[ALYCIA]
Sono passati tre giorni dal nostro momento nella stanza del proiettore e non riesco a farti uscire dalla mia testa. Non so perché mi sia lasciata così andare, non che non mi sia piaciuto assolutamente, anzi è totalmente il contrario, ma non volevo cadere subito ai tuoi piedi. È solo che quella canzone ha provocato una strana sensazione in me quando ti sei avvicinata: molte volte quando ci siamo conosciute mi è capitato di ascoltarla pensando a te e da lì ho capito che quello che stavo iniziando a provare per te era più di un sentimento d'amicizia. Il destino mi ha giocato un brutto scherzo e ha fatto si che tu trovassi proprio quel vinile e che partisse proprio quella canzone. I tuoi occhi blu e i tuoi capelli biondi mi hanno stregata ancora e non ho saputo resisterti. In quel momento però non avevo pensato ad un piccolo particolare: io ero già impegnata, io sono già impegnata con un'altra persona e mi sento in colpa per quello che ho fatto. Questo è il motivo per cui sto ignorando Jackie da quel giorno, ed è anche il motivo per cui sto ignorando te. Ho paura di prendermi la responsabilità delle mie azioni per la prima volta nella mia vita, ma non posso continuare così. Oggi abbiamo la giornata libera e stasera partiremo di nuovo per LA: devo parlarti assolutamente. Adesso. Esco dalla stanza e scendo velocemente le scale per raggiungere la reception.
<Scusi, ho bisogno di sapere in che stanza alloggia la signorina Taylor per cortesia> chiedo alla ragazza dietro al bancone.
<Mi spiace signorina, non posso rivelare informazioni personali o dat->
<Oh andiamo, ma per chi mi ha presa, ma lo sa chi sono? Abbiamo girato una serie insieme io e Taylor, sono un'attrice, mi dica il numero della stanza la prego> cerco di convincere la ragazza del fatto che siamo amiche, ma a quanto pare non si fida.
<Se siete così amiche lo chieda a lei, io purtroppo non posso aiutarla>.
Figlia di puttana.
Non posso mandarti un messaggio, sono tre giorni che nemmeno ti saluto, l'idea era quella di piombarti in camera dal nulla ma se non so in che stanza sei lo vedo difficile.
Mi guardo attorno sperando in un miraggio o in un aiuto divino ed ecco che vedo lei.
<Hey Marie, scusa se sbuco dal nulla ma mi serve una cosa urgentemente>.
***
Un minuto dopo mi trovo davanti alla tua porta. Faccio un bel respiro e busso decisa.
Ti sento borbottare dall'altra parte della porta.
<Che c'è che c'è?! Morgan se sei ancora tu giuro che ti stacco quelle due belle gambe che ti ritrovi e te le ficco su per il- oh, ciao> apri la porta sorpresa di trovarmi lì.
<Ciao> accenno un sorriso.
<Posso entrare?> domando indicando la stanza mentre tu continui a guardarmi impalata.
<S-si entra vieni> mi lasci passare e chiudi la porta, mentre io mi siedo sul letto.
<Mi ignori tutto il tempo e poi sbuchi dal nulla davanti alla mia porta?> mi stuzzichi, ti siedi accanto a me in attesa di una risposta.
<Io vorrei parlare di quello che è successo tra noi> ti rispondo senza alzare minimamente lo sguardo, come se fossi spaventata senza un valido motivo.
<Sono circa tre giorni che ci sto provando, grazie per avermi assecondata> mi dici ridacchiando. Perché pensavo che fossi arrabbiata?
<Lo so scusami, è solo che... la situazione è un po' complicata adesso per me> ti guardo negli occhi, lo vedo che queste parole ti stanno entrando dentro, non comprendi bene cosa voglio dire.
<Che intendi?> aggrotti le sopracciglia e ti allontani.
<Che io avevo una persona che mi aspettava fuori da quella stanza, anzi ce l'ho ancora, vorrei prima risolvere con lei> dico tutto d'un fiato per paura di essere interrotta.
