20. Confusion

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Le mattine erano fatte così, di semplice routine, tanto che si sarebbe potuto pensare che non fossero un gruppo di idol ma semplicemente sette amici che dividevano la stessa casa. 

Namjoon e Seokjin erano quasi sempre i primi a tirarsi su dal letto, anche nei giorni di riposo. Subito dopo si svegliava Hoseok, che era solito fare il giro delle camere per controllare i dormiglioni, bighellonando qua e là finché non si decideva a vestirsi.

Fortunatamente, di bagni ne avevano tre, uno al primo piano dell'appartamento, due al secondo, e quello in fondo a sinistra era praticamente proprietà di Jungkook. Lui impiegava un mucchio di tempo la mattina, tanto che quando Taehyung e Yoongi si svegliavano – solitamente per ultimi – Kookie era ancora dentro.

Il coma profondo di Yoongi era qualcosa a cui ormai erano abituati, ma le prime volte in cui vivevano insieme Taehyung si era chiesto se per caso fosse spirato nel sonno. Solo Jimin poteva azzardarsi a svegliare Yoongi, perché il maggiore semplicemente lo adorava e tanto bastava.

Ma quel venerdì fu proprio Suga ad alzarsi incredibilmente prima di tutti gli altri.

Non aveva dormito molto bene, lo stato di Jimin occupava gran parte dei suoi pensieri, divisi tra la sua salute, il lavoro e una preoccupazione che la sera precedente non aveva considerato. Ma dopo un'intera notte a sognare due dei suoi amici che traumatizzavano la Corea del Sud, quella preoccupazione bussò al suo cervello dicendogli di svegliarsi. La vide persino scritta sulla sua faccia quando si guardò allo specchio.

Non poteva essere successo niente in quella stanza, vero?

Fu così che invece di spendere una delle poche mattine libere nella sua attività preferita, Yoongi si ritrovò a spalancare la porta della camera di Taehyung, tirando un momentaneo sospiro di sollievo.

Tae e Jimin dormivano uno sopra l'altro, avvolti nelle pesanti coperte blu e bianche, il volto del secondo sulla spalla del primo, affondato nel pelo della sua gattina acciambellata sul petto di Tae.

Indossavano ancora gli stessi vestiti della sera prima.

Yoongi si avvicinò, scuotendo Taehyung per la spalla. Il ragazzo strinse gli occhi e contrasse il viso, svegliandosi un attimo dopo.

"Hyung... ciao".

"Sono le dieci".

"Di sera o di mattina?"

"Di mattina, logicamente. Ma siete andati a dormire vestiti?"

Taehyung sbatté le palpebre, fissando intontito la sua figura e quella di Jimin. "Ah, sì. Ma... le prove? Non siamo andati".

Yoongi scosse la testa come a dire di non preoccuparsi. "Ieri sera Sejin ha detto a Namjoon che potevamo prenderci un giorno di riposo. Recupereremo domani".

"Ah... Allora buonanotte. No... buona mattina". E richiuse gli occhi.

"Taehyung, alzati, ho bisogno di parlarti. Da solo possibilmente. Gli altri sono ancora a letto".

"No, dai, non mi va. Per una volta che possiamo dormire di più..."

"Lo dici a me? Su, muoviti, così mi aiuti anche a preparare da mangiare".

"Come faccio?" Taehyung indicò Jimin con il dito indice.

Yoongi sbuffò, uscendo dalla stanza. "Ti aspetto giù".

Tae fissò la porta per un momento, poi di nuovo la testolina bionda del suo migliore amico accomodata su di sé.

Una angelo dentro un sogno.

I muscoli del suo viso si stirarono in un sorriso involontario, automatico. Fece prima scendere Serendipity, che si stiracchiò sbadigliando. Lentamente cercò poi di spostarsi da sotto Jimin, prendendogli la testa e posandola sul suo cuscino. Lui si mosse, sospirò a fondo ma continuò a dormire. Aveva un aspetto esausto.

I'm Your Angel (Vmin)La tua prossima ossessione. Scoprilo ora