The beginning of summer

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Non riuscii a terminare l'anno scolastico. Trascorsi il resto dei mesi che avrei dovuto passare a scuola, a casa di Severus, stando in allerta per evitare di essere catturata e servita dai mangiamorte al Signore Oscuro. Nel frattempo, qualche volta, Piton spariva dalla circolazione, questione di qualche ora. Mi propinava qualche scusa, e si assentava, lasciandomi a casa con un milione di punti di domande in testa e zero risposte.
Speravo che prima o poi potessi capire di più della situazione, perché quando gli chiedevo cosa potesse volere da me Voldemort o dove spariva per pomeriggi interi, era molto evasivo e finivamo per discutere.
Per cercare di affrontare quella situazione stressante, avevo aumentato la quantità di libri letti, finendo per svuotare tutta la sua personalissima e preziosissima libreria, e ritrovandomi di conseguenza a svaligiare biblioteche e negozi. Dopo qualche mese però, mi resi conto che sarei presto impazzita in quel modo, quindi, appena cominciata l'estate, trovai vicino al quartiere una parrocchia che cercava educatori per il centro estivo dell'oratorio.
Era un posto sicuro e in cui il Signore Oscuro non avrebbe mai potuto trovarmi, quindi, quando terminò anche la scuola babbana e i genitori ebbero irrimediabilmente bisogno di lasciare i figli a qualcuno quando dovevano recarsi il lavoro, iniziai il servizio.

In quel giorno assolato di inizio giugno, infatti, mi trovano proprio lì. La mattinata era stata intensa: l'arrivo dei bimbi, i giochi sotto al sole, la merenda, gli indovinelli, la caccia al tesoro, il pranzo e mille altre attività, fino ad arrivare al mio momento preferito in assoluto, ovvero i balli di gruppo. Li facevamo a fine giornata, mentre aspettavamo che i genitori venissero a riprendere i figli.
In quel momento, avevo una bimba avvinghia a me, mentre con gli altri ballavo Limbo di Daddy yankee. Mi stavo scatenando, divertendo ed ero incredibilmente rilassata, quando lo vidi: Severus era proprio davanti l'entrata della sala in cui ci trovavamo, con un sorrisetto impercettibile stampato in volto e gli occhi puntati su di me. Divenni subito rossa come un peperone, ma non potevo fermarmi, quindi gli regalai un sorriso un po' imbarazzato e continuai a ballare, ridendo con i bambini. Finita la canzone, poco prima che i piccoli tornassero a casa, dovevamo dargli l'ultima merenda. Prendendo in braccio la piccola che mi stava abbracciando poco prima e tenendo la mano a un altro, annunciai a gran voce di riunirsi tutti per lo spuntino. Mi sedetti con altri animatori al centro del cerchio che avevano fatto gli altri bambini, a terra, facendo sedere sulle mie ginocchia i bambini che erano vicino a me. Piton era ancora lì, immobile, e rimase fino a quando non andò via anche l'ultimo bambino con genitori ritardatari.

“Però... balli bene, ammirevole...”, mi disse senza nemmeno salutarmi

Gli regalai un'espressione poco convinta e imbarazzata, ma non mollò la presa: “Ci sai fare con i bambini, però, impressionante...”

“non so se prenderlo come un complimento, ma nel dubbio ti ringrazio.”

con questo ultimo scambio di battute, tornammo a casa, dove mi fiondai sotto la doccia. Lavai corpo e capelli con cura, e una volta uscita, sentii bussare alla porta del bagno.

“Un attimo!”, dissi vestendomi alla velocità della luce.

Nel momento istante in cui terminai, entrò il professore. avevo ancora i capelli completamente fradici, che gocciolavano sul pavimento. Senza dire una parola, si piazzò dietro di me, prese il pettine, e iniziò a pettinarmi con cura, come fece tanti mesi prima. Sorrisi di fronte al nostro riflesso nello specchio, tornando indietro nel tempo: al nostro primo incontro, alla prima lezione nella sua classe, ai primi giorni di scuola, al primo momento in cui si dimostrò capace di essere empatico, al ballo... sentivo irrimediabilmente la mancanza di Hogwarts, che aveva visto sbocciare il nostro rapporto. Strinsi leggermente il bordo del lavandino e cercai di pensare al futuro, a come sarebbero andate le cose, a quello che avrei dovuto fare, alle scelte da prendere...

“A che pensi?”, Piton mi risvegliò dallo stato di trance in cui ero caduta.

“Tutto”, risposi senza aggiungere altro.