<Giusto, hai ragione> annuisci mentre mi guardi.
<Quindi ti sei pentita di quello che è successo, non è così?> hai gli occhi lucidi mentre lo dici, mi hai totalmente fraintesa a quanto pare.
<Ma no che dici, l'ho fatto perché lo volevo e l'ho voluto fino all'ultimo secondo, è stato veramente magico Eliza, era tanto che sognavo ancora le tue labbra sulle mie, adesso che ne abbiamo parlato però mi sento molto meglio> ti sistemo una ciocca di capelli dietro le orecchie, mi sorridi e capisco che è tutto apposto dal tuo sguardo di nuovo colorato.
<Se mi avessi cagata un minimo avremmo già parlato prima, o forse avevi paura che potesse succedere questo...> la tua mano si poggia sulla mia coscia e inizia a salire sfiorando il mio sesso che inizia a battere forte, quasi quanto il mio cuore. <O magari questo...> sento il tuo respiro sul collo, inizi a baciare ogni singolo centimetro quadrato della mia pelle lasciando ogni tanto qualche morso, piego leggermente il collo da un lato per facilitarti il lavoro.
<Eliza...> ti richiamo per dirti di smetterla, ma non mi ascolti. <O questo invece...> sali a cavalcioni su di me, facendo in modo che la mia faccia si trovasse perfettamente immersa nel tuo splendido seno prosperoso. Chiudo gli occhi cercando di non crollare davanti alle tue provocazioni. <Eliza, basta...> cerco di fermarti. Ti avvicini al mio orecchio provocandomi la pelle d'oca.
<Tu non vuoi che mi fermi> mi sussurri mentre lentamente inizi a mettere le mani sotto la mia maglietta. Non volevo cedere, ma è vero, non voglio che ti fermi. Ti guardo fissa nei tuoi occhi, quasi brucia quel contatto visivo per quanto fuoco c'è dentro a quelle iridi blu mare. Il tuo sorrisetto malizioso appena accennato mi comunica la stessa cosa, non ce la faccio.
<Piccola bastarda> dico prima di afferrare il tuo viso e far scontrare le nostre labbra in un bacio caldo e passionale mentre ti porto giù con me. Posso sentire il tuo sorriso soddisfatto sulle mie labbra. Non perdi altro tempo e subito la tua lingua inizia a danzare a ritmo della mia. Mi sfili la maglietta e io faccio lo stesso con la tua, subito dopo tocca ai nostri reggiseni e infine ai pantaloni. Ci troviamo sdraiate una sopra l'altra con addosso solo le mutandine fradice. La tua bocca esplora ogni punto del mio corpo, ti soffermi sui capezzoli turgidi lasciando dei piccoli morsi che mi fanno gemere di piacere. Marchi la valle dei seni con un succhiotto, poi scendi verso la pancia continuando a baciarla mentre con le mani mi accarezzi i fianchi. Con un movimento deciso fai sparire i miei slip e mi fai tua con le tue dita, facendomi venire quasi subito. Decido di prendere in mano la situazione e ti tiro ancora di più verso di me, facendoti sedere quasi sul mio collo. Capisci cosa voglio fare e ti avvicini ancora di più a me. Poggio le mani sulle tue cosce mentre inizio a baciarti l'inguine fino ad arrivare ai due lembi di pelle. Con la lingua inizio a stuzzicare il clitoride facendo dei piccoli cerchi e ti sento godere. Giro intorno al centro del tuo piacere, senza mai però penetrarlo a tutti gli effetti per torturarti un po', finché non mi preghi di esplorare il tuo sesso e decisa mi faccio largo con la lingua. Assecondi i miei movimenti con il bacino, sento i tuoi muscoli contrarsi all'infinito, poi rilassarsi e i tuoi umori nella mia bocca. Riprendiamo a baciarci con foga, come se le energie non finissero mai e il desiderio aumentasse ogni secondo di più. Non possiamo fermarci: i nostri corpi sono stati lontani per troppo tempo, hanno bisogno di questo,
hanno bisogno di quel contatto e noi non possiamo impedirlo.
