"Cose private. Stava semplicemente spiegando perché mi aveva lasciata, tutto quì."
Fa che ci creda ti prego.
"E perché non te l'ha ancora consegnata?"
Effettivamente la sua domanda aveva senso, stavo letteralmente cercando di arrampicarmi sugli specchi.
"Perché non riesci a farti gli affari tuoi?" Borbottai, sperando mi lasciasse in pace. Discutere con lui era l'ultima cosa che avevo voglia di fare in quel momento.
"Tch. Vedi di darti una mossa e torna a pulire."
Non ribattei, ringraziando che non avesse insistito troppo su quella storia.
Volevo capirci qualcosa, volevo capire cosa significava tutto ció che avevo appena letto, volevo delle risposte.
Non potevo però sicuramente dire a Rainer che ero andata a leggere quel foglio, avevo una strana sensazione.
Non avevo detto nulla a Levi solo perché volevo evitare casini, per quanto detestassi Rainer avevo paura di fargli un torto troppo grande.
Ora peró era meglio far finta di nulla, mantenere un'espressione normale e continuare a pulire prima che Levi cambiasse idea e decidesse di scoprire cosa c'era scritto realmente lì sopra.
Finii la camera in pochi minuti, non volevo stare lì dentro ancora e tirai un sospiro di sollievo quando finalmente uscimmo e andammo in quella di fianco.
Il mio momento di tranquillità duró fin troppo poco, dato che non ci misi molto a capire che quella fosse la camera di Bertoldth.
Di bene in meglio.
"Ora anche degli ubriaconi ho in squadra." Si lamentó, facendomi scappare una risatina.
Aprendo la porta, effettivamente, la prima cosa che saltava all'occhio era una confezione di bottiglie di vino; guardandole, mi accorsi che erano esattamente come quella che avevamo bevuto io e Rainer al nostro primo 'appuntamento'.
Ma com'è possibile? Stanno ancora rubando dalle scorte di Pixis?
No era tutto troppo strano. Avrei dovuto parlare con Armin e Jean di tutto quanto, appena avuto il tempo. Avevo bisogno dell'opinione di qualcun'altro, non sarei mai riuscita a capirci qualcosa da sola.
Levi stranamente non si accorse delle strane scritte presenti su quelle bottiglie, piuttosto si concentró sull'immensa quantitá di polvere che trovó sotto al letto, borbottando che avrebbe sgridato uno per uno i nuovi soldati minacciando di mandarli via se non avessero imparato a tenere pulite le loro stanze.
Quella scena mi fece spuntare un mezzo sorriso, per quanto fossi pensierosa e preoccupata non potevo fare a meno di trovare buffo quel suo comportamento.
"Il soldato più forte dell'umanità che ha paura di qualche granello di polvere. Chissà se si sapesse in giro." Lo presi tranquillamente per il culo, tappandomi la bocca subito dopo pensando che alla fine stavo parlando a un mio superiore.
Mi fulminó letteralmente con lo sguardo.
"Piantala. Non si puó vivere in mezzo allo sporco, è una cosa seria."
Quella sua affermazione mi fece letteralmente scoppiare a ridere, cercai di trattenermi ma fu completamente inutile.
Mi aspettavo come minimo qualche insulto, invece lo sorpesi guardarmi abbastanza sconvolto.
"Che c'è?" Chiesi quasi stupita dal suo atteggiamento.
"Nulla. È la prima volta che ti vedo ridere e non sei incazzata come al solito."
"Detto da te." Scherzai, notando che il suo sguardo diventó ancora più confuso.
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𝐶𝑜𝑚𝑝𝑙𝑖𝑐𝑎𝑡𝑜. (𝐿𝑒𝑣𝑖 𝐴𝑐𝑘𝑒𝑟𝑚𝑎𝑛.)
Storie d'amore𝐿𝑒𝑣𝑖 𝐴𝑐𝑘𝑒𝑟𝑚𝑎𝑛 𝑥 𝑂𝑟𝑖𝑔𝑖𝑛𝑎𝑙 𝐶ℎ𝑎𝑟𝑎𝑐𝑡𝑒𝑟. ➪𝐶𝑜𝑛𝑡𝑒𝑛𝑢𝑡𝑖 18+.
