo ancora nudo esattamente come il mio.
I brividi che mi percorsero la schiena aumentarono, dopo le sue parole.
"Ti voglio ancora, Adalie."
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𝐶𝑜𝑚𝑝𝑙𝑖𝑐𝑎𝑡𝑜. (𝐿𝑒𝑣𝑖 𝐴𝑐𝑘𝑒𝑟𝑚𝑎𝑛.)
Roman d'amour𝐿𝑒𝑣𝑖 𝐴𝑐𝑘𝑒𝑟𝑚𝑎𝑛 𝑥 𝑂𝑟𝑖𝑔𝑖𝑛𝑎𝑙 𝐶ℎ𝑎𝑟𝑎𝑐𝑡𝑒𝑟. ➪𝐶𝑜𝑛𝑡𝑒𝑛𝑢𝑡𝑖 18+.
