10. Small changes

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"Tu lo sapevi che Rio non è la capitale del Brasile, vero?"

Jimin ascoltava appena, osservando Serendipity massaggiare con impegno la manica della sua felpa. "...cosa?"

Seduto sul letto dell'amico, Namjoon si allungò di lato per prendere la sfera di vetro dal comodino. "La capitale del Brasile è Brasilia, non è Rio de Janeiro. Anche se è sbagliato fino a un certo punto, perché Rio lo è stata e rappresenta tutt'ora l'anima del paese".

"Io lo sapevo". Taehyung, sdraiato accanto a Jimin, alzò la mano come a scuola.

Namjoon lo guardò con scetticismo, notando il sorrisino contorto sul suo volto. Sapeva a cosa stava pensando Tae.

"Sinceramente ero convinto fosse Rio de Janeiro", rispose Jimin. "Sei sicuro, hyung?"

"Non si mette in dubbio la cultura del nostro leader", lo rimproverò Taehyung.

"La mia era una precisazione". Namjoon si schermò con un sorriso. "Moltissima gente si confonde ancora".

"Sì, ma a quanto sembra Minhyuk non lo sapeva..." Il mormorio beffardo di Taehyung fu così basso da sembrare un caso che gli altri due l'avessero udito. Ma ovviamente non lo era.

"Come mai tiri in ballo lui?" Jimin gli rivolse un'occhiata poco convinta. "E perché sembri contento?"

Perché Minhyuk è un ragazzino scemo e tonto e sbaglia pure a farti i regali...
Taehyung dovette mordersi la lingua per non parlare. "No, niente..." Una vocina perfida gli suggeriva altri insulti che Jimin non avrebbe gradito.

"È un regalo" precisò quest'ultimo, "ed è il pensiero che conta".

"Sì, va beh..."

"Il regalo non viene solo da Minhyuk, per inteso, anche se l'idea è stata sua: sapeva che mi piacciono le sfere di vetro e non importa se ha sbagl-Taehyung, perché ridi?"

"Non sto ridendo!" Ma la difesa non resse: le sue labbra erano irrimediabilmente tirate in un ghigno.

"MI spieghi perché ti è antipatico Minhyuk?"

"Se neppure lo conosco, come fa a essermi simpatico?"

"Mmm..." Jimin emise un verso spazientito e irritato, mentre Namjoon lasciava la stanza quatto quatto.
I bisticci insulsi non necessitavano della sua presenza. Comunque, quei due non si sarebbero nemmeno accorti che se n'era andato.

"Tutti mi hanno fatto dei regali, Tae" continuò Jimin ad alta voce, "tu addirittura tre! E ti ripeto di nuovo che la sfera era da parte dell'intero staff!"

"Sì, sì, va bene, Jiminie, vedi solo quello che vuoi vedere, eh".

"Ancora sospetti che Minhyuk mi perseguiti?"

"Dimmelo tu..."

"Ti odio quando non mi rispondi".

"Ti ho risposto".

"No, tu... Dove vai?"

Taehyung saltò su dal letto all'improvviso. "Esco a prendere le cose che mancano per Serendipity. Ricordi? Dovevamo farlo oggi".

Jimin fece una faccia delusa. "S-sì, ma il signor Davis è fuori adesso, e io non posso venire se non c'è anche lui".

"Infatti vado io con Hoseok-hyung e Jin-hyung. Tu non ti preoccupare".

Jimin sbuffò. Qualcosa gli diceva che aveva preso la scusa di dover andare per troncare il discorso. Gliel'avrebbe fatta passare solo perché si trattava di Serendipity, altrimenti...

Prese la gattina in braccio e seguì Tae fuori dalla stanza, andando ad accomodarsi in salotto con Yoongi e Jungkook, mentre gli altri uscivano. Namjoon era in camera a lavorare su un nuovo pezzo.

I'm Your Angel (Vmin)La tua prossima ossessione. Scoprilo ora