«... Che sarebbe?»
Il kitten sospirò nuovamente, attingendo maggior malinconia alla sua voce. «Se ti sono stato distante questa settimana, è perché mia madre ha iniziato i-i...» "devo essere più credibile: più lacrime, più emozioni!" «i trasferimenti...» gli occhi del minore si riempirono di lacrime, diventando lucidi. Pur sembrano vicino al pianto, quella era una tecnica usata spesso dai kitten, che favoriva una migliore umidità dell'occhio - e Louis dubitava fortemente che Harry fosse a conoscenza di quella tecnica. «E-e io te lo g-giuro... N-non ce la f-faccio a-a starle d-dietro e-ed è per questo che t-ti sono stato lontano.. perché s-sto veramente male.»
«Avresti... potuto dire qualcosa a riguardo. Un messaggio sarebbe stato sufficiente, Louis.» "Porca puttana.." «Avrei mandato quei fottuti fogli in un secondo.» "Perché ti sei tenuto tutto dentro, Lou? Perché hai combinato tutto questo casino?" «Sono già pronti, lo sai, vero?»
«Scusami..» Louis appoggiò la testa sul petto del riccio e inspirò a pieni polmoni il suo buon odore. "È così buono.." si ritrovò a pensare, incosciente di essere rimasto in silenzio. Harry gli era mancato molto - ma solo in quel momento riusciva a capire quanto gli fosse mancato stare con lui; quanto gli fosse mancato respirare il suo odore, stringergli la mano e stargli accanto. «Mi dispiace davvero, Daddy..»
«Louis...» Styles sospirò e strinse il piccolo Kitten a sé, abbracciandolo. Trovava strano il fatto che Louis lo stesse abbracciando: tra loro non c'era mai stato quel tipo di contatto dolce e premuroso; non c'era mai stato quell'amore delicato e gentile che andava oltre al sesso. Tuttavia, dopo quel che Louis gli aveva raccontato, non se ne stupiva: Harry sapeva che i Kitten hanno strane reazioni e comportamenti anomali quando vengono soggetti a cambiamenti; e il trasloco aveva decisamente dato noia a Louis. D'altronde, era proprio per quel motivo che i due avevano stretto l'accordo sessuale. Harry si sentiva veramente stupido a non averci pensato prima. «Se me l'avessi detto prima, avrei spedito i fogli a tua madre in men che non si dica.»
«M-mi dispiace..»
«Ma non fa niente. Davvero.» il riccio prese il volto del minore fra le mani e lo costrinse ad alzare lo sguardo. I loro occhi si incontrarono per un secondo, provocando in entrambi un brivido che corse lungo le loro schiene. «Ma devi essere sincero con me, va bene? La sincerità è l'unica cosa che ti chiedo, Louis.»
"ODDIO, CI HA CREDUTO?" Il Kitten annuì e si tirò sulle punte, lasciando un bacio leggero sulle labbra del riccio. "Oddio, ma ci ha creduto davvero?!" Il kitten voleva sorridere dalla gioia, ma usò ogni briciolo di energia che aveva per trattenersi dal farlo. Se avesse sorriso, felice del successo del suo piano, Harry si sarebbe insospettito e tutto sarebbe andato in fumo. «M-mi dispiace ma-»
«Non fa niente.» lo zittì Styles prima di concedere un altro bacio al più piccolo. Fu un bacio lento, debole, quasi di scuse. Perché, in effetti, Harry si sentiva un po' in colpa per come si era comportato nei confronti del piccolo Kitten. Sapeva benissimo che Louis si sarebbe sentito male se non gli avesse inviato quei fogli in tempo, bloccando così il trasferimento, eppure era stato così egoista da fregarsene. Egoista perché Styles sapeva che, una volta bloccato il trasloco, il loro patto si sarebbe potuto sciogliere. E Harry, pur detestando il comportamento del più piccolo, non poteva permettersi di perdere un kitten come Louis. "Avevo anche pensato di finirla..." Il riccio si staccò dal più piccolo e gli accarezzò i capelli con fare dolce e premuroso. "Sono proprio una testa di cazzo" «Ti manderò quei fogli entro stasera.»
Louis annuì appena e guardò il riccio, rimanendo attaccato a lui. Tutta quella vicinanza, mista agli ormoni di Harry che si mischiavano involontariamente a quelli di Louis, stava dando un lieve mal di testa al più piccolo. "Cazzo, è così bello.." pensò e non si accorse di essersi leccato le labbra, assaporando così il sapore del maggiore. "Così bello quanto tonto" «Va bene, Daddy..»
