Buio. Chiusi gli occhi per un momento. Sentivo il cuore pulsarmi all'interno delle costole e nella testa, il fiato corto. lo avevo fatto. lo avevo davvero fatto. Ero sola, completamente sola. Della mia vita non era rimasto più nulla, avevo perso tutto. Lacrime scesero copiose dagli angoli degli occhi, non avevo la forza di fermarle. Inspirai ed espirai, era fatta: erano al sicuro, il loro destino non dipendeva più da me.
In fretta e furia, mi preparai a scappare: si sarebbero allarmati, a trovare una sconosciuta in casa loro. Corsi senza meta, non avevo dove andare. Girare in mezzo al mondo magico, non mi sembrava il caso. Se qualche mangiamorte, o Piton stesso, fossero stati in giro a cercarmi, avrei sicuramente pagato un prezzo molto caro, perdendo la vita.
L'unica opzione possibile per me, era Hogwarts. Poteva funzionare, dovevo solo sperare che Piton non fosse ancora rincasato e che quindi di conseguenza, i mangiamorte non sapessero nulla della mia sparizione. L'unica opzione che avevo, era raggiungere il Paiolo Magico, trovare una stanza con un camino e spostarmi con la metropolvere. Più o meno avevo visto dove fosse scesa la famiglia Weasley e per assurdo ci eravamo separati poco lontano da quella che una volta era la mia casa. Iniziai a incamminarmi velocemente, ma poco dopo mi accorsi di non avere la minima idea di dove stessi andando. Mi ero persa. Feci per tornare indietro, ma venni distratta da qualcosa di assolutamente insensato, più che per me, per tutti coloro che non sapevano nulla della magia: una macchina volante. Senza perdere tempo, corsi per seguirla, e alla fine atterrò proprio davanti al paiolo magico. Non potevo crederci!
Anche l'uomo che scese dalla macchina aveva i capelli rossi, ma quando vidi da lontano Ron e i suoi fratelli corrergli incontro, non avevo più nessun dubbio: quello che guidava la macchina, il signor Weasley. Avrei preferito conoscere la famiglia di Ronald in altre circostanze, ma in un modo o nell'altro, erano riusciti a salvarmi la vita in una giornata sola.
Senza farmi vedere, avanzai verso un'entrata posta sul retro, trovandomi però di fronte a un altro problema: per accedere alla camera che faceva al caso mio, dovevo pagare. Ero senza speranza, vidi tutto il piano sfumarmi davanti agli occhi. Avanzai timorosa verso il banco della reception, pronta a inventare una qualsiasi scusa, quando una voce particolarmente familiare, mi chiamò per nome. Girandomi di scatto, vidi Hermione corrermi incontro e stringermi tra le braccia. Le spiegai senza perdere tempo, che dovevo tornare ad Hogwarts urgentemente, ma che avevo bisogno di una camera che avesse un camino.
“La mia lo ha, vieni con me!”, mi disse.
Salutai con fare impacciato l'uomo alla reception ed Hermione mi trascinò velocemente in cima alle scale. Aprì la porta, e dopo avermi abbracciato un'ultima volta, mi pregò di fare attenzione, qualsiasi cosa avessi in mente di fare. Pensai velocemente quale camino potesse diventare la mia meta e inizialmente scelsi quello di Silente. Scartai però molto presto l'opzione, catapultare nell'ufficio del preside, dove magari si stava svolgendo una riunione a cui stava partecipando anche il Traditore, non mi sembrava una buona idea. Valutai allora quello della mia Sala comune, ma non ero sicura che avrebbe potuto funzionare: per accedervi bisognava picchettare nella giusta sequenza sulle botti, quindi dubitavo che potessi riuscire ad entrare dal camino, senza esser messa alla prova. Decisi infine di optare per la biblioteca, quindi presi un respiro profondo, chiusi gli occhi e lanciai la metropolvere. Venni circondata da numerose fiamme verdi, ma quando aprii gli occhi, mi resi conto di essere finalmente a casa, di nuovo.