Non me la sentivo di aggiungere altro, perciò mi limitai a fissare il lavandino.
Poco dopo Severus iniziò ad asciugarmi i capelli con cura, stando attento a non bruciarmi con il phon. quando finimmo, ne approfittai per mettere immediatamente il pigiama e stendermi sul divano; quelle giornate mi divertivano non poco, ma mi stancavano terribilmente.
Continuai il libro che avevo iniziato la sera prima e mi immersi in esso fino a quando non mi appisolai.
Mi trovavo in uno stato di dormiveglia, quando udii un rumore poco distinto, che mi fece aprire gli occhi, seppur con un poco di fatica. Severus stava in piedi davanti al salone, stava per andarsene. Mi alzai di scatto e l'unica cosa che mi disse prima di smaterializzarsi chissà dove fu:

“Torno tardi, non aspettarmi sveglia.”

“Severus, asp-”

Era già andato via.

Sbuffai, quella era già la seconda volta che succedeva durante la settimana.
Non riuscivo a capire perché non potesse coinvolgermi, mi sentivo tagliata fuori.

erano quasi le 19, perciò sconsolata mi trascinai verso il frigo per capire cosa ci fosse all'interno.
Trovai qualche pomodoro, un po' di lattuga, del formaggio e una fetta di prosciutto. Si prosperava una cena veramente triste. Per fortuna Severus era mezzosangue, quindi qualche oggetto babbano lo possedeva: il televisore, l'aspirapolvere...
Accesi la TV per avere un minimo di sottofondo e sentirmi meno sola, la sintonizzati su un canale a caso e mi preparai un po' di pasta in bianco e un'insalata con pomodori e formaggio. Mangiando senza avere compagnia pensai irrimediabilmente alla mia famiglia e a quando mangiavamo tutti insieme a casa; loro non sapevano nulla della mia fuga da Hogwarts, tanto meno della mia relazione con il professore, e pensai che fosse meglio così: meno erano coinvolti, più le loro vite erano salve.

Finito di mangiare, lavai i piatti e mi stesi nuovamente sul divano, cercando un film da vedere. Con mia grande sorpresa, ne trovai uno della Disney: La Bella e la Bestia. Mi ritrovavo molto nel personaggio di Belle, e la Bestia in un certo senso mi ricordava Piton: apparentemente scorbutica, fredda e apatica. Continuando con la storia però, La Bestia si rivela tutt'altro, e Belle se ne innamora perdutamente, un po' come è successo nella nostra, di storia. Sorrisi e continuai a guardare il film, chiedendomi per l'ennesima volta dove fosse finito Severus. Sospirai non riuscendo a trovare la risposta, e cercai di non farmi prendere dall'ansia: tutte le volte che era sparito all'improvviso, finendo chissà dove, era tornato sano e salvo, quindi non c'era motivo di preoccuparsi... giusto?

Finito il film mi alzai, presi il libro che stavo leggendo e mi diressi nella nostra stanza. Una volta sistemata, cominciai a leggere, seppur in modo abbastanza superficiale: non riuscivo a concentrarmi, avevo una brutta sensazione e nemmeno ragionare lucidamente riuscì a calmarmi. Sbuffando, ripresi e stoppai la lettura più volte, andando avanti fino a notte fonda. Alla fine mi alzai e iniziai a passeggiare nervosamente avanti e indietro, prima limitandomi a rimanere in camera da letto, per poi estendermi a tutta la casa. Cercai di stancarmi in qualche modo, seppur inutilmente. Andai avanti fino a mezzanotte inoltrata, fino all'una e poi alle due. Alla fine mi arresi e ritornai in stanza, cercando di ritrovare la pace che avevo perso. Mi stesi sul letto e fissai il soffitto, cercando di tenere il respiro regolare, fin quando non realizzati che senza un aiuto non sarei mai riuscita ad addormentarmi. Completamente arresa mi alzai di nuovo e mi diressi nel laboratorio di Sev. Cercai tra le sue scorte, fin quando non trovai una pozione sonno senza sogni. La presi tra le mani e ne bevvi velocemente il contenuto, svuotando interamente la boccetta e ignorando in quel momento la farmacofobia. Avvertii immediatamente le palpebre pesanti, perciò mi affrettai a salire le scale e tornare in camera, per non rischiare di crollare sul pavimento. Mi sdraiai e caddi immediatamente in un sonno profondo, fino a quando, molte ore dopo, sentii un tonfo, e l'unica cosa che vidi fu Piton che cadeva sul pavimento, gravemente ferito e privo di sensi.






heyy, so che è passato davvero molto tempo, perdonatemi... è stato un periodo no e avevo perso la voglia di scrivere, ma ora credo di averla ritrovata. Voi come state? Spero che il capitolo sia di vostro gradimento, spero presto di scrivere il prossimo. un bacio <3

Nata Babbana La tua prossima ossessione. Scoprilo ora