15.

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"Anche tu, Arlert."

La faccia di Armin mi fece quasi scoppiare a ridere, sicuramente stava pensando a cosa aveva fatto di sbagliato per essere richiamato dal Capitano dopo solo il suo primo allenamento, io a differenza sua mi sentivo più tranquilla, che non ci sopportavamo ormai era chiaro, dovevo solo far finta di nulla e ignorarlo il più possibile.

"S-si Capitano."
Dio, Armin, almeno non balbettare.

Levi venne davanti a noi, ci squadró un attimo da testa a piedi per poi finalmente decidersi a parlare.

"Erwin vuole vedervi, si tratta di una cosa importante non fatene parola con nessuno. Siete voi quelli che da quanto ha lasciato scritto l'istruttore Shadis sono i più intelligenti del corso, giusto?"

Quello cos'era? Un complimento? Non è che il troppo sole che ha preso in testa mentre stava qui a guardarci gli ha fatto male?

"Andiamo adesso?" Chiesi, piuttosto annoiata e affamata.

"Prima fatevi una doccia. Sbrigatevi, più tardi conoscerete gli altri membri della mia squadra, vedete di non metterci troppo. Ne a lavarvi, ne da Erwin." Borbottó.

Rimarcó quell'ultimo nome, posando gli occhi su di me e facendomi innervosire.
Come puó pensare che io voglia passare del tempo con Erwin?

"Grazie Capitano, ci sbrighiamo!"
Armin, che si era accorto della mia espressione corrucciata, aveva risposto al posto mio e prima che potessi protestare mi aveva trascinata via.

"Non puoi perdere la calma ogni volta! E comunque, cosa pensi che voglia Erwin da noi?"

"Non ne ho idea, sono solo felice di non doverci andare da sola."

"Probabilmente riguarderà la spedizione, non credi anche tu?"

Le parole di Armin mi tranquillizzarono, effettivamente era probabile che fosse davvero così.

Ci salutammo e corsi velocemente a farmi una doccia. Avevo fatto la vaga con Armin, ma ero curiosa anche io di scoprire il perché avesse voluto vedere proprio noi due.



In neanche mezz'ora, ero pronta. Armin bussó alla mia porta mentre mi infilavo quegli scomodissimi stivali della nostra divisa. Li avevo sempre odiati, tutt'ora non capivo perché non potessimo mettere delle scarpe più comode.

Arrivammo davanti all'ufficio di Erwin in un paio di minuti, e Armin fu così gentile da bussare al posto mio e parlare lui per tutti e due.

Erwin era seduto sulla sedia della scrivania con davanti fin troppa roba da mangiare.
Da quando? Per quello che ricordo io, non era un tipo che si abbuffava..

"Oh eccovi quì. Scusate, probabilmente a quest'ora sareste dovuti essere in mensa, ma c'era una questione molto importante di cui volevo discutere. Vi ho preso qualcosa da mangiare, spero sia di vostro gradimento. Sedetevi pure, dovrebbe arrivare Hanji a momenti."

Ha pensato lui a prenderci da mangiare? Cos'hanno tutti oggi?

Sebbene ancora titubante, seguii Armin e ci sedemmo di fronte a lui.
Abbassai gli occhi e notai nel mio piatto il mio tipo di carne preferita, il pane morbido proprio come piaceva a me e delle patate al vapore, l'unico tipo di verdura che mangiavo.

Stai seriamente pensando di comprarmi così?

Alzai lo sguardo e lo vidi intento a fissarmi, facendomi un mezzo sorriso.
Di tutta risposta, sbuffai e alzai gli occhi al cielo.

Iniziai a mangiare in silenzio, mentre il mio compagno sembrava al settimo cielo.
"Grazie Comandante!"

Armin, perché sei sempre così entusiasta?

𝐶𝑜𝑚𝑝𝑙𝑖𝑐𝑎𝑡𝑜.  (𝐿𝑒𝑣𝑖 𝐴𝑐𝑘𝑒𝑟𝑚𝑎𝑛.)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora