"Cretina."
"Lo so, me l'hai già detto almeno 5 volte, e ne sono consapevole."
"Idiota."
"Lo so."
"Bugiarda."
"Eh? Perché?"
"Traditrice."
"Scusa? Si può sapere adesso da dove ti esce?" Borbottai, stufa degli insulti che mi stava rivolgendo Levi da ormai mezz'ora.
"Sarai anche tu coinvolta nei loro affari."
"E allora perché mai avrei dovuto venire a dirti tutto quello che so?"
"Ci sarà una spiegazione."
"Levi finiscila. Non puoi piombare in camera mia e uscirtene così, non dopo come ti sei comportato tu nei miei confronti soprattutto. Io ho sbagliato, lo so bene. Ma tu? Che motivo avevi di fare così?"
Dopo la figura che Hanji mi aveva fatto fare, me n'ero andata abbastanza in fretta da lì prima che scoppiasse un casino ancora più grande, chiudendomi in camera e non rispondendo a nessuno dei miei amici che era venuto a bussare.
Peccato che Levi nemmeno aveva bussato, era entrato in camera mia spalancando la porta facendomi prendere un bello spavento, e aveva iniziato a camminare avanti e indietro per tutta la stanza tra un'insulto e l'altro.
"Non parliamo di me adesso."
Quando mai.
"Perché sei venuto quì?"
"Non lo so."
"Mi prendi in giro?" Lo guardai male ma sembró non accorgersene nemmeno, troppo preso a fissare un punto davanti a sè mentre continuava a camminare nervosamente.
"Adalie, perché?"
Sapevo bene di cosa stesse parlando, tanto valeva dire la verità e non girarci attorno, anche se non riuscivo a capire come mai tutto quell'interesse.
L'unica parte che ovviamente avrei saltato era quella dove dicevo il suo nome invece di quello di Rainer.
"Avevo bevuto e c'è sempre stata attrazione fisica tra noi. Tutto quì. Quando mi ha chiesto di tornare insieme ho rifiutato, e non succederá mai più nemmeno nulla del genere."
"Rimani una cretina."
Improvvisamente smise di camminare e uscì, lasciandomi seduta sul letto a bocca aperta, che cercavo di chiamarlo ma inutilmente, ormai aveva sbattuto la porta e se n'era già andato.
Grazie Levi, ora sono messa anche peggio di prima con la confusione che ho in testa.
Erano già le dieci di sera, non riuscivo a chiudere occhio e continuavo a fissare il cielo stellato fuori dalla finestra, che quella notte si vedeva davvero bene.
Sapevo benissimo cosa mi sentivo di fare in quel momento, ma probabilmente mancava il coraggio.
Anche se fossi andata a cercare Levi, sarebbe stato quasi impossibile risolvere, anche perché nè io nè lui a quanto pare riuscivamo ad essere sinceri ed ammettere i nostri sentimenti.
Io ero ancora confusa su ció che provavo, ma la sua scenata di questa sera mi faceva pensare che anche lui probabilmente aveva qualcosa da dirmi.
Magari erano solo illusioni, magari era incazzato solo perché pensava che non fossi dalla loro parte, o magari era geloso. Non riuscivo proprio a capirlo.
Basta, ho bisogno di uscire da quì.
Ero comodamente seduta su uno dei tavolini della mensa all'esterno, non c'era anima viva in giro e l'unico rumore che si sentiva erano i grilli e le rane.
Sapevo che di lì a poco avrei avuto molti meno momenti di pace e tranquillità, da domani si ricominciava a fare sul serio e probabilmente il giorno dopo ancora saremmo partiti per una nuova missione, quindi tanto valeva godermi questi attimi.
"Non riesci a dormire?"
Mai possibile che sbuchi sempre qualcuno?
"Che vuoi?"
"Non iniziare a rispondere così che ti mando a fanculo subito."
"Tu parli sempre cosí, Levi."
Tra tutti, proprio lui era venuto a interrompere la mia pace, e ora si era seduto di fianco a me, abbastanza distante per fortuna.
"Erwin vuole partire domani nel pomeriggio. Domani lo diró anche agli altri."
Eh?
"Di già?"
"Sì, sono arrivate voci che ci sia una breccia nel Wall Rose."
"Stai scherzando? Perché siamo ancora quì?"
"Perché stanno controllando quelli del corpo di guarnigione. Domani andremo noi a fare il resto. Sta tranquilla, andrà tutto bene."
"Guarda che non sono preoccupata." Sussurrai, sperando non si capisse quanto in realtà lo fossi.
"Non sembra." Alzó lo sguardo e posó i suoi occhi su di me, facendo un sorrisino come se volesse prendermi in giro.
"Finiscila. Non eri quello arrabbiato con me tu?"
"Ero arrabbiato con me stesso in realtà. Poi dopo quello che hai combinato mi sono arrabbiato anche con te, ovvio."
Scese dal tavolo e ricominció a camminare come stava facendo in camera mia, facendomi sospirare.
"Non ti chiedo perché, tanto so che non me lo diresti. Potresti smettere di camminare così, mi fai venire l'ansia? Dici a me di stare tranquilla ma non è che mi sembri molto rilassato in questo momento."
"Non lo sono, infatti."
"Vuoi dirmi che succede?"
Si fermó, venendo poi a passo svelto verso di me e fermandosi a pochi centimetri dalla mia faccia facendomi arrossire.
"È troppo complicato. Non lo so nemmeno io che succede."
Mentre parlava, si avvicinava sempre di più, i nostri nasi ora quasi si toccavano e non potevo fare a meno di pensare come sarebbe stato appoggiare le mie labbra sulle sue in quell'attimo.
"Perché mi guardi così, Adalie?"
Quel sussurro detto con voce roca, era la goccia che aveva fatto traboccare il vaso.
Mi sarei pentita delle mie azioni, ne ero certa. Probabilmente si sarebbe anche spostato, ma non potevo più evitarlo.
Domani saremmo partiti, e non sapevo cosa sarebbe potuto succedere.
"Perdonami." Dissi a bassa voce.
Ero tranquilla da un lato, eravamo in squadra insieme, ma comunque ero anche un po' ansiosa,perció per una volta decisi di seguire il mio cuore, prima di avere poi rimpianti in futuro.
Gli misi una mano sul colletto della maglia e lo tirai a me, facendo quello che ormai avevo in testa da troppo tempo.
Le nostre labbra si toccarono e a quel calore un brivido mi percorse la schiena, mentre la mia mente si stava pian piano svuotando da ogni preoccupazione o pensiero.
Scusa Levi, dovevo farlo.
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𝐶𝑜𝑚𝑝𝑙𝑖𝑐𝑎𝑡𝑜. (𝐿𝑒𝑣𝑖 𝐴𝑐𝑘𝑒𝑟𝑚𝑎𝑛.)
Romance𝐿𝑒𝑣𝑖 𝐴𝑐𝑘𝑒𝑟𝑚𝑎𝑛 𝑥 𝑂𝑟𝑖𝑔𝑖𝑛𝑎𝑙 𝐶ℎ𝑎𝑟𝑎𝑐𝑡𝑒𝑟. ➪𝐶𝑜𝑛𝑡𝑒𝑛𝑢𝑡𝑖 18+.