Avevamo appena passato una mattinata di sesso sfrenato. Siamo entrambe distrutte, sdraiate sul letto nude, coperte solo dal lenzuolo, a guardarci negli occhi senza dire una parola. Ti accarezzo i capelli e un piccolo sorriso spunta sul tuo volto stanco e i tuoi occhi sono socchiusi.
<Eliza> ti richiamo quasi sussurrando.
<Dimmi> continui a sorridere mentre mi rispondi.
<Mi sei mancata tantissimo>.
<Anche tu mi sei mancata da morire> mi lasci un bacio sulle labbra ed entrambe sorridiamo.
La vibrazione di un telefono ci interrompe, è il tuo e ti giri dall'altra parte per prenderlo.
Resti in quella posizione mentre leggi probabilmente un messaggio.
<Ti va di andare a pranzo con Linds, Marie e gli altri?> mi chiedi pronta ad inviare un messaggio di risposta.
<Certo> mi fa piacere rivedere i ragazzi, non ho avuto modo di parlarci molto visti gli orari delle interviste e le centinaia di paparazzi presenti all'evento.
<Va bene, tra mezz'ora ci incontriamo qui sotto.> mi dici mentre rispondi alle tue amiche.
Non voglio andare via da questa stanza, voglio restare nel tuo letto accanto a te. Ti sposto i capelli da un lato per scoprirti il collo, inizio a lasciare una scia di baci sulla tua pelle mentre con la mano lentamente risalgo i tuoi fianchi.
<Alycia> chiami il mio nome ansimando.
<Cosa c'è?> ti chiedo continuando a baciarti il collo e la clavicola.
Non mi rispondi, i tuoi sospiri invadono le mie orecchie mentre le mie mani vanno da tutte le parti e afferrano il tuo seno. Mi lasci fare, ma qualche minuto dopo mi richiami di nuovo.
<Alycia> l'effetto che mi provochi quando chiami il mio nome in questo modo mi fa impazzire.
<Cosa> rispondo, sperando di non ricevere risposta.
<Faremo tardi così> ridacchi mentre lo dici.
<Mezz'ora è lunga> affermo mordendoti la spalla. Inizi a ridere appena.
<Dai smettila, dobbiamo prepararci>.
<Ok va bene> dico allontanandomi e alzandomi in piedi.
<No ferma aspetta> la tua presa sul braccio mi tira di nuovo addosso a te e inizi a lasciarmi tanti piccoli baci sulle labbra.
<Mhh, non faremo tardi così?> chiedo sorridendo mentre continuo ad accogliere i tuoi baci.
<Non voglio più averti lontana> mi dici guardandomi negli occhi.
<Io sono qui>.
Mi dai un ultimo bacio e decidiamo finalmente di rivestirci e sistemarci un po', non penso sia carino presentarsi con i capelli scompigliati e il trucco sbavato.
Stranamente puntuali ci presentiamo all'uscita dell'hotel e le ragazze ci guardano con sospetto. Marie inizia a farti gesti strani, non capisco.
<Che cosa?> chiedi tentando di capire i suoi movimenti.
<Il collo> sussurra puntando con l'indice la zona interessata.
Sgrani gli occhi e subito ci metti la mano sopra.
<Vieni con me, andiamo in bagno, ci penso io> Marie ti prende per mano e ti porta con lei, mentre resto con Linds e Ricky ad aspettare Richard che come sempre fa più tardi di noi.
<Complimenti Carey> dice Linds colpita. I due scoppiano a ridere e io li seguo imbarazzata, l'hanno già capito tutti.
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We deserved better
Fanfiction(Da revisionare) Eliza Taylor è un'attrice di grande successo. Bellissima e sicura di sé, interpreta Clarke Griffin, la protagonista della serie televisiva "The 100". Tutto cambia con l'arrivo di una nuova ragazza nel cast, Alycia Debnam-Carey, che...