Il familiare odore di libri mi inebriò le narici, procurandomi dei brividi di assoluto piacere. Mi sentivo in pace per la prima volta da settimane, non mi ero resa conto di quanto Hogwarts mi fosse mancata.
Dopo aver respirato per qualche altro minuto quell'aria così familiare, uscii di soppiatto e mi incamminai nel corridoio. Decisi di scendere nelle cucine, pregando con tutto il cuore che Piton non si trovasse in quelle mura e di non incrociarlo nei sotterranei, perché sicuramente gli elfi sapevano dirmi sicuramente se il preside era impegnato, se poteva ricevermi e soprattutto se era presente tutto il corpo docenti.
Per fortuna, di lui nessuna traccia. Riuscii a parlare con un piccolo elfo molto gentile, che mi disse che con il preside avevo via libera. Per fortuna, ricordavo ancora la parola d'ordine. Arrivai di fronte ai gargoyles:
“Sorbetto al limone!”
I due si aprirono come pochi mesi prima, quando ancora non sapevo che
la mia vita sarebbe cambiata in modo così radicale e distruttivo.
Salii in cima, e quando vidi Silente alla scrivania, per poco non mi venne un collasso, dettato da puro sollievo: finalmente mi sentivo al sicuro. Mi avvicinai rapidamente a lui con le lacrime agli occhi, e venni accolta da un sorriso bonario.
“Alice, che piacere... ti stavo aspettando”
Mi permisi di scacciare tutte le lacrime che mi si erano formate: ero salva, perché lui non mi avrebbe mai tradita, era davvero dalla mia parte. Non mi avrebbe mai avvicinata, per poi voltarmi le spalle, e consegnarmi in pasto al nemico
“S-signor preside, Piton...”
“Il professor Piton, Alice... o Severus, se preferisci”, aggiunse, facendomi l'occhiolino.
Strabuzzai gli occhi. Come faceva...? Ero sorpresa, non credevo che il preside sapesse, ma allo stesso tempo addolorata: ricordare il rapporto che avevamo io e il professore fino a qualche ora prima, mi ferì.
“Lui... l-lui lavora per Voldemort...”
“Severus è un uomo dalle molteplici sfaccettature, ma gli affiderei la mia stessa vita”
“Ma signore... me lo ha detto lui... è un traditore!”
“tutti quanti noi, abbiamo all'interno delle luci e delle ombre... in certi momenti della vita, può capitare che queste ultime prendano il sopravvento e si mettano al controllo, ma... è proprio quando accade che dobbiamo essere in grado di scacciarle via, premendo l'interruttore e illuminando la nostra anima...”
Non seppi come rispondere a quelle strane parole, perciò mi limitai ad annuire. Salutai velocemente e mi affrettai a raggiungere la porta, quando il preside disse:
“Questa è la tua casa, Alice. Sarei felice di sapere che per il momento desideri alloggiare nel tuo vecchio dormitorio... In questo momento, ad Hogwarts sei al sicuro, ne sono certo...”
Accettai velocemente l'offerta, e ancora più confusa e stordita di prima, scesi di nuovo verso i sotterranei.
Numerose domande aleggiavano nella mia mente... sarei riuscita a trovare risposta per ognuna di esse?
Il capitolo è uscito un poco più corto del solito, ma sono comunque soddisfatta del risultato: è stato abbastanza difficile da scrivere, e wattpad purtroppo ultimamente mi sta dando un po' di problemi. fatemi sapere che ne pensate <3
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Nata Babbana
أدب الهواةCiao a tutti, sono Alice e questa è la mia storia: provengo da una famiglia babbana nella quale sono cresciuta, e a fine luglio compierò gli anni. Cosa c'è di strano? Sono in realtà una strega, quindi ho diritto anch'io ad essere istruita da altri m...
