I Nuovi Compagni

715 45 6
                                        

Finii rapidamente di mangiare. Non mi interessava in quel momento apparire sgraziata, volevo solamente uscire da quell'enorme sala in cui non venni accolta come speravo.
Mi sentivo a disagio, tutti sembravano guardare verso la mia direzione; probabilmente era anche suggestione, ma di tanto in tanto mi sembrava di scorgere persino il mio nome accompagnato da qualche risatina al tavolo dei Tassorosso, durante il pasto.

Ero a dir poco sconsolata, perché pensavo che qualcuno avrebbe tentato di approcciare... Ma non mi diedi per vinta!
Avevo deciso che, dato che nessuno dei miei compagni aveva fatto un passo verso di me, il passo lo avrei fatto io.

Intanto cercavo di ignorare gli sguardi, che volavano da una parte all'altra della sala.
Qualche Grifondoro incuriosito di tanto in tanto guardava verso la mia direzione, i Serpeverde sghignazzavano e i Corvonero parlottavano tra loro.
Qualche occhiata partiva pure dal tavolo dei professori, in particolar modo da Piton e da una donna, riccia dai capelli bianchi, che sembrava abbastanza bassina e un po' grassottella. Anche lei era presente anche lei ai miei esami, ma non sapevo come si chiamasse.

Quest'ultima e il professor Piton parlavano tra loro, e di tanto in tanto mi guardavano; inutile dire che intuii essere io l'argomento della loro conversazione.

Nel frattempo eravamo arrivati al dolce, e io avevo mangiato ogni pietanza con fare distratto.
Di solito mi piaceva mangiare gustando quello che avevo nel piatto, ma in quel caso, avevo ben altro a cui pensare.

Appena la cena fu terminata, schizzai fuori dalla Sala grande, e camminai senza meta.
Per quel giorno, di quella parte del castello ne avevo avuto abbastanza.
Una volta uscita dalla porta, però, mi resi conto che non avevo la minima idea di quale fosse la direzione da pendere.
Il professor Piton aveva accennato a delle sale comuni in cui si trovavano anche i dormitori, ma non avevo la minima idea di dove si trovasse la mia... Che stupida!
Talmente grande era la voglia di sparire, che mi dimenticai di chiedere dove dovessi andare; inutile dire che mi stavo odiando!
Disperata mi guardai intorno, ma non riuscivo a vedere nessuno studente Tassorosso... Si erano volatilizzati? Possibile che i miei piedi mi avessero condotto così lontana dalla Sala grande, nella fretta?
Cominciai a pregare tra me e me, a quel punto non mi restava che sperare in un miracolo divino.
Probabilmente qualcuno mi ascoltò, perché accadde qualcosa: apparve la signora dai capelli bianchi che parlava con Piton durante la cena. Camminò proprio verso la mia direzione, e io tirai un sospiro di sollievo:

"Signorina Minissale, salve! Sono la professoressa Sprite, insegnante di erbologia e capocasa dei Tassorosso; ma veniamo al dunque: perché si trova qui, tutta sola? Si è persa? Venga, le indico io la direzione della sala comune!"

La ringraziai e camminammo in religioso silenzio, religioso silenzio che la Sprite poi spezzò:

"Allora... Come si è trovata a cena? Trova simpatici i suoi compagni?"

La domanda mi prese alla sprovvista, perciò impiegai un po' più tempo del normale per rispondere: non me la sentivo di dire la verità, infatti mentii:

"Mi sono trovata bene, molto bene; i miei compagni sembrano... Davvero simpatici!"

La professoressa sembrò bersi la bugia, perché mi sorrise.

Nel frattempo, arrivammo nei sotterranei, proprio davanti alle cucine.
Ci andentrammo nello stesso corridoio che porta a quest'ultime, e ci fermammo.

"La sala comune si trova proprio qui; le mostro come accedervi: batta su questa botte, la seconda partendo dal basso, al ritmo che le mostro; la porta si aprirà e potrà entrare. Faccia attenzione, il numero dei colpi deve essere specifico e preciso, se sbaglierà, uno dei coperchi delle altri botti si alzerà e verrà inondata di aceto".

Nata Babbana La tua prossima ossessione. Scoprilo ora