"Dio, Louis" Styles lasciò un ultimo bacio sulla fronte del più piccolo e ruppe l'abbraccio, prendendo qualche centimetro di distanza. Si trovavano in un parco pubblico, e il terrore che qualcuno gli avesse visti attanagliava ancora Harry. "Cosa non farei per te" pensò e lanciò un'occhiata all'orologio che aveva al polso. Spalancò quasi gli occhi quando vide che ora si era fatta. «Beh, piccolo, vorrei stare con te ancora per un po', ma si sta facendo veramente tardi per me.»
«Perché?» Louis lo guardò confuso. Non si era minimamente accorto di quanto tempo forse passato. In compagnia del riccio, il tempo sembrava volare. «Che ore sono?»
«Le 18.45» disse Styles e, come risposta, il Kitten spalancò gli occhi. «. Tra venti minuti ho un appuntamento importante, al quale non posso mancare, quindi direi di avviarci.»
"Le 18.45?! Com'è possibile?! Avevo detto a mia mamma che sarei tornato per le 18.20!" «Allora è meglio se torniamo a casa..» "sono fottuto. Porca puttana, sono terribilmente fottuto. Non posso arrivare in ritardo al party che mia madre ha organizzato per la sua dannata promozione"
«Vuoi che ti riporti, piccolo?»
«Non importa, Daddy»
«Sicuro?»
Louis annuì. «C'è un mio amico che mi aspetta all'uscita del parco. Mi riporterà lui a casa, non preoccuparti.»
"Amico, eh?" «Come preferisci.» Styles annuì e mosse i primi passi verso l'uscita del parco. Purtroppo, quello che lo stava aspettando era un appuntamento importante e non poteva permettersi di arrivare in ritardo, anche se questo significava sembrare maleducato nei confronti del piccolo Kitten.
Louis lo seguì, standogli al passo. La prima parte del piano era andata - con una bravura maestrale, aveva impedito al riccio che lo lasciasse -, ora però Louis doveva affrontare il grande problema; l'unico vero problema che l'aveva costretto a chiedere a Styles un dialogo. "Devo parlargliene ora" pensò il Kitten. "Introdurgli il discorso sarebbe come dire di voler continuare... no?"
Harry intanto camminava, immerso nel silenzio e nei suoi pensieri.
"Insomma... l'ho fatto venire qui per questo, no? Il punto di questo incontro è proprio..." «Daddy...»
«Sì, piccolo?»
«Posso... chiederti una cosa?»
Il riccio annuì appena e continuò a camminare, guardando davanti a sé.
"Come mai sembra così distaccato?" «I-io..» iniziò il kitten ma dovette schiarirsi la voce prima di continuare. «Io, però, avrei bisogno di sapere una cosa, prima che la nostra relazione "beneficio" continui..»
«Cosa vuoi sapere?»
"E adesso come glielo dico?" «Beh, ecco...» "Mi sarei dovuto fare un discorso preparatorio." «Tu... sai che i Kitten hanno un calore, vero? Che viene almeno una volta al mese...»
Il riccio annuì. «Non ne so molto ma so che è qualcosa come le mestruazioni, ma composto da ormoni.»
Louis annuì appena. «E, come puoi immaginare..» "perché è così difficile?"
«Anche tu hai questo calore.» concluse il riccio. Si fermò non appena arrivò al cancello in stile vittoriano e si voltò verso il Kitten, che lo stava guardando con i suoi soliti occhioni azzurri. «Tuttavia, non capisco quale sia il problema, piccolo. Vuoi.. dirmi che io sappia quando ti verrà il tuo prossimo calore?» La sua voce era carica di disgusto. Harry non era minimamente interessato in queste cose; erano faccende del Kitten, e dovevano rimanere private. «O... non so...»
«No, vorrei solo farti capire che-»
«Oltre al fatto che penso che abbia molto senso tenere sotto controllo il tuo calore, Louis. Perché, essendo sinceri e franchi» disse Styles. «non credo dove sia il problema, dato-»
«Che aspetto un bambino, da te.»
«Che sono sterile.»
: ) Non odiatemi, per favore.
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BAD DECISIONS - Larry Stylinson
Fanfiction"Kitten: mici dolci o coccolosi o gattini assetati di sesso e baci?" Pure Louis Tomlinson, un Kitten giovane e carino, ha sempre fatto fatica a rispondere a questa domanda... o alle tante altre che gli erano sempre state poste, come: "ma voi Kitten...
